Il sogno dell'immortalit di Itskov: il cervello umano e la personalit in un robot

ultimo aggiornamento: 30 aprile, ore 19:46
Mosca - (Adnkronos) - Il miliardario ha deciso di investire in un progetto che prevede, nel 2048, l'impianto di un cervello di un homo sapiens all'interno di un corpo elettronico e meccanico. E assicura: "Ho gi affrontato le implicazioni spirituali con il Dalai Lama"


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Mosca, 30 apr. (Adnkronos) - Il miliardario russo Dmitry Itskov sogna l'immortalit per l'uomo e ne fa la sua personale causa di vita: cos come i suoi pari investono in squadre di calcio, yacht o gallerie d'arte, la sua idea invece quella di impiantare entro il 2048 il cervello, la coscienza e la personalit, di un homo sapiens in un robot.

''Ero seduto alla mia scrivania quando ho realizzato di aver voglia di dedicarmi a qualcosa di pi che agli affari. Guadagnare e spendere soldi aveva cominciato ad annoiarmi, volevo essere parte di un progetto di pi vasta portata'', ha spiegato Itskov, 32 anni, a capo della societ di portali e media web New Media Stars.

Da questo suo ennui nata l'''Iniziativa strategico sociale 2045'', il programma che si propone di ''riunire l'umanit intorno a una nuova idea globale, raggiungere l'immortalit cibernetica''. Il prossimo mese di giugno, il 15 e il 16, Itskov ha organizzato a New York un congresso, il secondo della sue fondazione, per annunciare i nomi degli scienziati di tutto il mondo che hanno accettato la sfida. Ai lavori parteciperanno come sostenitori della prima ora del progetto Kay Kurzwell, direttore del settore ingegneristico di Google, Hiroshi Ishiguro e l'esperto di robot dell'universit di Osaka che ha creato il suo gemello meccanico di silicone ed elettronico, l'esperto di robotica David Hanson e l'antropologo delle religioni ''affiliato'' all'Mit William Bushell. Itskov assicura di aver gi affrontato le implicazioni spirituali del suo progetto con il Dalai Lama.

Ecco le tappe del programma, cos come le ha illustrate il miliardario in una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-moon: la prima fissata per il 2020, quando dovr essere pronto un robot antropomorfo, l'avatar di una persona, un corpo artificiale, controllato da interfacce neurali, che potranno essere usate per la riabilitazione dei disabili, precisa. Si arriver poi a impiantare il cervello di una persona in fase terminale, estendendone cos la vita di 200-300 anni, a impiantare la personalit e e a studiare la coscienza per incarnarla in supporti non biologici da trasferire nell'avatar.

Con un diploma in management delle corporation all'Accademia russa dell'economia, Itskov ha iniziato a interessarsi alla scienza solo nel 2005: ''In passato il motore dell'evoluzione stata la selezione naturale. Ora sempre pi scienziati sostengono che la selezione naturale non funziona pi. La specie umana andr in contro a un degrado significativo, per questo lanciamo un appello, l'uomo deve salvare la sua specie'', ha detto dopo aver lanciato lo scorso anno un appello a tutti i suoi colleghi miliardari per contribuire al progetto.

Itskov si inserisce in una florida tradizione russa per la ricerca dell'immortalit: negli anni venti del novecento, il medico Alexandr Bodganov aveva teorizzato la sconfitta dell'invecchiamento attraverso trasfusioni di sangue da soggetti giovani a quelli pi anziani. Il trattamento riservato ai leader bolscevichi avrebbe consentito anche il loro contatto con le masse. Per tre anni, come direttore del nuovo Istituto per la trasfusione di sangue, ha condotto centinaia di esperimenti prima di morire per le conseguenze non previste delle undici trasfusioni che si era prescritto. Negli stessi anni un suo collega, Sergei Bryukhonenko aveva creato il primo sistema circolatorio artificiale con cui era riuscito a mantenere viva la testa di un cane per quasi due ore. Negli anni settanta, Viktor Sarayev aveva estratto una sostenza dal tessuto di cuccioli di animali domestici che gli consentiva di aumentare la vita e la fertilit degli adulti.


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