Arabia Saudita, diventa virale la foto della polizia che vieta altalena a donne

(foto dal quotidiano Al Sada)(foto dal quotidiano Al Sada)
ultimo aggiornamento: 14 gennaio, ore 16:53
Riad - (Adnkronos) - Lo scatto mostra gli agenti della temuta polizia religiosa ordinare loro di non sedersi perch avrebbero potuto spingere gli uomini a molestarle. Alcuni presenti hanno plaudito all'intervento delle forze dell'ordine. Altri hanno parlato di inaccettabile e ingiustificabile repressione


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Riad, 14 gen. - (Adnkronos) - Sta facendo il giro del web e dei social network una foto che mostra due agenti della temuta polizia religiosa saudita ordinare a delle donne in un parco di non utilizzare delle altalene sulle quali erano sedute. L'immagine, che rilancia il dibattito sulla condizione femminile nella monarchia di re Abdullah, dove vige una rigida interpretazione della sharia, poi stata pubblicata su alcuni quotidiani del paese come 'Al Sada'.

Secondo la ricostruzione del giornale, due uomini della Commissione per la promozione della virt e la prevenzione del vizio (Mutaween) si sono avvicinati a un gruppo di donne intimando loro di non usare le altalene. "Alcune persone presenti - si legge su 'Al Sada' - hanno plaudito all'intervento dei due agenti perch convinti che l'uso delle altalene da parte delle donne potesse spingere gli uomini a molestarle. Altri hanno ritenuto il provvedimento inaccettabile e un'ingiustificata repressione da parte della Commissione".

La stessa famigerata polizia ha anche chiuso un ristorante a Gedda, sul Mar Rosso, per aver violato la legge che impone la separazione tra uomini e donne negli ambienti pubblici. Stando al quotidiano 'Sabq', gli uomini della Mutaween hanno chiuso il locale, nel quale era possibile la visione di immagini ''oscene'' trasmesse da canali satellitari.

Da qualche tempo Riad sta cercando di correre ai ripari per quanto riguarda la condizione femminile. In ogni caso, in tutti gli ambienti lavorativi resta in vigore la segregazione sessuale e le donne possono mostrarsi in pubblico solo con il volto coperto. Lungo l'elenco dei divieti per le saudite. E' proibito lavorare come colf, hostess o ingegneri, senza considerare le limitazioni 'colleterali' del divieto di guidare. Sono interdetti alle donne una serie di lavori considerati 'usuranti' dal punto di vista psicologico o fisico e tutte quelle professioni ritenute 'pericolose' o 'inadatte', come il minatore, l'addetto alle fognature e il facchino. In passato decine di saudite sono state arrestate per aver sfidato il sempre pi contestato divieto di guidare.

I DIVIETI PIU' STRANI - Fatwa contro l'elemosina ai mendicanti, divieto di pregare per la propria squadra del cuore o di indossare cravatte, vere e proprie 'guerre' ai cosmetici e al bikini in spiaggia. E' lunga la lista dei divieti pi strani in vigore nei paesi islamici. A fare la parte del leone in questo 'album delle curiosit' sono l'Iran e l'Arabia Saudita, dove ogni aspetto della vita quotidiana si intreccia con rigide visioni dell'Islam, tali da sfociare in interpretazioni della sharia che a volte risultano divertenti.

Nella monarchia del Golfo aveva suscitato scalpore mesi fa una fatwa di un funzionario del ministero degli Affari religiosi che durante il mese di Ramadan viet di dare l'elemosina ai mendicanti che si trovavano per strada. Pregare per la propria squadra di calcio invece fumo negli occhi per il preside di una delle facolt dell'universit re Fahd di Riad, che tempo fa diffuse un'altra fatwa che vietava di chiedere ad Allah di far vincere la propria squadra del cuore.

La polizia religiosa, tuttavia, d il meglio di s durante le celebrazioni di San Valentino. Quest'anno - per ostacolare i festeggiamenti della festa degli innamorati - ha impartito ai fiorai l'ordine di tenere chiusi i negozi, mentre negli anni scorsi viet la vendita di rose rosse e ridusse alla clandestinit il commercio di peluches e cioccolatini.

Ma il codice di abbigliamento il vero e proprie obiettivo degli ultraconservatori della ricca monarchia del Golfo. I dirigenti della facolt di arte e design dell'istituto 'Principessa Nora bint Abdul Rahman', l'unica universit per donne di Riad, hanno imposto alle studentesse il divieto di indossare gonne di maglia e pantaloni. Stop anche alle gonne fatte di materiali trasparenti, mentre le uniche ammesse sono quelle di colore grigio e nero.

Anche in Iran le autorit non rinunciano mai a una stretta al codice di comportamento e specialmente durante i mesi estivi mettono in guardia dalle 'abitudini disinvolte' gli amanti del mare. A luglio il capo della polizia della regione Mazandaran, Hushang Hosseini, ha annunciato che "sulle spiagge non sar tollerata la presenza di donne che non indossino bene il velo n sar ammesso l'ascolto di musica''.

Nella Repubblica islamica poi stata dichiarata una vera e propria guerra alla cravatta, in quanto simbolo della "deviata" cultura occidentale "non conforme alla morale islamica", come hanno spiegato tre grandi ayatollah sciiti, tra cui l'attuale Guida Suprema, Ali Khamenei. Nel mirino della polizia religiosa iraniana di recente sono finiti anche i commercianti che espongono i manichini, "proibiti" perch "provocano" bassi istinti. Niente trucco, inoltre, per le donne che appaiono alla tv di Stato.

Non mancano i divieti legati alla sharia anche negli Emirati, dove le autorit, accogliendo le lamentele delle famiglie residenti nei confronti dei turisti, hanno proibito alle donne di indossare i bikini e agli uomini di mostrarsi a torso nudo. In Pakistan poi ha fatto discutere l'ultimo divieto arrivato da una jirga (assemblea tribale) di Panian che ha vietato di affittare casa ai rifugiati afghani. La decisione stata motivata con un'impennata di reati attribuiti agli afghani in fuga dalla patria martoriata da decenni di guerre.

Sono le donne, tuttavia, l'obiettivo preferito degli estremisti islamici che nel paese asiatico hanno dichiarato 'guerra' all'immoralit. Le pakistane di Karak non potranno pi uscire di casa per andare al mercato o a fare shopping al bazar senza essere accompagnate da un parente di sesso maschile. Gli ulema si sono detti ''preoccupati'' per il fatto che durante il Ramadan, mese sacro di digiuno per i musulmani, molte donne escano sole. Un'abitudine che i leader e gli esperti religiosi di Karak considerano ''immorale'' e ''non in linea'' con la cultura pashtun.

Non pu mancare, infine, un riferimento all'Afghanistan, paese dove in alcune aree ancora ben radicato il retaggio culturale talebano. Come nella provincia di Baghlan, dove di recente alcuni ulema hanno deciso di vietare alle donne di uscire di casa senza la compagnia di un parente di sesso maschile e di mettere al bando la vendita degli odiati cosmetici.


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