Come cambiano le abitudini di consumo degli italiani

Dalla crisi nasce un nuovo modello di business

ultimo aggiornamento: 03 luglio, ore 20:21
Milano - (Ign) - Si chiama 'Smart Buy' ed un nuovo approccio agli acquisti basato su una maggiore attenzione e consapevolezza


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Milano, 3 lug. (Ign) - Non solo rinunce e restrizioni. Dalla crisi nasce un nuovo modello di business. Si chiama 'Smart Buy' ed un nuovo approccio agli acquisti caratterizzato da una maggiore attenzione e consapevolezza dei consumatori.

E' quanto emerso dai risultati di una ricerca condotta da Eurispes e Focus in collaborazione con Dacia, secondo cui su un totale 2.696 soggetti intervistati, oltre il 70% degli italiani riconosce di aver modificato i propri comportamenti di acquisto rispetto al passato. "Per gli italiani - afferma il presidente di Eurispes Gian Maria Fara - si chiusa un'epoca . L'era dello spreco dalla quale stanno faticosamente cercando di uscire dopo un lunghissimo periodo vissuto nella convinzione di poter contare su una crescita ininterrotta".

Tuttavia, secondo Fara, non tutto il male viene per nuocere. "La crisi - spiega - sta evidentemente rimettendo in discussione modelli di consumo, valori, atteggiamenti. C' una maggiore oculatezza in tutti gli atteggiamenti e questo mi sembra un dato fortemente positivo".

Le donne sono coloro che confermano questa tendenza in maggior numero, tanto che un terzo degli uomini intervistati dichiara di aver mutato poco o per nulla le proprie abitudini di consumo, contro un quarto delle donne. I single affermano di aver mutato molto i propri comportamenti d’acquisto nel 14,8% dei casi, contro il 24,1% delle coppie senza figli, il 23,6% dei nuclei monogenitore ed il 21,5% delle coppie con figli.

L’impatto della crisi economica sui consumi si tradotto in una maggiore oculatezza anche per chi, degli effetti della difficile congiuntura economica non risente affatto. Informarsi sulle caratteristiche di un prodotto o un servizio prima dell’acquisto un’abitudine diffusa nel 77,3% dei casi (‘sempre’ 40,4% o ‘spesso’ 36,9%); mentre il giudizio degli altri consumatori influisce solo per il 48,8% (‘spesso’ 39%; ‘sempre’ 9,8%).

Ci significa che iconsumatori hanno sviluppato in generale un atteggiamento pi maturo negli acquisti ed una maggiore consapevolezza facilitata anche dall’uso delle nuove tecnologie. La rete assume, in questo senso, un ruolo strategico per reperire informazioni sulle caratteristiche del prodotto o del servizio e sui feedback di chi quel bene lo ha gi provato.

Tuttavia la ricerca di informazioni in rete non riguarda tutti i settori. I prodotti alimentari, ad esempio, ne sono praticamente esclusi. Tra coloro che consultano abitualmente forum o siti per trovare informazioni sui beni da acquistare, quando si tratta di prodotti alimentari il 41,1% lo fa soltanto qualche volta, mentre il 40,7% non lo fa affatto. Invece, ben il 77,4% considera la rete il luogo adatto per reperire informazioni su viaggi e vacanze (40,8% sempre; 36,7% spesso); il 76,7% sulle apparecchiature tecnologiche (41,4% sempre; 35,3% spesso) e il 62,2% su prodotti di telefonia (33,5% spesso; 28,7% sempre). Il 78,7% degli italiani afferma di cercare sul web informazioni sulle automobili; il 29% lo fa qualche volta, il 27,1% spesso e il 22,6% sempre. Mentre il restante 21,2% dichiara di non rivolgersi mai a tale canale di informazione.

Rispetto al passato, si presta maggiore attenzione a offerte, sconti e promozioni sui prodotti pubblicizzati nei supermercati e nelle attivit commerciali (92,8%) ma prima dell’acquisto si verifica quasi sempre la qualit del prodotto (82,5%). Nonostante la difficile situazione di crisi economica infatti, gli italiani continuano a prestare molta attenzione alla selezione dei prodotti alimentari (53,5%), segno di una cultura dell’alimentazione radicata e irrinunciabile.

I profili dei consumatori, in questo caso, si dividono in due gruppi ben distinti: il primo, rappresentato da chi mette al primo posto il costo del prodotto (46,5%); l’altro da chi predilige la qualit (44,4%). A sorpresa la marca un fattore determinante negli acquisti soltanto nel 3,3% dei casi.

Pi attente all’aspetto economico nelle scelte di acquisto sono le donne (49,4% contro il 42,3% degli uomini), mentre gli uomini tendono a privilegiare il fattore ‘qualit’ (47,4% contro 42,4%). Maggiore attenzione al prezzo anche tra i consumatori con un’et compresa tra 18 e i 29 anni: per ben il 55,3% il primo criterio di scelta, a fronte del 45,9% dei 30-44enni, del 41,1% dei minorenni, del 38,5% dei 45-64enni, del 33,9% di chi ha 65 anni e pi. Per gli adulti tra i 45 ed i 64 anni invece conta soprattutto la qualit (50,8%).

Il fattore economico pesa in modo determinante anche nelle scelte di acquisto dei single (50,5%) e nei nuclei monogenitore o di altro tipo (59,6%). I single in molti casi sono infatti giovani con una posizione occupazionale e finanziaria non consolidata, mentre i nuclei monogenitoriali possono contare su un solo stipendio.

Dall’indagine si riscontra inoltre una tendenza a non associare la maggiore qualit dei prodotti ad un costo pi elevato. Per il 64,5% a maggior prezzo corrisponde maggior qualit solo qualche volta, per il 2,2% mai, per il 31,9% spesso e solo per l’1,4% sempre. Sono gli uomini ad essere pi convinti che un maggior costo garantisca qualit pi elevata: per il 35,8% ci accade spesso, contro il 29,3% delle donne. In ogni caso, la maggioranza degli intervistati afferma di rimanere fedele a marche e prodotti preferiti nonostante il prezzo nel 58,1% dei casi (‘spesso’ 51,6%; ’sempre’ 6,5%), il 37,7% qualche volta, il 4,2% mai.

La sperimentazione di prodotti nuovi tuttavia un’abitudine che sta via via prendendo sempre pi piede: il 52,2% lo fa qualche volta, il 37,7% spesso, l’8% sempre, soltanto il 2,1% mai. E questo accade anche per le offerte speciali alle quali cedono in molti anche quando si tratta di prodotti che non hanno mai provato: il 49% lo fa qualche volta, il 31,3% spesso, il 9,5% sempre. Solo uno su dieci (10,2%) non lo fa mai.


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