Facebook cambia le regole, anche per i minorenni post pubblici sul social network

ultimo aggiornamento: 17 ottobre, ore 17:49
Roma - (Ign) - Le modifiche interessano i giovani tra i 13 e i 17 anni, ai quali fino a oggi era vietato postare al di fuori della cerchia dei propri amici. Protesta il Moige: "Passo indietro per la loro tutela, pronti alla denuncia"


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Roma, 17 ott. (Ign) - Da oggi anche i minorenni potranno condividere i propri post, foto e video su Facebook con chiunque e non solamente con la propria cerchia di amici. E' la novit introdotta da oggi sul social network che coinvolge i giovani dai 13 ai 17 anni, che fino ad ora non potevano rendere pubbliche foto e pensieri. Nel comunicarlo, l'amministrazione di Facebook ha chiarito che i minorenni verranno avvertiti, prima di postare, dei rischi che si possono correre coinvolgendo sconosciuti.

"Quello annunciato oggi da Facebook un grande passo indietro per la tutela dei minori. Non bastava che i ragazzi dai 13 ai 17 anni potessero iscriversi al social network americano senza consenso genitoriale, in spregio alla norma di legge, che vieta ai minori di sottoscrivere contratti. Da oggi potranno scrivere post 'pubblici', visibili cio anche agli utenti che non fanno parte della loro cerchia di 'amici', compresi adulti e malintenzionati". Cos Maria Rita Munizzi, presidente del Movimento Italiano Genitori (Moige), che annuncia: "Siamo pronti a denunciare al Garante della Privacy Facebook"

"Questo conferma quanto la piattaforma di Zuckerberg, per rispondere a bieche logiche di mercato - prosegue Munizzi - sia disposta a offrire su un vassoio d'argento i nostri figli a inserzionisti pubblicitari o peggio ancora cyberbullisti e pedofili".

"Siamo pronti a denunciare al Garante della Privacy Facebook, che continua ad essere 'terra di nessuno', dove regole e controlli sono spesso risibili - prosegue - e dove al genitore non consentito l'esercizio di alcun tipo di controllo sulla 'vita virtuale' del proprio figlio minorenne. Come genitori, non possiamo pi tollerare che questo accada. Ci auguriamo che venga presto adottata una normativa specifica di tutela: la sicurezza dei nostri figli, viene prima di tutto'', conclude la presidente Munizzi.


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