Internet: Enea, per reti critiche fa piu' paura sisma che cyber attack

ultimo aggiornamento: 29 marzo, ore 16:23
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Roma, 29 mar. (Adnkronos) - Fa piu' paura "un terremoto o un'alluvione" di "un cyber attack per la sicurezza delle reti critiche" come le infrastrutture di trasporti, di energia elettrica, di telecomunicazioni o sistemi economico-finanziari e banche. E' piu' preoccupato dai terremoti che dai cyber terroristi Sandro Bologna dell'Unita' Calcolo e Modellistica dell'Enea che all'ADNKRONOS spiega gli scenari "piu' realistici" di protezione contro i rischi di black out di elettricita', trasporti o Tlc che potrebbero mandare in tilt un intero Paese. "La protezione delle infrastrutture critiche -afferma Bologna- e' un problema che va affrontato anche tenendo conto che i maggiori rischi sono esterni alle strutture stesse e, per la maggior parte, sono rischi derivanti da catastrofi naturali piuttosto che da attacchi informatici. Basti pensare che a mandare in tilt i bancomat, i check-in di Fiumicino e le banche della Capitale, il 2 gennaio del 2004, fu un allagamento degli impianti di Tor Pagnotta e non un attacco informatico a bloccare la rete Tlc di Roma Sud". E se gli attacchi informatici evocano maggiori paure e fanno spendere, secondo il recente rapporto commissionato dal McAfee al Csis di Washington, 6,3 mln di dollari al giorno, sono le catastrofi naturali a dover essere ugualmente messe al centro dell'attenzione, secondo l'esperto dell'Enea. "Per realizzare un attacco informatico ad una rete protetta -sottolinea Bologna- e' necessario avere altissime competenze ingegneristiche e conoscere dall'interno i potenti sistemi di protezione informatica di queste infrastrutture sensibili". Due fattori chiave, dice Bologna, "non certo facili da trovare sul 'mercato'".

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