Governo rivede al ribasso stime Pil Monti rassicura: 'Ripresa nel 2013'

Mario Monti (Adnkronos)  Mario Monti (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 20 settembre, ore 20:53
Roma - (Adnkronos) - Nel 2012 prevista una contrazione del 2,4% e nel 2013 dello 0,2%. Sono le nuove stime dell'aggiornamento del Def, approvato dal Cdm. Il premier: ''Nessuna revisione del programma di politica economica''. E sottolinea: "L'anno prossimo sar in ripresa, la luce si vede''. Poi aggiunge: ''Non stiamo lavorando per l'aumento delle tasse''. Contro la crisi si resta in famiglia: uno su tre vive con i genitori


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Roma, 20 set. (Adnkronos) - A causa del peggioramento dello scenario internazionale, in particolare della zona euro, nel 2012 prevista una contrazione del Pil del 2,4 per cento e nel 2013 la crescita dovrebbe essere leggermente negativa. L'anno prossimo infatti, a causa dell'effetto di trascinamento del calo registrato nel corso del 2012, prevista una contrazione dello 0,2 per cento. Sono le nuove stime dell'aggiornamento del Def, approvato dal Cdm.

Nel 2014-2015, invece, prevista una crescita rispettivamente dell'1,1 per cento e dell'1,3 per cento grazie all'aumento della domanda interna ed esterna in virt degli effetti positivi delle riforme strutturali per rilanciare l'economia.

A legislazione vigente previsto un indebitamento netto strutturale della Pa del -0,9% del PIL nel 2012, in riduzione di 2,8 punti percentuali rispetto al 2011. Nel 2013, l'indebitamento atteso attestarsi a +0,2%. Pertanto, spiega la nota di Palazzo Chigi, il governo conferma l'obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali nel 2013, malgrado l'impatto di eventi naturali avversi - quali il terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna nel 2012 - e la presenza di un rallentamento dell'economia pi significativo di quanto previsto nel Def, abbiano determinato l'esigenza di assumere spese incomprimibili.

Il conseguimento del pareggio di bilancio " condizione indispensabile per assicurare la sostenibilit del debito pubblico", si legge nella nota di aggiornamento al Def. In vista di quest'ultimo obiettivo, "nei prossimi mesi l'azione del governo si incentrer in particolar modo sulla riduzione del debito pubblico, dando attuazione agli strumenti creati per procedere alla valorizzazione e successiva dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili sia delle partecipazioni pubbliche".

Il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, nella conferenza stampa dopo il Cdm, ha dichiarato: ''Nel 2013 confermiamo il saldo strutturale in pareggio'', mentre per quest'anno ci sar ''un leggero surplus, dello 0,9%''.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha sottolineato: "Non c' una revisione del programma di politica economica del governo, ma un aggiornamento del quadro macro economico". "Rispetto ad aprile, il quadro migliorato" per le decisioni europee e della Bce, ha chiarito Monti, ma "l'andamento economico non migliorato, anzi. E' peggiorato a livello europeo sia per l'economia reale che per le dinamiche dei tassi rimasti elevati".

"Il cardine della nostra politica di risanamento dei conti pubblici - ha dichiarato - rimane invariato: cio l'obiettivo del pareggio strutturale nel 2013, questa per noi un'ancora della politica di bilancio".

"L'anno prossimo sar un anno in ripresa per l'andamento dell'attivit economica, il 2013 sar crescente - ha assicurato -. La media del 2013 tuttavia prevista essere di uno 0,2% inferiore alla media 2012. Questo chiamato effetto trascinamento ma la luce della ripresa, anche se non voglio riprendere immagini abusate, si vede".

"Il termine stangata - ha continuato - ricorso pochissimo quest'anno, mi sembrato ricorresse di pi nel passato". "Noi non stiamo lavorando per l'aumento delle tasse - ha aggiunto -, ma per ottenere una riduzione della spesa pubblica per poter evitare l'aumento di due punti dell'Iva gi previsto che pensiamo avrebbe avuto un effetto sia depressivo sia perverso".

"Abbiamo fieno in cascina, con i risultati della spending review, per scongiurare l'aumento dell'Iva fino al 30 giugno - ha affermato -, ma continuiamo per scongiurarlo sine die".

Monti non si stupisce per l'aggiornamento dei numeri del Def. "Il governo si concentrato inizialmente sull'obiettivo della sicurezza finanziaria per evitare scenari profondamente negativi come Paesi non lontani da noi avevano sperimentato - ha spiegato il premier - e non ha potuto dare la priorit a misure per la crescita rispetto a misure per la messa in sicurezza dei conti pubblici".

Il governo ha preferito un "approccio alle politiche per la crescita che mira a non ripetere errori compiuti in passato in Italia e in altri Paesi da una alimentazione artificiosa della crescita per via finanziaria ma per modifica dei meccanismi strutturali e dell'andamento mercati". Monti quindi ha sottolineato: "essendo chiarissimo che questo non poteva dare effetti positivi nel breve perido, troviamo le cose in linea con quanto da noi sempre immaginato e sempre previsto". C' un punto, per: "il quadro internazionale stato peggiore del previsto", ha ammesso il premier.

L'Italia deve proseguire sulla strada intrapresa altrimenti ''troverebbe pi difficile continuare a esercitare quell'influenza, che recentemente ha esercitato, sul quadro di politica economica europea'', ha affermato il presidente del Consiglio. ''Se l'Italia dovesse non continuare in modo risoluto sulla strada intrapresa - ha avvertito Monti - i mercati darebbero dei segnali negativi''. Di conseguenza, ci potrebbero essere delle evoluzioni ''in un senso non favorevole alle aspirazioni dell'Italia, per quanto riguarda la crescita e la stabilizzazione''.

Riguardo a Fiat, il premier ha dichiarato che l'incontro di sabato a Palazzo Chigi sar ''un significativo momento di dialogo''. ''Ci ripromettiamo di avere un quadro informativo aggiornato sugli intendimenti strategici del gruppo, con particolare riguardo ai suoi impegni in Italia'', ha spiegato.

La riunione, ha sottolineato, ''avviene in un momento in cui il governo ha sollecitato le parti sociali a impegnarsi ai fini del miglioramento della produttivit, per incrementare la competitivit''. Quindi, ha osservato Monti, ''siamo impegnati nel quadro delle politiche per lo sviluppo e per la crescita, non solo per molti provvedimenti adottati ma anche, adesso, con il dialogo insieme alle parti sociali sul costo del lavoro e sulla produttivit''.


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