Tensioni si registrano anche tra alcuni residenti e i manifestanti

Ilva di Taranto, gli operai bloccano la citt

Manifestanti a TarantoManifestanti a Taranto
ultimo aggiornamento: 27 luglio, ore 20:40
Taranto (Adnkronos/Ign) - Solo in serata si concluso lo sciopero a oltranza, da luned stato di agitazione. Oggi presidiati gli ingressi della citt. Il caso in Cdm, Riccardi: "Situazione molto preoccupante". Protesta anche a Genova. Procuratore di Lecce: "La magistratura non poteva non intervenire". Ieri disposto il sequestro di tutta l'area a caldo, Indagati i vertici. Fissata al 3 agosto l'udienza del Tribunale del Riesame sul provvedimento. Passera: "Fare di tutto per garantire continuit operativa". Squinzi: "A rischio la vocazione industriale del Paese". (VIDEO)


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Taranto, 27 lug. - (Adnkronos/Ign) - E' terminato lo sciopero a oltranza per protestare contro il sequestro da parte della magistratura dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, nell'ambito di un'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale. Lo hanno annunciato in un incontro nella Prefettura del comune pugliese i segretari generali confederali dei sindacati: "Verranno modificate le iniziative e le manifestazioni dei lavoratori, con cessazione dello sciopero ad oltranza nonch di tutte le altre forme di protesta messe in campo'', hanno detto. Secondo quanto riportato dalla Prefettura, "i segretari confederali hanno fatto presente che lo stato di agitazione proseguir da lune modulando, tuttavia, nuove iniziative di sensibilizzazione ed evitando, peraltro, disagi per la cittadinanza''.

E' prevista anche una grande manifestazione, probabilmente il 2 agosto, il giorno prima dell'udienza del Tribunale del Riesame sul sequestro di alcune aree dello stabilimento siderurgico.

In giornata gli operai avevano presidiato con dei blocchi diversi ingressi della citt: ce ne sono due sulla Statale 7 Appia, prolungamento della Statale 100 per Bari. Seguono poi un altro davanti alla stazione ferroviaria, prima del Ponte di Pietra, e poi in citt sul Ponte Girevole. Era stata bloccata anche la strada per Statte, la 106 Ionica per Reggio Calabria e la strada per San Giorgio Ionico.

Era quasi impossibile superare i blocchi: il passaggio veniva consentito soltanto a chi si deve recare in ospedale, ai mezzi di soccorso e ai giornalisti ma con molte difficolt. Tensioni si sono registrate anche tra alcuni residenti e i manifestanti.

Gli operai tengono a sottolineare che la produzione di acciaio all'interno dello stabilimento siderurgico sta continuando ancora in queste ore, smentendo alcune notizie di stampa.

"Mentre noi stiamo manifestando - avevano detto - dentro i colleghi continuano a lavorare. Qui ci sono persone che hanno famiglia, abbiamo bisogno di lavorare. Gli ambientalisti venissero a lavorare con noi, basta con certe dichiarazioni'', avevano attaccato gli operai, sottolineando: ''Noi non stiamo inquinando, stiamo lavorando in sicurezza. Tutti i nostri capi - dicono ancora - sono stati messi in galera (in realt 8 dirigenti sono finiti agli arresti domiciliari, ndr), ma neanche la mafia viene trattata cos".

Questa mattina si tenuta l'assemblea tra gli operai e i sindacati. Hanno partecipato i segretari nazionali dei metalmeccanici di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil che hanno assicurato il loro impegno affinch il governo centrale mantenga alta l'attenzione sulla situazione dei circa 12mila operai che rischiano il posto di lavoro. L'invito stato quello a rimanere uniti. Intanto il prefetto Claudio Sammartino ha convocato nuovamente i sindacati nella sede del palazzo di governo.

Mentre la conferenza stampa, convocata per le 17.30 nel centro studi dell'Ilva a Taranto, stata interrotta dopo 10 minuti dal suo inizio dall'arrivo di una trentina di operai che stanno protestando anche nell'adiacente Municipio del capoluogo ionico e nel vicino ponte girevole. "Non si decide pi nulla in questa citt senza di noi", hanno gridato ai giornalisti e ai dirigenti dell'azienda presenti. La mediazione, proposta dai giornalisti, che un loro delegato intervenga alla conferenza stampa.

"Abbiamo parlato dell'Ilva e del movimento che sta attraversando la citt di Taranto. E' una situazione molto preoccupante", ha dichiarato il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi al termine del Consiglio dei ministri che era stato annunciato in mattinata da Corrado Clini.

Il ministro dell'Ambiente, intervendo alla trasmissione radiofonica 'Radio Anch'io', aveva appunto detto che del caso dell'Ilva se ne sarebbe parlato in Cdm questa mattina. La questione '' all'ordine del giorno; ci sar uno scambio di informazioni e illustrero il protocollo sottoscritto ieri'', ha riferito Clini. Cos stato fatto: il ministro ha infatti illustrato i contenuti del protocollo d'intesa sottoscritto il 26 luglio tra il ministero dell'ambiente, il ministero dello sviluppo economico, il ministero della coesione territoriale, la regione Puglia, la provincia e il Comune di Taranto e il Commissario straordinario del porto di Taranto.

Lo stanziamento complessivo previsto dal protocollo, si precisa in una nota di Palazzo Chigi, di 336.668.320 euro, di cui 329.468.000 di parte pubblica e 7.200.000 di parte privata. E gli obiettivi del protocollo "verranno realizzati nelle prossime settimane attraverso appositi accordi e sotto la guida di un Comitato di Sottoscrittori e di una cabina di regia coordinata e gestita dalla Regione Puglia''. Inoltre, la prossima settimana prevista in aula al Senato un'informativa del governo.

"Il governo deve intervenire, non pu avere cautela oltre misura, quelle produzioni non possono sparire da l. Se spariscono, noi avremo una voragine e la salute non migliorer", ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni durante il suo intervento a 'Radio Anch'io'. Secondo il sindacalista, se si lasciano senza lavoro operai "che vivono solo di quel lavoro, tutto ci che gira intorno alla produzione salter e non credo che l'ambiente migliorer con la desertificazione industriale che si profila per Taranto".

"Siamo molto preoccupati per lo stabilimento Ilva di Taranto", ha invece detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. ''Non sono solo a rischio le sorti della prima acciaieria di Europa, di decine di migliaia di lavoratori e di un intero territorio; ad essere a rischio, proprio in un momento cos delicato per l'Italia, la stessa vocazione industriale del nostro paese", avverte il numero uno di Viale dell'Astronomia. "Un provvedimento di questo tipo colpisce un'azienda che ha lavorato nel corso degli anni per adeguarsi alle norme ambientali e rappresenta un segnale difficile da comprendere per gli investitori, soprattutto esteri'', spiega.

Protestano, inoltre, i lavoratori di Genova contro la minaccia che, dopo il sequestro senza facolt dell'uso dell'area a caldo di Taranto, incombe su tutto il ciclo integrale del gruppo e quindi anche sugli stabilimenti di Genova e Novi Ligure. Dopo un'assemblea iniziata alle 8.30 tutti i dipendenti dello stabilimento di Genova-Cornigliano sono usciti per formare un corteo che si diretto verso il centro della citt.

Il corteo, di un migliaio di persone, ha raggiunto la prefettura dove una delegazione di lavoratori e sindacalisti stata ricevuta dal prefetto Antonio Musolino. Mentre la maggior parte dei dimostranti attendeva l'esito dell'incontro all'ingresso della prefettura, alcuni operai hanno bloccato tutte le vie d'accesso a piazza Corvetto, trascinando in mezzo alla strada cassonetti dell'immondizia e contenitori per la raccolta differenziata.

Durante il corteo, che si svolto senza incidenti, i manifestanti hanno esploso diversi petardi scandendo pi volte lo slogan, "lavoro, lavoro". La delegazione ha fatto presente al prefetto il rischio che comporta per la siderurgia italiana la chiusura dell'area di Taranto e la necessit di intervenire entro cinque giorni al massimo. Il prefetto ha risposto di avere ben presente la situazione e di essere in costante contatto con il governo. Ora si attende la decisione del Tribunale del Riesame.


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