Marcegaglia: ''Vale la maggioranza, lasciare le polemiche alle spalle''

Referendum Mirafiori, Marchionne: ''Svolta storica''

Sergio Marchionne (Adnkronos)  Sergio Marchionne (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 15 gennaio, ore 16:13
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'amministratore delegato della Fiat: ''I lavoratori con il loro voto hanno dimostrato di avere fiducia in s stessi e nel loro futuro. La scelta di chi ha votato s rappresenta "il coraggio di compiere un passo avanti ''. Airaudo (Fiom): ''Lui ha vinto con i suoi uomini noi con gli operai''. Landini: ''Ora sarebbe saggio riaprire la trattativa''


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Roma, 15 gen. (Adnkronos/Ign) - I lavoratori di Mirafiori "hanno scelto di prendere in mano il loro destino, di assumersi la responsabilit di compiere una svolta storica e di diventare gli artefici di qualcosa di nuovo e di importante". Sono le parole con cui l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, commenta la vittoria del s al referendum su Mirafiori. "Siamo lieti che la maggioranza dei lavoratori di Mirafiori abbia compreso l'impegno della Fiat per trasformare l'impianto in una fabbrica di livello internazionale - dice Marchionne - Siamo lieti perch con il loro voto hanno dimostrato di avere fiducia in s stessi e nel loro futuro".

In un Paese come l'Italia, che " sempre stato legato al passato e restio al cambiamento, e il referendum di ieri in parte lo ha dimostrato", osserva l'amministratore delegato, "la scelta di chi ha votato s stata lungimirante". Rappresenta "la voglia di fare che si oppone alla rassegnazione del declino". Rappresenta "il coraggio di compiere un passo avanti contro l'immobilismo di chi parla soltanto o aspetta che le cose succedano".

"La maggior parte delle nostre persone non si sono fatte condizionare dalle tante accuse che ci sono piovute addosso, dagli attacchi che sono stati fatti in modo strumentale sulla loro pelle, ma hanno scelto di stare dalla parte di chi si impegna, di chi intende mettere le proprie qualit e la propria passione per fare la differenza", insiste Marchionne. Questa " la migliore risposta alle bugie e alle esasperazioni degli ultimi mesi". "Le critiche che abbiamo ricevuto - rimarca - sono state ingiuste e spesso frustranti".

"Mi auguro che le persone che hanno votato no - aggiunge - messe da parte le ideologie e i preconcetti, prendano coscienza dell'importanza dell'accordo che salvaguarda le prospettive di tutti i lavoratori".

Nel sollecitare un clima di serenit dopo l'esito positivo al referendum, il presidente della Fiat John Elkann ribadisce il sostegno della sua famiglia al piano Marchionne. "Ora bisogna archiviare le polemiche e le contrapposizioni, affrontando le sfide che abbiamo davanti in modo costruttivo. Per parte mia - afferma in una nota - ribadisco il pieno e convinto sostegno della mia famiglia". Elkann esprime poi gratitudine nei confronti dei lavoratori che hanno votato s: "Sono grato a chi ha avuto fiducia nel futuro e nella Fiat: la loro scelta apre nuove prospettive per tutte le donne e gli uomini che lavorano in fabbrica a Mirafiori".

Il commento a caldo delle dichiarazioni di John Elkann e Sergio Marchionne arriva dal responsabile nazionale auto della Fiom, Giorgio Airaudo. "Abbiamo fatto bene a dichiarare lo sciopero generale del 28 continueremo a provare a convincerci reciprocamente" dice Airaudo.

"Marchionne ha vinto con i suoi uomini, noi con gli operai, quelli che lui vuole fare lavorare di pi e con meno diritti" sottolinea. "Siamo sorpresi di quel 46% che ha votato no - rivela - avevamo capito che emotivamente gli operai erano favorevoli ma non pensavamo che questo si traducesse in un voto. Quel 46% un voto molto impegnativo, lo per noi ma credo dovrebbe esserlo anche per l'impresa perch c' una maggioranza determinata all'interno dagli impiegati che all'interno delle carrozzerie non sono colletti bianchi ma strutture gerarchiche, 300 capi e 40 uomini del personale. Si potrebbe, quindi, dire che Marchionne ha salvato il suo accordo con i suoi uomini".

E il leader della Fiom, Maurizio Landini, si rivolge direttamente a Marchionne: "Sarebbe ora un atto di saggezza da parte di Fiat riaprire una trattativa vera perch quelle fabbriche senza il consenso di quei lavoratori non funzionano". Il Lingotto, ammonisce Landini, "sa benissimo che quel referendum, che noi non riconosciamo, un ricatto. Lo sa meglio di noi. E allora invece di mettere la testa dentro la sabbia dovrebbe fare i conti con questa realt". Quanto al voto di Mirafiori, per Landini si trattato di ''un risultato assolutamente inaspettato, straordinario ed eccezionale. Ed ora dovrebbero preoccuparsi quei sindacati confederali che sbagliando hanno accettato di firmare un accordo che rischia di cambiare la loro natura".

Confindustria valuta invece in modo positivo la vittoria del s al referendum. Emma Marcegaglia, dice che "in democrazia vale la maggioranza": a Mirafiori hanno vinto i s ed " comunque un dato positivo. Con questo risultato, l'Italia pu continuare ad avere una industria dell'auto forte e competitiva a livello globale. L'azienda ha ora tutte le carte per poter dare seguito all'annunciato piano di investimenti su Mirafiori''. ''Adesso - conclude Marcegaglia - necessario lasciarsi alle spalle polemiche e contrapposizioni e lavorare con determinazione e concretezza per continuare ad ammodernare le relazioni industriali a vantaggio dell'intero sistema produttivo italiano''.


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