Facebook, conversazioni sotto controllo per prevenire attivit criminali

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ultimo aggiornamento: 16 luglio, ore 13:56
Roma - (Ign) - Un nuovo software al servizio del social network per monitorare chat e mail. Un filtro selezioner i contenuti 'pericolosi' che segnaleranno gli utenti con comportamenti sospetti. Dal mondo del web il richiamo all'attenzione della privacy


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Roma 16 lug. (Ign) - Un software per "spiare" i post e le chat dei propri utenti. Quella che potrebbe sembrare l'ennesima minaccia alla privacy in realt un'iniziativa intrapresa dal popolare social network per intercettare le conversazioni 'sospette', che potrebbero contenere intenti criminali, come casi di pedofilia ed adescamento di minorenne, un fenomeno purtroppo in espansione nel mondo della rete.

Il programma funzionerebbe in maniera principalmente automatica, scannerizzando e filtrando i contenuti pericolosi in base ad alcuni parametri ben precisi, come esempio, se gli utenti coinvolti sono o non sono amici, se lo sono da poco tempo, se non hanno amicizie in comune, se sono distanti geograficamente, e se presentano una sensibilie differenza di et tra di loro.

Una volta riconosciuta un'attivit potenzialmente 'criminosa', il contenuto viene salvato e controllato dal social network che decide se attivarsi o meno con le forze dell'ordine.

A confermarlo il capo della sicurezza di Facebook, Joe Sullivan, che in un'intervista rassicura sull'automatismo del nuovo meccanismo di sicurezza: "Non abbiamo mai voluto creare un ambiente in cui fosse necessario controllare le comunicazioni private, quindi molto importante che noi usiamo una tecnologia con un bassissimo tasso di falsi positivi"

Il nuovo metodo avrebbe infatti gi dato i suoi frutti: in Florida un uomo di 30 anni aveva contattato una ragazzina di 13 e progettava di incontrarla fuori scuola il giorno successivo. La conversazione stata identificata come pericolosa e una volta segnalata stata avvisata la polizia, che dopo aver effettuato i controlli di rito ha arrestato il sospetto pedofilo.

Ma il fine 'virtuoso' della nuova tecnologia a disposizione del social di Zuckerber potrebbe non essere sufficiente a smorzare le polemiche riguardo al discorso della privacy. Non chiaro infatti se le chat analizzate vengano salvate e conservate in memoria, e ci si chiede quale autorit abbia Facebook per leggere mail e messaggi personali. C' il rischio che il voler garantire la sicurezza del network venga considerato l'ennesimo pretesto per giustificare l'invadenza sui dati personali degli utenti, senza tralasciare i dubbi sull'infallibilit del sistema, che rischia di mettere sul patibolo persone che non hanno niente a che fare con le presunte attivit criminali.

Queste proteste si uniscono a quelle di Wikipedia che nei giorni scorsi ha deciso di scioperare in Russia, dopo che la Duma ha approvato l'instaurazione di una 'black list' di siti web censurabili al controllo di un'agenzia federale gestita dal governo. In pratica con il pretesto di voler fronteggiare i casi di pedofilia il governo russo ha acquisito la libert di poter censurare qualsiasi sito web in maniera del tutto unilaterale.


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