Si apre uno spiraglio sull'emergenza gas

La Tunisia rinuncia al prelievo sul gas algerino a favore dell'Italia

Un gasdotto (Xinhua)  Un gasdotto (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 07 febbraio, ore 19:04
Roma - (Adnkronos) - L'annuncio del direttore di Sotugat ad AKI: "Abbiamo ceduto il prelievo che ci spetta, tra il 5,25% e il 6,5%". Ieri record storico di consumi. Il picco registrato a causa della forte spinta della domanda domestica. Scatta il piano d'emergenza. Limiti ad aziende, s centrali a olio


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Roma, 7 feb. (Adnkronos/Ign) - Le autorit tunisine hanno rinunciato a una quota di gas algerino loro spettante per venire incontro all'Italia, che si trova in una situazione di "emergenza". Lo annuncia il Direttore generale della Societ Tunisienne du Gazoduc Trans-Tunisien (Sotugat), Mohamed Agrebi, ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL.

La societ gestisce il gasdotto che dalla frontiera con l'Algeria trasporta il gas del paese vicino fino alla Sicilia. "Abbiamo rinunciato al prelievo che ci spetta, tra il 5,25% e il 6,5%, a favore degli italiani, essendo consapevoli dell'emergenza in termini di fornitura di gas con cui si confrontano", ha detto Agrebi.

Il direttore della Sotugat ha quindi assicurato la regolarit del flusso del gas algerino verso l'Italia. La sua societ, ha spiegato, si sta "adoperando al massimo per assicurare il flusso, attraverso il controllo continuo delle cinque stazioni di compressione in territorio tunisino".

Agrebi ha tuttavia tenuto a precisare che il compito della sua societ " solo quello di trasportare un prodotto algerino a un cliente italiano".

Le forniture dalla Russia all'Italia hanno registrato oggi un calo del 10,78%. Alle 14, infatti, secondo i dati di Snam Rete Gas sono stati effettivamente immessi nel sistema 94,3 milioni di metri cubi rispetto ad una richiesta di 105,7 mln di metri cubi (-11,5 mln m3).

L'azienda elettrica ha reso noto che oggi sono entrate in funzione le centrali termoelettriche Enel di Livorno e di Piombino, alimentate ad olio combustibile.

"Tutto dipende dalle condizioni meteorologiche in Russia, perch da l che parte il problema - ha affermato il direttore della Comunicazione Eni, Gianni di Giovanni, a Radio Ies - noi abbiamo aumentato il gas dall'Algeria e dalla Norvegia quindi abbiamo colmato questo gap. Nel frattempo stiamo cercando gas liquido e ci prepariamo a mettere in campo tutte le iniziative che serviranno a chiudere questo periodo che potrebbe durare quindici giorni ma anche di pi. In questo modo speriamo di poter considerare questa situazione risolta tra pochi giorni".

Eni informa che inoltre che ieri ''sono stati richiesti 450 mln di metri cubi, il 40% in pi rispetto alle richieste dell'anno scorso. Questo indubbiamente dovuto al clima. Dall'altra parte abbiamo registrato per le analoghe ragioni una diminuzione del gas che ci arriva dal gasdotto proveniente dal nord-est, dal Tarvisio, dalla Russia. In Russia ci sono temperature polari, si arriva a - 40 nelle zone piu esposte quindi Gazprom utilizza questo gas prima per il mercato interno e poi per le esportazioni. Nella settimana scorsa abbiamo registrato punte di consegna di circa il 30%. Siamo pronti a mettere in campo le soluzioni per evitare problemi soprattutto all'utenza domestica".

Ieri il sistema gas italiano ha registrato il record storico dei consumi: grazie alla forte spinta della domanda domestica i consumi italiani hanno raggiunto i 460,9 milioni di mc, battendo il precedente record del 17 dicembre 2010 (459 mln mc). E' quanto emerge dai dati pubblicati questa mattina da Snam Rete Gas.

A spingere la domanda nel giorno in cui il governo ha avviato la procedura di emergenza sugli approvvigionamenti sono stati i consumi domestici che hanno registrato il picco storico di 294,4 mln mc, superando il precedente massimo di 278,5 sempre del 17 dicembre 2010.

Nello stesso giorno, secondo i pi recenti dati di Snam, il calo dei flussi dalla Russia si ulteriormente ridotto rispetto ai giorni precedenti a circa il 15,3% della richiesta. Confermato nel frattempo, per il secondo giorno consecutivo, il balzo dell'import dall'Algeria a 94 mln mc e il forte aumento dei flussi dal Nord Europa a 55 mln mc (anche se la richiesta era stata ancora superiore, a oltre 63 mln mc). Assai sostenute infine sono state anche le erogazioni da stoccaggio, che si sono fermate a un soffio dai 170 mln mc (169,1).


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