Giornata dell'acqua, Fao: ''Gestione accorta per un futuro sostenibile''

(foto Unicef)  (foto Unicef)
ultimo aggiornamento: 22 marzo, ore 17:20
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il direttore generale Jos Graziano da Silva: ''Occorrono investimenti su persone, infrastrutture e istruzione''. Ban Ki-Moon: ''Per sconfiggere la fame uso pi saggio dell'acqua in agricoltura''. Napolitano: ''Bene primario che merita gestione responsabile''. Unicef: ''Le popolazioni pi povere tagliate fuori da risorse idriche''


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Roma, 22 mar. (Adnkronos/Ign) - ''Vent'anni fa, il primo Vertice sulla Terra di Rio ha evidenziato l'importanza di una gestione accorta delle risorse idriche per riuscire a garantire un futuro sostenibile e la sicurezza alimentare al pianeta''. Ad affermarlo nel suo intervento in occasione della Giornata mondiale dell'acqua il direttore generale della Fao, Jos Graziano da Silva. Da allora, rileva, ''molti paesi hanno fatto grandi passi avanti nella gestione delle proprie risorse idriche, ma ancora molto resta da fare. Occorre soddisfare la domanda agricola in modo da riuscire a preservare l'acqua e le altre risorse naturali, con interventi che vanno dall'intensificazione sostenibile dell'agricoltura, mettendola in grado di produrre il cibo di cui il mondo ha bisogno usando allo stesso tempo l'acqua in modo pi intelligente, alla riduzione di perdite e sprechi, alla promozione di diete pi salutari''.

Per fare ci occorreranno investimenti sulle persone, sulle infrastrutture, nell'istruzione e nella sensibilizzazione, e trovare incentivi affinch i piccoli coltivatori adottino le pratiche migliori, e rafforzino la capacit di incrementare la propria produttivit, prosegue Graziano da Silva. Secondo il direttore generale della Fao altre aree prioritarie d'intervento sono lavorare per aumentare la capacit di risposta degli agricoltori al cambiamento climatico, rafforzare la governance dell'acqua e creare istituzioni per migliorare la gestione nazionale e regionale delle risorse idriche.

La Fao stima che ogni anno vanno sprecati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. Una riduzione del 50% delle perdite alimentari e dello spreco di cibo a livello globale farebbe risparmiare 1.350 km3 di acqua all'anno. Per dare un'idea basti pensare che le precipitazioni medie annuali in un paese come la Spagna sono di 350 km3, che la capacit di deposito del Lago Nasser in Egitto e Sudan di circa 85 km3, e che l'acqua che attraversa la citt di Bonn sul fiume Reno nell'arco di un anno ammonta a circa 60 km3.

Al momento attuale sono circa 1,6 miliardi le persone che vivono in paesi o regioni con un'assoluta scarsit d'acqua e si stima che per il 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbe vivere in condizioni di stress idrico. In media un essere umano beve da 2 a 4 litri di acqua al giorno, ma ci vogliono da 2.000 a 5.000 litri di acqua per produrre la quantit di cibo che esso consuma in un giorno. Ed infatti l'agricoltura, a livello mondiale, responsabile del 70% del consumo d'acqua di superficie e delle falde freatiche.

Per produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale necessario impegnarsi a fare un uso sostenibile dell'acqua, la ''risorsa pi critica e limitata del pianeta'' ha affermato nel suo intervento letto all'inizio della cerimonia oggi presso la Fao il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. ''Se non riusciremo ad usare in modo pi saggio l'acqua in agricoltura, falliremo nel nostro intento di porre fine alla fame e daremo invece adito a tutta una serie di mali: siccit, carestia, instabilit politica'', avverte Ban Ki-moon. Vi sempre pi scarsit d'acqua in diverse parti del mondo e il tasso di crescita della produttivit agricola si via via rallentato, osserva Ban Ki-moon. Contemporaneamente, il cambiamento climatico fa aumentare i fattori di rischio e imprevedibilit per gli agricoltori, ''specialmente per i contadini poveri dei paesi a basso reddito che sono i pi vulnerabili e quelli meno in grado di adattarvisi''.

Per garantire a tutti una sicurezza alimentare e idrica che sia sostenibile, occorrer trasferire tecnologie appropriate, fornire i piccoli produttori di maggiori strumenti e preservare i servizi degli ecosistemi, continua il segretario generale dell'Onu, che ha poi sollecitato politiche che promuovano il diritto all'acqua per tutti, una normativa pi robusta e l'uguaglianza uomo-donna. ''L'acqua - sottolinea Ban Ki-moon - sar centrale nella creazione del futuro che vogliamo. Al prossimo Vertice della Terra Rio+20, la comunit internazionale dovr riuscire a vedere la stretta connessione esistente tra sicurezza idrica e sicurezza alimentare e nutrizionale nel contesto di un'economia verde''.

Secondo quanto rileva l'Unicef sono prevalentemente i poveri delle aree rurali coloro che non hanno ancora accesso alle risorse idriche. L'organizzazione invita i governi a prestare particolare attenzione alle persone che vivono nelle zone rurali e che non godono dei progressi del loro paese, specialmente per quanto riguarda l'accesso all'acqua potabile e ai servizi sanitari di base. Il rapporto 'Progress on Drinking Water and Sanitation 2012' afferma che il mondo ha raggiunto gi alla fine del 2010 l'obiettivo del millennio riguardante l'acqua potabile, avendo l'89% della popolazione mondiale (cio 6,1 miliardi di persone) accesso a fonti migliorate di acqua potabile. Tuttavia nel rapporto anche detto che gli abitanti delle aree rurali hanno una probabilit molto pi alta rispetto a chi vive nelle zone urbane di non aver accesso ad acqua potabile sicura.

In un messaggio inviato al convegno dell'Accademia nazionale dei Lincei nell'ambito della Giornata mondiale dell'Acqua il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato che l'acqua una risorsa primaria a cui dovuta una gestione responsabile e rispettosa. Nel testo trasmesso al presidente Lamberto Maffei, il capo dello Stato ha espresso "apprezzamento per un'iniziativa volta ad offrire un ampio quadro conoscitivo di un territorio di cos ampia estensione e di centrale importanza nel contesto italiano ed europeo".

"In un'area di cos antica e diffusa urbanizzazione, di indubbia importanza richiamare - con il qualificato apporto dell'Accademia dei Lincei - l'attenzione delle istituzioni e delle realt produttive sulla necessit di una gestione responsabile di un bene primario, quale la risorsa idrica, nel rispetto dei delicati equilibri di ecosistemi complessi e interdipendenti. Una puntuale rilevazione delle aree esposte a rischio idrogeologico e una costante attivit di verifica e di controllo - aggiunge Napolitano - potranno favorire azioni coordinate di prevenzione e di difesa del suolo e scongiurare il ripetersi di situazioni di emergenza".


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