Pompei, si tratta con Parigi per il salvataggio. Resca: "Siamo in fase iniziale"

ultimo aggiornamento: 08 luglio, ore 21:38
Roma - (Adnkronos) - Prende sempre pi corpo l'ipotesi dell'intervento di una cordata di imprenditori francesi per il recupero del sito archeologico. Il direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac: "Si tratta di una Fondazione che pu raccogliere soldi da privati"


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Roma, 8 lug. (Adnkronos) - La trattativa con i francesi per il salvataggio di Pompei " in fase iniziale". Lo dichiara all'ADNKRONOS Mario Resca, direttore generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac. Si tratta, spiega Resca, di "una Fondazione di diritto francese che pu raccogliere fondi da privati. Fondi che possono essere investiti al di fuori della Francia, nell'area del mercato europeo e quindi anche in Italia, con lo stesso vantaggio fiscale (detrazione 60%) che la legge francese prevede per la salvaguardia dei monumenti riconosciuti di interesse nazionale". "Tempo fa - racconta il Dg - un rappresentante della fondazione francese venuto da noi a seguito dell'interesse verso siti che sono un simbolo mondiale, e quindi verso Pompei. La trattativa appena iniziata e le risorse che la fondazione sarebbe in grado di mettere in campo in maniera continua si andrebbero comunque ad affiancare al piano Cecchi da 105 milioni di euro". "La cosa interessante - osserva Resca - che i francesi non darebbero solo denaro, ma anche aiuti tecnici, uomini e competenza come ha fatto la fondazione Packard ad Ercolano con grande efficacia. Siamo solo in fase iniziale ma c' un forte interesse da parte francese. Ora gli uffici preposti del Ministero stanno studiando l'applicabilit di questa proposta con il sistema italiano".

"Ben vengano tutti gli aiuti per Pompei - precisa all'ADNKRONOS Teresa Elena Cinquantaquattro, sovrintendente per le aree archeologiche di Napoli e Pompei -, ma dentro il piano di recupero presentato dal ministro Galan".

La trattativa tra Francia e Italia su Pompei, racconta all'ADNKRONOS la senatrice Diana De Feo, membro della commissione Cultura e della fondazione Ville Vesuviane, " in pieno corso"."E' stata Patrizia Nitti, direttrice del museo Maillol a Parigi, a farsi promotrice dell'operazione perch, un gruppo di industriali francesi che fa capo alla Fondazione Defense, con cui lei si messa in contatto, ha mostrato interesse per Pompei, forte anche della legge francese che prevede una detrazione fiscale del 60% per i privati che investono sui beni culturali", anche al di fuori dei confini nazionali. Le cose, che "comunque stanno andando avanti, non sono per cos semplici perch - spiega - i francesi vogliono una precisa garanzia sulle modalit e i tempi di impiego delle risorse che intendono investire, venti milioni annui per dieci anni. Vogliono cio che a coordinare tutto sia l'Unesco".

Sono gi "quasi quattro mesi che il dialogo in corso e l'ultima riunione, convocata dalla stessa Unesco, c' stata il 27 giugno scorso a Parigi. E la questione ancora da risolvere una: capire come consentire questo coordinamento dell'Unesco nell'alveo del progetto gi presentato dal Mibac", vale a dire il piano Cecchi da 105 milioni di euro per il quale "sono in arrivo i finanziamenti europei". Ma se il piano gi c', allora qual il problema? E' solo di tipo giuridico? No. "L'Unesco, tanto per dirne una - fa sapere De Feo - ha chiesto il regolamento delle acque. Un piano per la canalizzazione, insomma''. "Io sono sicura -dice De Feo- che una soluzione si trover''. La senatrice ribadisce che per i francesi ''il coordinamento dell'Unesco una garanzia. Pompei per di propriet del Mibac che ha gi un piano approvato a giugno dal Consiglio Superiore dei Beni culturali. Ecco quindi che va trovata una formula" per dare garanzie ai francesi "in tempi adatti agli industriali d'Oltralpe" e attuare il piano del ministero.

"In questa fase i francesi stanno manifestando grande attenzione per siti prestigiosi come Pompei e noi siamo orgogliosi di tutto questo. Ora dobbiamo immaginare che si apra contestualmente una disponibilit di altri imprenditori italiani. Noi sollecitiamo questa strada" aggiunge all'ADNKRONOS il sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villari sottolineando come Della Valle abbia aperto la strada e come ora stia agli altri percorrerla. "Cos - ha rimarcato - si fanno cose belle, utili e che hanno, come giusto che sia, un ritorno".


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