In Italia s unanime della Camera a mozione pro-Sakineh

Caso Sakineh, Angelilli al Parlamento europeo legge la lettera dei figli ad AKI

ultimo aggiornamento: 06 ottobre, ore 18:41
Bruxelles - (Adnkronos/Aki) - La vice presidente dell'Assemblea ha letto il messaggio fatto recapiitare tramite Adnkronos International dai figli della donna iraniana che rischia la lapidazione per adulterio. I figli di Sakineh: ''Asilo in Italia''. Vaticano: ''No alla pena capitale''. Farnesina: ''Richiesta sia discussa in ambito Ue''. La procedura per la richiesta di asilo. Il procuratore: "Sar impiccata''. Angelilli: "Non si gioca con la vita''. Bardem, Totti e Rosella Sensi aderiscono all'appello di Aki. Fiori dai municipidi Roma (VIDEO)
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Bruxelles, 6 ott. - (Adnkronos/Aki) - E' stato letto al Parlamento Europeo da Roberta Angelilli, vice presidente dell'Assemblea, il messaggio dei figli di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana che rischia la lapidazione per adulterio. Nel messaggio, fatto recapitare alla Angelilli tramite AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL, i figli di Sakineh si rivolgono direttamente ''ai cari Parlamentari europei'' e chiedono di ''non essere abbadonati'' nella battaglia per salvare la madre.

''Io Sajjad Qaderzadeh, insieme alla mia sorella minorenne Sahideh, stiamo vivendo momenti veramente difficili qui in Iran. La nostra unica colpa, insieme al nostro legale Javid Hutan Kian, e' quella di esserci opposti alle primitive punizioni previste dal codice penale dell'Islam radicale in Iran - scrivono i figli di Sakineh - Perche' non vogliamo che nostra madre, essendo innocente, venga sottoposta ad una cosi' feroce punizione, come quella della lapidazione. Inoltre ci opponiamo alla lapidazione di tutte le donne condannate a morte secondo il diritto islamico vigente in Iran''.

''Donne che sono state condannate senza aver avuto accesso ad un equo processo e che sono, in questo momento, sottoposte al potere coercitivo di un regime politico, la repubblica islamica, che nega addirittura le verita' storiche quali l'Olocausto e la tragedia dell'11 settembre. Un tale regime, che nega tali verita' - prosegue il messaggio - come puo' avere la credibilita' di garantire un giusto processo per i suoi cittadini?''.

Alla lettura della lettera dei figli di Sakineh sono seguite condanne pressoche' unanimi di tutti i gruppi politici europei alla pena di morte, in particolare in Iran. A conclusione dell'intervento della Angelilli, che ancora una volta ha presieduto l'intera sessione di dibattito indossando la T-shirt bianca con il volto della donna iraniana, il segretario di stato belga Olivier Chastel, a nome dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune Catherine Ashton, ha ribadito l'impegno dell'Ue e della stessa baronessa contro la pena di morte.

"Ci opponiamo all'utilizzo della pena di morte in tutti i casi e in tutte le circostanze", ha affermato Chastel, sottolineando che "l'abolizione universale della pena capitale resta una priorita' della nostra azione esterna''. ''Ribadisco, a nome dell'Alto rappresentante - ha detto - l'impegno dell'Ue perche' questa resti in prima linea nella lotta alla sua abolizione".

L'Iran, insieme ad altri Paesi come la Bielorussia, il Sudan, l'Arabia Saudita o la Malaysia, "hanno una cosa in comune: sono Paesi che continuano a condividere la prassi primitiva della pena di morte", ha tuonato l'eurodeputata Ana Gomes dei socialisti europei. La Gomes ha lanciato un ulteriore appello ai colleghi dell'Europarlamento e all'Ue perche' "siano utilizzati tutti i mezzi possibili per agire contro la pratica barbara della lapidazione e per salvare le persone che vi sono condannate" come Sakineh.

Piu' impegno da parte dell'Ue contro la pena di morte in particolare in Iran e la situazione femminile e' stato richiesto anche dalla liberale europea Marietje Shaake, che nel suo intervento in plenaria ha insistito perche' "l'Ue si impegni all'unisono per l'abolizione della pena capitale, visto che l'Iran ha per di piu' firmato la Convenzione internazionale per il rispetto dei diritti della donna".

"E' solo l'Iran che batte la Cina - ha poi ricordato la Shaake - per il numero di esecuzioni capitali di bambini o minori e in alcun modo la pena di morte per un minore puo' essere giustificata".

La vicenda di Sakineh stata discussa anche in Italia, dove la Camera dei deputati ha approvato all'unanimita' e con soli due astenuti una mozione presentata dalla deputata radicale Elisabetta Zamparutti e sottoscritta da rappresentanti di tutti i gruppi politici che impegna il governo a "intervenire presso le autorita' iraniane perche' sia scongiurata l'esecuzione di Sakineh Mohammadi Ashtiani e perche' siano annullate le sentenze capitali nei confronti di persone minori di 18 anni".

La mozione impegna il governo ad "avviare, in vista del voto all'Assemblea Generale dell'Onu sulla risoluzione pro-moratoria, un'azione volta ad aumentare il numero di cosponsor e di voti a favore e a rafforzare il nuovo testo sui seguenti punti: abolizione dei 'segreti di Stato' sulla pena di morte; limitazione della pena di morte ai reati piu' gravi; abolizione della condanna a morte obbligatoria per certi tipi di reato". L'iniziativa parlamentare anche in vista del 10 ottobre, 'Giornata mondiale contro la pena di morte'.

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