Internet d il benvenuto all'IPv6, il protocollo che ci salver dal sovraccarico

ultimo aggiornamento: 06 giugno, ore 14:19
Roma - (Ign) - Il precedente IPv4 era limitato all'attribuzione di circa 4,3 miliardi di indirizzi on line, numero raggiunto e ora 'aggirabile' grazie alla novit testata lo scorso anno e da oggi in funzione. Lo hanno gi adottato i colossi come Facebook, Microsoft e Google, ma ci vorranno almeno dieci anni prima che sia a regime completo


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Roma, 6 giu. (Ign) - Internet non una rete infinita: il numero di indirizzi web che si possono creare limitato. Quando nel 1981 venne rilasciato il protocollo IPv4, nessuno si sarebbe aspettato che poco pi di vent'anni dopo la rete avrebbe superato i 4,3 miliardi di indirizzi web teorizzati all'epoca. Per evitare i rischi di sovraccarico, quindi, lo scorso anno - sempre il 6 giugno - stato presentato e testato per 24 ore il protocollo IPv6, che oggi entra ufficialmente in azione salvando internet da un 'blocco' inevitabile.

Rispetto ai 4,3 miliardi di indirizzi gestibili dall'IPv4, il nuovo protocollo che stato gi adottato da Facebook, Microsoft e Google, tanto per citare i giganti di internet, potr raggiungere cifre difficilmente immaginabili oggi, ma anche in futuro, perch eleva il numero 2 alla 128esima, e quindi tocca numeri quantificabili nell'ordine di miliardi di miliardi.

In questi ultimi anni, a determinare il sovraccarico della rete sono stati alcuni fenomeni che hanno conosciuto crescite considerevoli. Primo su tutti quello degli smartphone, che con la navigazione su internet spesso 'always on' coprono una parte importante degli indirizzi IP attribuiti sul web. Parallelamente si creato un traffico anche di quei dispositivi che non sono propriamente smartphone, ma che si aggiungono grazie al concetto di 'internet of things', ovvero di 'internet delle cose': eBook reader, tablet, console di gioco, ma anche apparecchiature domotiche come frigoriferi o televisori connessi alla rete. Tutti questi infatti, cos come i computer di casa, di lavoro e gli smartphone, hanno accesso al web e quindi diventano 'padroni' di un indirizzo univoco. Con l'IPv6 - che inizialmente affiancher l'IPv4 per almeno una decina di anni in attesa che tutti lo adottino e cambino le proprie infrastrutture per supportarlo - problemi non ce ne dovrebbero pi essere.


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