Effetto crisi, redditi indietro di 27 anni

ultimo aggiornamento: 22 gennaio, ore 16:37
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'analisi di Rete Imprese Italia: consumi indietro di 15 anni, nel 2012 chiuse 100mila aziende. Sangalli: ''Non si vede l'uscita dal tunnel''. I senza lavoro aumentati di 4,2 milioni nel 2012. E in futuro sar peggio. Grilli: "Non serve una manovra correttiva"


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Roma, 22 gen. (Adnkronos/Ign) - Consumi indietro di 15 anni e reddito disponibile che torna indietro di 27 anni. Rete Imprese Italia fa un'analisi impietosa della crisi che ha colpito il nostro Paese: il reddito disponibile reale pro capite passato dai 18.216 euro del 2011 ai 17.337 euro del 2012, ovvero il 4,8% in meno, mentre i consumi reali pro capite sono passati dai 16.650 euro del 2011 ai 15.920 euro del 2012, il 4,4% in meno.

E il 2013 rischia di andare anche peggio. Secondo Rete Imprese il reddito disponibile reale pro capite potrebbe scendere a 16.955 euro, mentre i consumi reali pro capite potrebbero scendere a 15.695 euro.

Dall'analisi emerge poi il dato sulla 'scomparsa' di 100 mila aziende nel periodo 2011-2012. Il saldo - tra nuove iscrizioni e cessazioni - di aziende nei servizi di mercato nel periodo gennaio-settembre 2011 negativo per -41.347. Stessa sorte nel periodo gennaio-settembre 2012: qui il saldo negativo sale a -53.234. A questo si aggiungono le aziende dell'artigianato: nel periodo gennaio-settembre 2011 il saldo negativo per -10.179 imprese, mentre nel periodo gennaio-settembre 2012 il saldo negativo -16.912.

''Ancora non si riesce a scorgere l'uscita dal tunnel'' ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione della presentazione della giornata di mobilitazione di Rete Imprese Italia, il prossimo 28 gennaio. La crisi, ha sottolineato, ''si abbattuta soprattutto su quell'Italia produttiva dell'economia dei servizi di mercato, del terziario, dell'artigianato e dell'impresa diffusa che, vivendo prevalentemente di domanda interna, sta pagando il conto pi salato. Tanto che, nel 2012, in Italia ha chiuso un'impresa al minuto''.

Per Sangalli, ''bene ha fatto il governo Monti ad aver messo in sicurezza i conti pubblici, a rafforzare la fiducia nei confronti della capacit dell'Italia di onorare il proprio debito pubblico'', ''ma lo si fatto al prezzo salatissimo di un'impennata della pressione fiscale'' che ''arrivata ad oltre il 56%''.

Sulla crisi intervenuto anche il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, a margine di una conferenza stampa all'Istat. "I nostri modelli previsionali - ha spiegato - indicano che nella seconda met del 2013 probabile che ci possa essere un recupero dell'attivit produttiva ma sar una ripresa molto lenta non solo in Italia ma anche in Europa".


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