Bce avverte l'Italia: "Cruciale che rispetti rigore risanamento"

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 13 giugno, ore 12:07
Roma - (Adnkronos) - Francoforte: "Evoluzione macroeconomica peggiore delle aspettative e rallentamento delle entrate rispetto alle dinamiche ipotizzate nonch maggiori spese". Disoccupazione in crescita. Banca Mondiale taglia le stime sulla crescita. Crolla la borsa di Tokyo: -6,35% Europa in rosso. Risale lo spread


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 0    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 13 giu. - (Adnkronos) - ''Occorre attenersi con rigore al percorso di moderazione del disavanzo specificato nell'aggiornamento per il 2013 al fine di ridurre al minimo il rischio che, nel prossimo futuro, venga superato di nuovo il valore di riferimento del 3 per cento del pil. Si tratta di una sfida cruciale per la politica di bilancio del nuovo governo che si e' insediato il 28 aprile scorso''. Ad affermarlo e' la Bce nel bollettino mensile di giugno.

In Italia, sottolinea la Bce, ''il rapporto tra disavanzo e pil ammontava al 3% nel 2012, rispetto al 3,8 del 2011. In base alle previsioni economiche della primavera di quest'anno, la Commissione europea ha raccomandato la chiusura della Pde dal momento che l'Italia si ritiene abbia corretto il suo disavanzo eccessivo entro la scadenza del 2012 e dato che le proiezioni sul disavanzo lo mantengono al di sotto del valore di riferimento''. Il dato per il 2012, tuttavia, osserva l'Istituto di Francoforte, ''era di 1,3 punti percentuali superiore all'obiettivo fissato nell'aggiornamento del programma di stabilita' per lo stesso anno, un risultato per lo piu' riconducibile all'andamento macroeconomico peggiore delle aspettative e alla debole dinamica delle entrate.

Nel quadro di una progressiva ripresa della crescita del pil, l'aggiornamento del programma per il 2013 posiziona il disavanzo appena sotto il 3% del pil nello stesso anno e ne indica una flessione nell'orizzonte temporale del programma''. In previsione di un percorso di risanamento pi graduale, sottolinea la Bce, ''gli obiettivi di bilancio sono stati notevolmente ridimensionati rispetto all'aggiornamento del programma per il 2012. In base alle attese, nel 2013 il rapporto tra debito pubblico e pil raggiungerebbe il picco di circa il 130 per cento del pil. I rischi connessi agli interventi di riduzione del disavanzo riguardano soprattutto un'evoluzione macroeconomica peggiore delle aspettative, ma anche un rallentamento delle entrate rispetto alle dinamiche ipotizzate nonche' maggiori spese''

''I disavanzi sono rimasti superiori al valore di riferimento del 3% del pil nella maggior parte dei paesi dell'area dell'euro, con l'eccezione di Germania, Estonia, Italia, Lussemburgo, Austria e Finlandia''.. Solo cinque paesi dell'area, rileva l'Istituto di Francoforte, ''hanno registrato un rapporto debito/pil inferiore al valore di riferimento del 60% del pil, mentre lo stesso rapporto risultato prossimo o superiore al 100 per cento in Belgio, Irlanda, Grecia, Italia e Portogallo''.

Nell'area dell'euro l'attivit economica ''dovrebbe stabilizzarsi e recuperare nel corso dell'anno, seppure a un ritmo contenuto''. I tecnici della banca centrale rilevano che il pil in termini reali ha registrato una contrazione dello 0,2% nel primo trimestre del 2013, dopo un calo dello 0,6% nel quarto trimestre del 2012. Il pil, osserva l'Istituto di Francoforte, '' quindi diminuito per sei trimestri consecutivi, a fronte di una persistente debolezza delle condizioni nel mercato del lavoro. Il recente andamento dei dati delle indagini sul clima di fiducia ha mostrato segni di recupero, a partire da bassi livelli.

Nel prosieguo dell'anno e nel 2014 la crescita delle esportazioni dell'area dell'euro -sottolinea la Bce- dovrebbe beneficiare di una ripresa della domanda mondiale, mentre la domanda interna dovrebbe essere sostenuta dall'orientamento monetario accomodante e dai recenti aumenti del reddito reale ascrivibili al calo delle quotazioni petrolifere e, in generale, dell'inflazione''.

Inoltre, aggiunge l'Istituto di Francoforte, ''si dovrebbero trasmettere all'economia reale i significativi miglioramenti osservati nei mercati finanziari dall'estate scorsa, come pure i progressi compiuti nel risanamento delle finanze pubbliche. Allo stesso tempo gli aggiustamenti di bilancio ancora necessari nei settori pubblico e privato seguiteranno a gravare sull'attivita' economica''.

Dall'Eurotower allarme anche per la disoccupazione: ''La scarsa creazione di posti di lavoro e le deboli aspettative congiunturali emerse dalle indagini suggeriscono un ulteriore incremento della disoccupazione nel breve termine''.


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
tutte le notizie di Economia
commenta commenta 0    invia    stampa