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Aereo abbattuto, crisi tra Turchia e Siria. Ankara chiede riunione straordinaria Nato

ultimo aggiornamento: 24 giugno, ore 18:49
Ankara - (Adnkronos/Ign) - Martedì il vertice straordinario degli ambasciatori della Nato. A scatenare lo scontro diplomatico tra i due Paesi l'abbattimento di un caccia F-4 turco che, secondo il ministro degli Esteri turco Davoutoglu "volava a 13 miglia dalla costa, disarmato e in spazio aereo internazionale". Gen. Jean: "Difficile che tensione sfoci in conflitto armato"


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Ankara, 24 giu. (Adnkronos/Ign) - La Turchia ha chiesto una riunione straordinaria della Nato per discutere dell'abbattimento di un suo aereo militare da parte della Siria. Ankara si appella all'articolo quattro del Trattato dell'Alleanza atlantica secondo cui un paese membro può richiedere consultazioni quando ritiene che la sua sicurezza sia minacciata. La riunione si terrà martedì prossimo, ha reso noto la portavoce dell'Alleanza atlantica Oana Lungescu.

Nel frattempo, un alto funzionario del ministero degli Esteri turco ha informato di quanto accaduto rappresentanti della Nato, dell'Unione europea, oltre che di numerosi paesi arabi, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa ufficiale Anatolian. Nelle prossime ore, saranno anche informate nello stesso modo le Nazioni Unite.

Il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu ha parlato dell'escalation di tensione con la Siria in seguito all'abbattimento dell'aereo militare F-4 anche con la sua controparte russa, Sergei Lavrov, come riferisce l'agenzia di stampa russa Interfax.

L'aereo militare turco abbattuto dalle forze siriane venerdì stava effettuando una missione di addestramento "ed è stato colpito mentre si trovava nello spazio aereo internazionale", come affermato dal ministro Davutoglu, in un'intervista alla televisione turca TRT Haber. L'esponente del governo turco ha precisato che il caccia F-4 ''non era coinvolto in alcuna operazione contro la Siria ed era disarmato''.

L'aereo ''è stato colpito a una distanza di 13 miglia dalla costa siriana'', ha aggiunto il ministro secondo cui Damasco sapeva che si trattava di un aereo turco quando ha autorizzato l'apertura del fuoco. ''Sapevano a che paese apparteneva l'aereo dalla sua sagoma, dai colori e dalla traccia di volo. In ogni caso, abbiamo le intercettazioni radio da cui emerge che sapevano che l'aereo era nostro'', ha affermato.

L'aereo era stato avvertito dai controllori di volo turchi che aveva sconfinato in Siria: ''Quindi ha virato ed è stato abbattuto dopo che aveva lasciato lo spazio aereo siriano. La Siria non ha avvertito il caccia e non ha ci ha contattato per avvertirci prima di abbattere l'aereo'', ha concluso Davutoglu.

Il relitto dell'aereo è stato localizzato in acque territoriali siriane, a una profondità di oltre mille metri. A renderlo noto il quotidiano Zaman senza precisare altro. Secondo l'agenzia di stampa Anatolian, che cita fonti diplomatiche turche, Ankara ha inviato una nota di protesta alla Siria.

Duro il commento dall'Italia del ministro degli Esteri Giulio Terzi: "Si tratta di un'ulteriore gravissima ed inaccettabile azione da parte del regime di Assad". L'Italia, precisa, ''prenderà parte attiva alla riunione di consultazione chiesta dalla Turchia''.

Alfredo Mantica, componente della Commissione Affari Esteri del Senato, si dice "per nulla stupito di quanto sta accadendo. Sono convinto da molto tempo, dall'inizio della crisi siriana - sottolinea all'Adnkronos - che la Turchia stia acquisendo una forte leadership".

Per il Generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica e attuale Segretario amministrativo della Fondazione Icsa "c'è stata sicuramente una evoluzione nella posizione della Turchia verso la Siria" e dopo la vicenda dell'abbattimento del caccia turco sembra arrivare "un suggello formale della disapprovazione da parte della Turchia nei confronti dei comportamenti siriani". Tricarico, parlando all'Adnkronos, si dice convinto che "l'atteggiamento della Turchia è molto importante perché va rapportato al ruolo fondamentale che già ha e che ha in mente di acquisire nell'area". Dunque, "proprio la posizione e il ruolo crescente della Turchia devono far riflettere quei paesi che ancora oggi si ostinano a non accogliere la Turchia nell'Unione Europea".

Secondo il Generale Carlo Jean, esperto di strategia militare e di geopolitica, comunque, "è difficile e improbabile" che le tensioni tra i due Paesi "sfocino in un conflitto armato". Lo scambio di accuse fra Damasco e Ankara sono solo "dichiarazioni fatte per salvare la faccia e per fissare il proprio prestigio internazionale", afferma ll'Adnkronos Jean.

Lo scontro, dunque, "andrà avanti fra alti e bassi, molto verosimilmente rinsalderà le tensioni già esistenti, ma è improbabile che porti a un conflitto aperto". E ciò perché "la Siria - spiega Jean - è super armata e perché sicuramente l'appoggio e il sostegno dell'opinione pubblica che ha Assad supera di gran lunga quello che immaginiamo, altrimenti - conclude - sarebbe impensabile che agisca con così grande determinazione".


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