Storia

Matteotti, il sindaco di Chieti: ''Pronti a custodire i documenti del processo''

Giacomo Matteotti  Giacomo Matteotti
ultimo aggiornamento: 05 agosto, ore 14:17
Roma - (Adnkronos) - Dopo l'allarme lanciato sul rischio che i preziosi documenti storici vadano persi, arriva attraverso l'Adnkronos, la disponibilit del primo cittadino del Comune dove venne celebrato il dibattimento: ''Disposto a trovare una collocazione in citt in attesa che venga presa una decisione sulla loro destinazione finale''. Lo storico Canali: ''Pronto a fare da tramite con l'Archivio Centrale dello Stato'' per riunire tutti i documenti insieme


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Roma, 5 ago. (Adnkronos) - Sono trascorsi 87 anni dall'uccisione di Giacomo Matteotti. Ma per il deputato socialista che pag con la vita il coraggioso j'accuse pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924 contro i brogli elettorali e le violenze e gli abusi dei fascisti, non c' pace. Le carte del processo sul suo omicidio, celebrato a Chieti, dal 16 al 24 marzo del 1926, rischiano di rimanere senza 'casa'. Di non avere pi un luogo in cui possano essere conservate e consultate.

Marina Campana Magno, nuora dell'avvocato Galliano Magno, che rappresent la vedova del deputato socialista, lancia infatti l'allarme: lo studio in cui il materiale stato finora custodito, sta per chiudere. E la sorte di quei preziosi documenti incerta. I 5mila volumi della biblioteca, comprese le carte del processo, rischiano di perdersi. Non solo. Marina Campana pronta addirittura a venderle a un privato.

A rispondere alla richiesta d'aiuto di Magno, subito il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio che attraverso l'Adnkronos fa sapere di essere "pronto a custodire le carte''. ''Si tratta - ha riferito- di un insieme di volumi di pregio. Sono disposto a trovare una collocazione nella citta' per conservare tutto il materiale in attesa che venga presa una decisione sulla destinazione finale".

"Rappresentano - ha sottolineato - una traccia importante della nostra storia e anche della nostra comunit. Non possiamo dimenticarci che il processo fu celebrato nella sale conciliare del comune". Ma il primo cittadino abruzzese si spinge anche oltre. "Siamo pronti - ha riferito - ad aiutare la signora a collocare i documenti e i volumi presso qualunque ente o archivio storico se ritiene opportuno vendere questo patrimonio. E per questo motivo - ha detto il primo cittadino- sono anche disposto a contattare qualche Cassa di risparmio abruzzese che potrebbe dimostrarsi interessata all'operazione". Quanto poi alla possibilit che il Comune possa acquistare le carte del processo Di Primio frena. E tiene a precisare: "Per il momento non sono in grado di immaginare un acquisto. Sarebbe improvvido parlarne''.

Ma a offrirsi come mediatore per far accogliere i documenti dall'Archivio Centrale dello Stato lo storico Mauro Canali che a lungo si occupato del caso Matteotti firmando il volume 'Il delitto Matteotti. Affarismo e politica nel primo governo Mussolini'. "La pi giusta e naturale collocazione dei documenti relativi al processo Matteotti di Chieti all'Archivio Centrale dello Stato di Roma, accanto a tutti gli altri atti istruttori della vicenda. I documenti dell'istruttoria, infatti - spiega Canali - sono a Roma, divisi tra Archivio Centrale dello Stato e Archivio di Stato, e sarebbe disagevole per i futuri studiosi del caso Matteotti spostarsi da Roma a Chieti".

"Se la signora fosse disponibile, una volta presa visione del materiale, mi impegnerei a fare da tramite con l'Archivio, ma solo per la parte relativa ai documenti". Lo storico, infatti, contattato per lettera da Marina Campana Magno, aveva risposto alla richiesta della donna relativa ad una collocazione, in 'qualche luogo', della biblioteca e dei documenti dell'avvocato. Per Canali la difficolt subentrata nel momento in cui la biblioteca e i documenti "devono avere un'unica collocazione e, quindi, la mia idea di darli all'Archivio Centrale dello Stato diventata irrealizzabile. L'archivio, infatti - conclude - conserva documenti e non libri, soprattutto provenienti da biblioteche private".


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