Internet: Antitrust, oscurati 112 siti, vendevano orologi 'falsi' di 47 marchi

ultimo aggiornamento: 20 dicembre, ore 12:32

commenta commenta 0     vota vota 0    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 20 dic. (Adnkronos) - Oscurati dall'Antitrust, con la collaborazione della Guardia di Finanza, 112 siti che vendevano orologi contraffatti di molteplici marche. Con questa operazione salgono a 166 i siti resi inaccessibili dall'Autorit con l'intervento dei militari del Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza. All'origine di questo ulteriore intervento contro una pratica commerciale che appare scorretta, precisa l'Autorita' in una nota, tre segnalazioni arrivate dall'associazione dei consumatori Adoc, dall'Indicam e dalla Confcommercio. I marchi interessati sono 47 e vanno dal prodotto pi semplice a quello di extralusso. Tutti i siti oscurati erano strutturati come outlet che proponevano, in diverse lingue, orologi di numerose marche e consentivano di effettuare acquisti con diverse valute, avvalorando nei consumatori l'idea che il venditore fosse un importante operatore internazionale. Secondo l'Antitrust attraverso i siti, ora resi non accessibili, sarebbero state fornite ai consumatori informazioni non vere sulla natura e sulle caratteristiche dei prodotti. Mancavano inoltre informazioni rilevanti sull'identit e l'indirizzo geografico dei venditori e sui diritti previsti a tutela dell'acquirente nella fase post vendita. La contraffazione degli orologi venduti sui siti ora oscurati stata verificata da Assorologi, l'associazione che tutela i marchi interessati: l'associazione ha effettuato una verifica puntuale su tutti i siti e inoltrato, attraverso l'Indicam, la denuncia all'Antitrust. Secondo Assorologi l'articolata rete contraffattiva era costituita da 46 Nad (Nomi a Dominio) e 112 domini internet (intesi come unit di secondo livello) articolati secondo i diversi Paesi di accesso.Tutti i nomi a dominio e relativi website contraffattivi risultavano gestiti su solo cinque server, tutti situati in Malesia. Tutti i nomi a dominio erano registrati da due soggetti stranieri.


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
TAG
Internet
tutte le notizie di CyberNews
commenta commenta 0    invia    stampa