Facebook spopola tra gli anziani. Oltre un mln e mezzo di profili over 65

ultimo aggiornamento: 09 aprile, ore 14:03
Roma - (Adnkronos Salute) - Sembra che collegarsi quotidianamente al social network abbia un effetto positivo sulla memoria. Lo usano, inoltre, per tenersi in contatto con parenti e amici e, in caso di difficol, chiedono un aiuto ai nipoti


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Roma, 9 apr. (Adnkronos Salute) - Potrebbe essere l'elisir di lunga vita per la memoria: Facebook, il social network che spopola anche fra gli over 65. Secondo le stime diffuse nel corso del Congresso nazionale dell'Associazione italiana di psicogeriatria (Aio), a Gardone Riviera (Brescia), nel nostro Paese sono gi circa un milione e mezzo gli anziani con un profilo sulla gettonatissima 'creatura' di Mark Zuckerberg. A questi si aggiunge un altro milione di 'nonni' internauti che si tengono in contatto con parenti e amici attraverso Skype o guardano i video dei nipotini lontani su YouTube. Uno studio condotto in due Residenze sanitarie assistite italiane in provincia di Cremona e di Brescia, presentato in occasione del congresso, ha dimostrato che collegarsi quotidianamente a Facebook per un'ora ha un effetto benefico sulla memoria, la conserva attiva perch stimolata e migliora l'umore dei navigatori della rete dalle tempie grigie. "Negli ultimi anni il numero di anziani che si sono avvicinati al web cresciuto dell'80% – spiega Marco Trabucchi, presidente Aip – I dati mostrano che gli anziani rappresentano la fascia di utenti di internet cresciuta di pi; basti pensare che oggi gli iscritti a social network come Facebook o MySpace con oltre 65 anni sono circa l'8% del totale".

La sete di web da parte dei 'nonni' " in parte spiegabile - secondo Trabucchi - perch si avvicina alla Rete una quota sempre maggiore di anziani con un pi elevato livello di istruzione. Quattro su dieci si sono fatti insegnare i segreti del web dai nipoti: questo contribuisce a rinsaldare i rapporti, ma l'uso di internet ha innumerevoli altri benefici. I risultati del progetto nelle Rsa sono infatti incoraggianti perch dimostrano che il web e le nuove tecnologie tengono viva la curiosit culturale degli anziani, migliorano le prestazioni cognitive e mantengono 'giovane' il cervello, stimolando l'attenzione, la memoria, la percezione". "Inoltre l'uso della rete - conclude il presidente dell'Aip - riduce i sintomi di ansia, stress e depressione ed un valido aiuto nel creare 'reti di supporto' per gli anziani con disabilit che avrebbero altrimenti relazioni sociali molto limitate; il mondo virtuale per loro un'occasione di condivisione, di trasmissione, di scambio e di aggiornamento, un mezzo per interagire con gli altri ed essere maggiormente autonomi".


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