E' una delle prime misure messe in campo dal governo giapponese

Emergenza nucleare, pillole di iodio 'scudo' per la popolazione

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 14 marzo, ore 14:13
Roma - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell'Istituto nazionale tumori di Aviano: ''In questo modo si protegge anzitutto la tiroide da eventuali aggressioni radioattive. Anche a Cernobyl i tumori alla tiroide rappresentarono quelli con la pi alta incidenza". Ma poco possono questi farmaci "su tessuti pi esposti come la pelle, gli occhi o gli organi genitali"


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Roma, 14 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Pillole di iodio non radioattivo distribuite alla popolazione per scongiurare i pericoli derivanti da eventuali contaminazioni. Questa una delle prime armi impugnate dal governo giapponese alle prese con l'emergenza dell'impianto di Fukushima, che sta tenendo l'intero pianeta con il fiato sospeso. Si tratta di una sorta "di scudo - spiega all'Adnkronos Salute Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell'Istituto nazionale tumori di Aviano - con cui si protegge anzitutto la tiroide da eventuali aggressioni radioattive".

"E' infatti questa ghiandola del nostro organismo - spiega l'esperto - a correre rischi immediati, poich assorbe le sostanze radioattive disperse nell'atmosfera, innanzitutto iodio e cesio". Assumendo questi farmaci, dunque, "si blocca la tiroide, che potenzialmente non assorbe pi iodio dall'atmosfera o dall'acqua". Cos si arginano almeno in parte i pericoli derivanti da eventuali contaminazioni.

Iodio non radioattivo, dunque, per ergere un muro, una barriera allo iodio radioattivo, nome in codice 131, che circola pericolosamente nell'atmosfera e che trasportato dal vento pu arrivare anche molto lontano dalla centrale dalla quale fuoriuscito.

Rischi, quelli derivanti da eventuali contaminazioni, temutissimi e variabili "in base ai dosaggi", ovvero "al livello di radiazioni che vengono assorbite dall'organismo e la cui entit viene rilevata da appositi macchinari". A correre maggiori pericoli "tutti i tessuti ultrasensibili che si replicano pi rapidamente". Dunque la tiroide, che per di pi la strada attraverso la quale transitano le radiazioni. "Ma anche il midollo osseo, la pelle, i polmoni, l'intestino e gli organi genitali", elenca Tirelli.

Le pillole di iodio non radioattivo verranno "presumibilmente assunte finch il rischio di contaminazione non sar scemato". Fino ad allora, la popolazione che teme la 'pioggia radioattiva' dovr ricordare di mandare gi la pasticca, "potenzialmente in grado di ergere una sorta di scudo che protegge anzitutto la tiroide, che in questi casi rappresenta senza alcun dubbio il problema principale".

"Anche a Cernobyl - ricorda Tirelli - i tumori alla tiroide rappresentarono quelli con la pi alta incidenza". Ma bloccando la strada sulla quale viaggiano le radiazioni " possibile proteggere in parte anche gli organi interni che rischiano maggiormente, ad esempio il midollo osseo che pu correre pericoli di aplasia", malattia del midollo osseo che provoca la scomparsa dei suoi elementi e di conseguenza la mancata produzione delle cellule del sangue.

Poco possono, invece, questi farmaci "su tessuti pi esposti - prosegue l'esperto - come la pelle, gli occhi o gli organi genitali". Riguardo a questi ultimi, uno dei rischi che la contaminazione radioattiva pu portare con s " la sterilit, ma anche una maggiore incidenza degli aborti spontanei".


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