Crisi, nel 2012-13 gi redditi e risparmi. Consumi in calo del 3,2% nel 2012

ultimo aggiornamento: 05 novembre, ore 20:59
Roma - (Adnkronos) - Lo rileva l'Istat nelle 'Prospettive per l'economia italiana nel 2012-13'. Per il 2012 si prevede una riduzione del pil italiano pari al 2,3%, mentre per il 2013 -0,5%. Codacons: ''Dati inducano il governo a rivedere la legge di stabilit''. La disoccupazione crescer ancora: nel 2013 +11,4%


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Roma, 5 nov. (Adnkronos) - Nel biennio 2012-2013 ''le famiglie continuerebbero a sperimentare significative riduzioni del reddito, con conseguenze negative sul tasso di risparmio''. Lo rileva l'Istat nelle 'Prospettive per l'economia italiana nel 2012-13'.

Forte calo anche per la spesa privata per consumi. Questa voce registrerebbe nel 2012 una contrazione del 3,2% e anche nel 2013 risulterebbe in calo (-0,7%).

Sulla spesa per consumi pesano le persistenti difficolt sul mercato del lavoro e della debolezza del reddito disponibile. ''La caduta del reddito disponibile, il clima di incertezza percepito dai consumatori e l'attuazione di misure di politica economica volte al consolidamento dei conti pubblici - evidenzia l'Istat - penalizzerebbero la spesa per consumi. La crescente situazione di disagio finanziario dichiarata dalle famiglie porterebbe, in un primo tempo, ad un proseguimento nell'utilizzo del risparmio, cui potrebbe seguire una evoluzione in negativo dei modelli di consumo''.

Per il 2012, rende noto l'Istat, si prevede una riduzione del pil italiano pari al 2,3%, mentre per il 2013, nonostante l'attenuazione degli impulsi sfavorevoli ed un moderato recupero dell'attivit economica nel secondo semestre, la variazione media annua resterebbe leggermente negativa (-0,5%).

L'attivit economica nella seconda met del 2012, rileva l'Istituto di statistica, sar contrassegnata da un andamento ancora in flessione, sia pur secondo ritmi significativamente meno intensi rispetto al primo semestre. Il pil diminuirebbe del 2,3% in media d'anno, a causa di un contributo marcatamente negativo della domanda interna (-3,6 punti percentuali, al netto delle scorte), solo in parte compensato da quella estera netta (pari a 2,8 punti percentuali, circa il doppio rispetto al 2011). L'apporto delle scorte risulterebbe negativo nella media del 2012 (-1,5 punti percentuali).

Nel 2013, il Pil diminuirebbe dello 0,5%, sottendendo un lieve recupero dell'attivit economica nel secondo semestre. In media d'anno il sostegno della domanda estera netta (0,5 punti percentuali) non risulterebbe ancora sufficiente a bilanciare il contributo negativo proveniente delle componenti interne di domanda (-0,9 punti percentuali al netto delle scorte). Queste previsioni, precisa l'Istat, incorporano gli interventi contenuti nel disegno di legge di stabilit presentato dal governo, ma non le modifiche proposte nel corso della discussione parlamentare del provvedimento.

Pe il Codacons ''il crollo dei consumi rende inverosimile la previsione del governo di tornare a crescere nel secondo trimestre del 2013''. ''Questi dati dovrebbero indurre Monti e la maggioranza che lo sostiene a rivedere la legge di stabilit'', sottolinea.

''E' indispensabile, infatti, - continua l'associazione dei consumatori - che anche l'Iva al 21% non sia toccata, altrimenti i consumi finirebbero per risentirne proprio negli ultimi 6 mesi del 2013, quei mesi in cui il governo si aspetta e spera in una ripresa''.


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