Rehn da Monti: "L'Italia pu farcela"

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ultimo aggiornamento: 25 novembre, ore 20:15
Roma - (Adnkronos) - Il commissario Ue promuove il presidente del Consiglio che parla di riforme "eque e incisive". Il primo passo sar un pacchetto di interventi fiscali, dall'Ici all'Iva, per reperire risorse da destinare alla correzione dei conti. il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco: "L'economia si rigenera attaccando le riforme strutturali"


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Roma, 25 nov. - (Adnkronos) - Riforme "eque e incisive". Un obiettivo finale ambizioso, che passa per un pacchetto di misure anticrisi da definire "nel pi breve tempo possibile". I concetti che ricorrono nelle parole di Mario Monti sono ormai noti. Ma la giornata di oggi, scandita da un Cdm ancora interlocutorio e dagli incontri ufficiali con i commissari Ue Rehn e Barnier, va in archivio con un nuovo passo in avanti sulla strada di un ritorno alla piena legittimazione del ruolo dell'Italia in Europa. Ormai chiaro che il percorso, immaginato dal presidente del Consiglio, prevede una prima fase, ancora in corso, mirata alla ricerca di un consenso preventivo, in Europa, in Parlamento e con le parti sociali, per poi accelerare sulle misure e incassare risultati in grado di convincere l'interlocutore pi difficile, i mercati che continuano a tenere sotto pressione i titoli di Stato italiani. Il primo passo sar un pacchetto di interventi fiscali, dall'Ici alle rendite catastali e all'Iva, per reperire risorse da destinare alla correzione dei conti. Quello immediatamente successivo sar compiuto con le riforme, pensioni e lavoro in testa, in grado di sostenere la crescita. La riunione del Consiglio dei ministri stata l'occasione per una 'relazione' di Monti sull'esito del confronto di ieri con Merkel e Sarkozy: il presidente del Consiglio ha "riconfermato l'impegno a raggiungere gli obiettivi stabiliti in sede europea, a partire dal pareggio di bilancio nel 2013", identificando con chiarezza "un programma di riforme strutturali equo ma incisivo da perseguire con il consenso delle parti sociali". Il Cdm ha quindi avviato la discussione per "identificare il percorso operativo da intraprendere, nel pi breve tempo possibile, per la definizione del pacchetto di misure da adottare in riferimento alla crisi economica".

Nella riunione del Cdm, quindi, c' stata ancora l'eco del trilaterale di ieri. Il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno espresso, recita la nota di Palazzo Chigi, "piena fiducia nel presidente Monti e nel suo governo e ribadito il sostegno all'Italia", dicendosi "consapevoli che un crollo dell'Italia porterebbe inevitabilmente alla fine dell'euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili". La discussione con i due leader europei, ieri, ha toccato brevemente la situazione italiana. Il presidente Monti ha sottolineato che l'Italia "ha dimostrato nel suo recente passato di aver compiuto progressi significativi in materia di consolidamento fiscale", mentre l'impegno a rendere tale consolidamento sostenibile "sara' attuato in tempi rapidi attraverso misure di impulso alla crescita". Concetti, questi, che sono stati ribaditi e rafforzati nella serie di incontri di oggi fra Monti, i ministri dello Sviluppo e del Lavoro Passera e Fornero, e il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn. A tirare le somme, al termine della lunga giornata, lo stesso commissario: "l'Italia ha le carte per superare la crisi. I fondamentali economici sono solidi", assicura, parlando di sfide da fronteggiare che "sono drammatiche e molto forti", ma manifestando anche la certezza che sara' fatto tutto il necessario per superarle.

L'analisi del commissario Ue improntata a un estremo realismo. E se da una parte chiarisce che non vede rischi di implosione del sistema, "decisamente non vedo alcuna tendenza a un crollo dell'euro", dall'altra punta la sua attenzione sulla necessit di intervenire a sostegno della crescita. A maggior ragione dove, come in Italia, l'incremento del pil viaggia su valori vicini allo zero. Il governo presieduto da Mario Monti, ricorda, "sta predisponendo le decisioni necessarie per avviare il consolidamento del bilancio entro il 2013", su questo il premier italiano " stato molto chiaro". E, aggiunge, l'esecutivo italiano sta lavorando per realizzare "le riforme strutturali che faranno ripartire la crescita". In questo senso l'Italia "deve avere un atteggiamento aggressivo". In particolare per "il mercato del lavoro, il sistema delle pensioni e la giustizia". L'attenzione, ovviamente, rivolta sempre alla tensione sui titoli di Stato che non accenna ad allentarsi. Oggi lo spread fra btp e bund ha chiuso ancora una volta su livelli di guardia, a 500 punti. E l'asta dei bot semestrali, importo di otto miliardi, ha fatto registrare una domanda buona, 11,7 miliardi, ma anche un rendimento medio schizzato al 6,504%, quasi raddoppiando il tasso del 3,535% dell'asta precedente. Rehn si sofferma proprio sulla necessit di arrestare la corsa del differenziale. Per l'italia, spiega Rehn, "non c' un punto di riferimento a priori" oltre il quale non potra' sostenere i tassi di interesse. Ma "se lo spread elevato dovesse continuare cos a lungo questo avrebbe un impatto negativo sull'economia". In generale, spiega, " un elemento di grande preoccupazione".

Anche il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, guarda agli spread alti e all'esito dell'asta di oggi. Questi tassi, evidenzia, "non sono un indicatore equilibrato della situazione economica corrente e delle sue prospettive. Sono il riflesso di una dinamica di mercato''. Un trend che "andr contrastato ''con misure credibili quali quelle che il Governo sta elaborando". Il Governatore, su questo fronte, si mostra fiducioso. "Confidiamo che nei tempi indicati il Governo dara' attuazione alle misure congiunturali e definir i necessari interventi di struttura". Quindi, anche nell'analisi del numero uno di Via Nazionale, il rigore e lo sviluppo devono procedere insieme. Intervenendo a Catania, Visco evidenzia infatti che "non ci si pu illudere che interventi di natura macroeconomica siano in grado di ovviare" alle carenze del Paese. Ovvero, in altre parole, "solo intaccando le nostre debolezze strutturali si puo' rigenerare l'economia italiana''. La nostra economia, secondo la ricetta che propone la Banca d'Italia, "va resa pi inclusiva, innalzando la partecipazione al lavoro, dei giovani e delle donne in primo luogo, eliminando le barriere che si frappongono inutilmente all'attivita' produttiva, cos come le barriere che legano i destini delle persone alla loro origine familiare". E' questo, insiste, "il senso del continuo richiamo alla rimozione dei vincoli, delle rendite di posizione, delle restrizioni alla concorrenza e all'attivit economica''.


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