Alla protesta della Cgil hanno aderito anche Sel e l'Idv

Manovra, la Cgil in piazza: "Non siamo come Alice nel Paese delle meraviglie"

ultimo aggiornamento: 12 giugno, ore 20:39
Roma - (Adnkronos) - A Roma la manifestazione, nata come una protesta della Funzione pubblica e che si poi allargata ad altre categorie. Epifani: "Chi guadagna bene non paga neanche un euro per il risanamento del Paese. C' un blocco sociale a cui nessuno chiede quello che pu fare per sostenere il risanamento dei conti del Paese". Questura Roma: ''Sono 25mila''. Fiat, Marchionne alla Fiom: non si esageri Manovra: 15 giugno manifestazione sindacati scuola e sit-in al Senato. Scuola, 'la riforma fa acqua': per protesta gavettoni tra studenti davanti al ministero
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Roma, 12 giu. - (Adnkronos) - La manovra del governo "non va bene, la pagano i lavoratori e i pensionati. Non fa riforme e colpisce solo i redditi medio bassi". Ad affermarlo, mentre partecipa a corteo della Cgil contro la manovra del governo partito da piazza Esedra e che si sta dirigendo verso piazza del Popolo, il segretario generale, Guglielmo Epifani.

Si tratta, sottolinea, "di una manovra unica in Europa. Nessuno ha fatto come in Italia. Questa manovra non equa, non fa riforme e non c' niente per lo sviluppo e l'occupazione". Gli altri Paesi, rileva ancora Epifani, "chiedono a tutti i cittadini sacrifici e non soltanto ai lavoratori. Chi guadagna bene non paga neanche un euro per il risanamento del Paese. C'e' un blocco sociale a cui nessuno chiede quello che pu fare per sostenere il risanamento dei conti del Paese". Ed Epifani chiede: "come mai Zapatero tassa i redditi medio alti? Come mai Cameron tassa le banche e come mai la Merckel tassa le banche e le transazioni finanziarie e mette 13 mld in manovra per sostenere istruzione, ricerca, formazione. Come mai in Italia a pagare sono sempre i soliti? Come mai nessuno sostiene lo sviluppo se e' vero come afferma anche la Banca d'Italia che la manovra deprimera' dello 0,5% la crescita del Pil?". Il problema del Paese, scandisce Epifani, "sono i conti pubblici, la crescita e l'occupazione".

Il governo non deve "ingannarci": "Non ci chiamiamo Alice e non viviamo nel Paese delle meraviglie. Abbiamo piu' o meno gli stessi problemi degli altri ma con un debito come il nostro probabilmente abbiamo problemi piu' gravi degli altri Paesi", ha aggiunto Epifani denunciando le "parole false" sul futuro del Paese raccontato dal governo agli italiani.

"I maestri, Berlusconi e Tremonti, hanno ripetuto per mesi che l'Italia stava meglio degli altri Paesi. Ci vuole un filo di coerenza: se tutto andava bene perche' questa manovra? Abbiamo dei governanti che non volevano vedere la realta' mentre gli altri governanti degli altri Paesi europei hanno sempre detto ai loro cittadini che li aspettavano periodi difficilissimi. Solo da noi non si e' ammesso che la crisi e' dura e che va affrontata con senso di responsabilita'".

La Cgil, sottolinea ancora Epifani, non e' contro la manovra ma "contro questa manovra". Una manovra "iniqua e ingiusta che penalizza i redditi medio bassi", dove "non ci sono riforme mentre di riforme ce ne sarebbe bisogno" e che deprime "quella poca crescita che il Paese sta faticosamente recuperando". Tutto questo "si fa sulle nostre spalle. Siamo pronti a fare sacrifici ma non vogliamo farli da soli. Quando chiedi sacrifici -afferma Epifani- chiedi un po' di piu' a chi ha piu' possibilita' e di meno a chi ne ha di meno".

Il corteo, arrivato in piazza del Popolo, era aperto da uno striscione 'Contro la manovra ingiusta e dannosa del governo Berlusconi'. Lo slogan scelto dalla Cgil per la sua protesta 'Tutto sulle nostre spalle'.

''In piazza ci sono 100 mila manifestanti'', hanno annunciato dal palco gli organzzatori. Da questa mattina nella piazza dove si conclude la manifestazione, sono presenti cinque gazebo monotematici sui temi della scuola, dell'universit, della ricerca, della protezione civile, dei vigili del fuoco e degli enti locali. Questi gazebo sono stati organizzati per spiegare ai cittadini gli effetti dei tagli ai servizi ai cittadini.

Nata come manifestazione dei sindacati di categoria della funzione pubblica si allargata ad altre categorie, tanto che folta anche la rappresentanza della Flc Cgil e dello Spi Cgil. 'Investire in conoscenza per il futuro del Paese', 'No tagli no bavaglio'; 'Nella scuola per scelta, precari per forza': sono alcuni degli slogan dei manifestanti che ora si stanno incamminando verso piazza Barberini. Alla manifestazione della Cgil hanno aderito anche tra gli altri Sel e l'Idv.

"Dalla parte dei lavoratori, dalla parte dei ceti medi e popolari, dalla parte dei giovani precari e disoccupati, dalla parte delle intelligenze dell'Italia umiliate e offese ogni giorno. Sta qui - afferma il portavoce nazionale di Sel, Nichi Vendola - il significato della giusta e necessaria mobilitazione della Cgil di oggi e delle prossime settimane, a cui va il sostegno e l'adesione di Sinistra ecologia liberta', contro gli atti di politica economica del governo".

Dal canto suo il leader dell'Idv Antonio Di Pietro spiega: "Oggi manifestiamo al fianco della Cgil e dei lavoratori del settore pubblic perch siamo convinti che la manovra economica partorita dal duo Tremonti-Berlusconi sia iniqua e dolorosa. E l'Italia dei Valori non pu che schierarsi con i ceti pi a rischio, quelli che vivono con difficolt la quarta settimana del mese e che patiranno pi degli altri le mosse di questo Governo''.

Al corteo in rappresentaza del Pd ha partecipato anche l'europarlamentare David Sassoli che sottolinea: "La manovra sbagliata e ingiusta. E' una tassa sulla vita del Paese e lo render pi povero". La manovra dell'esecutivo, sottolinea Sassoli, "punisce i lavoratori con 1.200 euro al mese che pagano le tasse e forniscono servizi ai cittadini. E' una manovra ingiusta che non punisce chi ha provocato la crisi. Il governo -rileva- dia un segnale e mercoled al Consiglio europeo sostenga la proposta di una tassazione dello 0,5% sulle transazioni finanziarie, che significa avere a disposizione 250 miliardi per alleggerire il peso dei tagli sul comparto pubblico europeo e avere risorse da investire nella crescita".

"La Cgil manifesta contro la manovra e quindi a sostegno della crisi", afferma Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione e coordinatore delle segreterie della Lega. "La Cgil non accetta l'accordo di Pomigliano e quindi sostiene la chiusura dello stabilimento: per la prima volta abbiamo un sindacato che protesta contro la pioggia e contemporanemente fa la danza della pioggia! Poveri lavoratori che fino ad oggi gli hanno creduto…", conclude Calderoli.

Di segno opposto il commento del segretario del Partito comunista dei lavoratori, Marco Ferrando: "Pensiamo che questa manifestazione debba essere l'inizio di una svolta radicale del movimento operaio e sindacale contro il patronato e il governo. Solo se si riuniranno tutte le sinistre, a partire dalla Cgil, sar possibile difendere la condizione dei lavoratori ed imporre un altol al governo", conclude Ferrando.

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