Auto, Marchionne: "Marzo mese orribile" E avverte: "Di soli diritti non si vive"

Sergio Marchionne (Adnkronos)Sergio Marchionne (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 30 marzo, ore 19:37
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'ad di Fiat: "La riforma del lavoro va fatta, non ci sono alternative". Critiche al sistema del welfare italiano: "E' inefficace". Landini: "La sua idea autoritaria non mi pare dia frutti"


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Roma, 30 mar. (Adnkronos/Ign) - Per il mercato italiano dell'auto "marzo e' un mese orribile". Lo ha detto l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, sottolineando che il calo dei volumi che potrebbe oscillare tra il 38 e il 40% non e' solo dovuto al problema dello sciopero delle bisarche ma proprio all'andamento del mercato. Marchionne ha poi ricordato che dal 2007 ad oggi il mercato dell'auto in Italia ha perso circa il 40% dei volumi. Secondo Marchionne, inoltre, l'intero 2012 per il mercato dell'auto italiano dovrebbe chiudersi ad una quota pari a circa 1 milione e 500 mila vetture.

L'ad di Fiat commenta poi la sentenza del Tribunale di Bologna che ha giudicato il comportamento di Magneti Marelli antisindacale accogliendo il ricorso della Fiom. "In un certo senso era prevedibile, ma in un altro e' appellabile e ci appelleremo". "Non ho capito la sentenza, lascio a voi il compito di leggerla e di spiegarmela -ha detto rivolto ai giornalisti- e dire che ho studiato giurisprudenza".

Per Marchionne la riforma del lavoro "va fatta, non ci sono alternative". "Quanti altri Paesi hanno il sistema che abbiamo noi? Neanche uno, bisogna cambiare, bisogna adeguarsi" sottolinea ancora esprimendo "grandissima fiducia in Monti: non potevamo avere di meglio".

In mattinata Marchionne intervenuto alla Bocconi lanciando dure critiche al sistema di welfare italiano che, dice l'ad del Lingotto, ha "perso la sua efficacia" e non in grado di rispondere alla crisi. "Il diritto al posto fisso, al salario garantito, al lavoro sotto casa; il diritto a urlare e a sfilare; il diritto a pretendere. Lasciatemi dire che i diritti sono sacrosanti e vanno tutelati - sottolinea Marchionne -. Ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo". Per il numero uno di Fiat, il welfare italiano, "un sistema di protezione del lavoro e dei lavoratori, un sistema pensato per aiutare i piu' deboli - che per molti anni e' stato indicato e preso ad esempio - ha perso la sua efficacia". "Le regole di oggi - spiega infatti Marchionne - non ci proteggono dalla crisi e non hanno la capacita' di gestire i cambiamenti che avvengono a livello mondiale". "Le stesse regole che erano state pensate per difendere il lavoro - sottolinea - ci hanno portati ad una situazione in cui la cosa piu' difficile e' creare lavoro". Per Marchionne occorre quindi reagire. "Bisogna trovare una strada diversa che porti a risultati migliori e lo dobbiamo fare in modo pragmatico, senza ideologie e senza tab".

Le parole sui diritti per non sono piaciute al leader Fiom, Maurizio Landini. "L'idea autoritaria di Marchionne nella gestione delle sue imprese non mi pare che stia dando particolari frutti" afferma Landini ricordando come in un anno e 5 mesi il Lingotto abbia gia' 'collezionato' due sentenze di condanna per attivita' antisindacale ed altre "potrebbero arrivare presto". "Il senso del dovere non puo' essere obbedienza cieca", gli fa eco il responsabile auto delle tute blu della Cgil, Giorgio Airaudo che ricorda come siano pendenti complessivamente contro Fiat 61 ricorsi, di cui 28 solo su Torino. "Marchionne si contraddice sempre, dimostri di saper fare auto con buoni diritti perche' fare cattivi prodotti con pochi diritti, non e' una novita'".


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