''Non credo di aver arrecato danno a qualcuno"

Finta blogger, l'autore del falso si difende: ''Volevo destare l'attenzione su fatti veri''

ultimo aggiornamento: 13 giugno, ore 18:16
Londra - (Adnkronos) - 'A Gay Girl in Damascus' si rivelato essere gestito non dalla dissidente omosessuale Amina, mai esistita, ma da un 40enne americano. Che ora dice: "Volevo solo fare in modo che le informazioni uscissero''. Ma la protesta non si placa. Siria, carri armati diretti verso citt 'ribelli' nell'est del paese. Quasi 7mila i profughi fuggiti in Turchia


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Londra, 13 giu. (Adnkronos) - Continua a far discutere e suscitare proteste il caso del falso blog 'A Gay Girl in Damascus', che si rivelato essere gestito non dalla 25enne dissidente omosessuale siriano-americana Amina Abdallah Arraf al-Omari, ma da un 40enne attivista americano, Tom MacMaster.

Gli attivisti siriani hanno reagito molto negativamente alla notizia, accusando il blogger di aver danneggiato la loro causa, diffondendo notizie false quali quella del presunto rapimento di Amina ad opera di alcuni giovani. "Il giorno che verr rapito dal governo, molti non se ne preoccuperanno, perch il mio potrebbe rivelarsi un nuovo caso Amina", scrive un blogger libanese citato dalla BBC.

Ma l'autore del falso continua a difendere la propria scelta. "Ho inventato un nome di copertura dietro il quale parlare per fare in modo che l'attenzione si concentrasse sui fatti veri", dimenticando la persona che li racconta, spiega alla BBC. Poi arrivato un successo inatteso. MacMaster comprende le critiche che gli vengono rivolte, quelle di chi dice che ora per i blogger in Siria la situazione pi difficile, quella di chi lo accusa di aver dato forza alle tesi del governo di Damasco che ripete che la situazione tranquilla e tutte le altre sono solo bugie fabbricate all'estero. Ma, incalza, "la verit che sono stato in contatto con molti all'interno della Siria ed ho seguito le cose da vicino". La cosa pi importante era "fare in modo che le informazioni uscissero".

Quando la falsa cugina di Amina ha denunciato il presunto rapimento della giovane attivista, in rete partita una mobilitazione internazionale a favore del rilascio della ormai celebre presunta dissidente, il cui blog era molto seguito e che aveva rilasciato anche diverse interviste. Ieri, improvvisamente, sul blog apparso un articolo intitolato 'Scuse ai lettori' in cui Tom MacMaster, che studia alla Edinburgh University, si autodenunciava come unico autore dei blog. "Se la voce narrativa era fittizia, i fatti nel blog sono veri e non fuorvianti rispetto alla situazione sul terreno", scriveva.

"Non credo di aver arrecato danno a qualcuno, credo di aver creato una voce importante su questioni che sento fortemente", ha aggiunto, spiegando di aver voluto illustrare le lotte condotte dalla gente che vive e anima le proteste in Medio Oriente "dando loro visibilit per un pubblico occidentale". Ma le proteste sono state numerose e tra queste quelle della comunit gay. "Per colpa sua, Signor MacMaster, molti veri attivisti della comunit LGBT (lesbiche, gay, bisessuale, e transgender) sono finiti sotto i riflettori delle autorit siriane", ha scritto Daniel Nassar, direttore del blog Gay Middle East.

E a far sentire la propria voce stata anche Jelena Lecic, la ragazza le cui fotografie sono state usate sul blog per dare maggiore veridicit alla storia: una ragazza di Londra, assolutamente estranea ai fatti. L'immagine, ha spiegato alla Bbc, stata scattata un anno fa a Parigi in occasione del suo compleanno e probabilmente stata presa dal suo account di Facebook. "Avevo un'idea dell'aspetto che doveva avere il mio personaggio e un giorno ho visto una fotografia di lei ed ho pensato: 'Questo il volto'. Non credevo che qualcuno se ne sarebbe accorto", ha detto MacMaster, scusandosi con la giovane.


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