Il debito estero schiacciante e caratterizza il bilancio statale

In Siria pesano la crisi del petrolio e la carenza delle risorse idriche

ultimo aggiornamento: 28 marzo, ore 17:34
Damasco - (Adnkronos/Aki) - Da esportatore il paese destinato a diventare importatore di greggio. Le sue riserve totali sono pari a 2,5 miliardi di barili. Messi all'asta i diritti d'esplorazione e produzione di otto zone d'estrazione. Inquinamento e desertificazione minacciano le gi poche riserve d'acqua


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 0    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Damasco, 28 mar. - (Adnkronos/Aki) - Lo spettro della crisi idrica e dell'esaurimento delle riserve petrolifere sono tra le minacce che dovr frontaggiare la Siria, teatro da giorni di forti proteste contro il regime del presidente Bashar al Assad.

Le riserve totali di greggio di Damasco sono pari a 2,5 miliardi di barili, ma come spesso accade per i paesi produttori il dato risale a decine di anni fa e non mai stato aggiornato. I giacimenti si trovano per lo pi a est del paese, vicino al confine con l'Iraq e lungo l'Eufrate, siti minori si trovano nel centro del paese.

Il picco della produzione stato raggiunto nel 1996 quando stata toccata quota 590mila barili al giorno. Questa cifra poi scesa a 410mila nel 2004, il tutto a fronte di una domanda interna che continua a crescere, costringendo a ridurre le esportazioni. Ad oggi la Siria ancora un paese esportatore, ma entro dieci anni potrebbe diventare un importatore netto di greggio.

La riduzione delle riserve rappresenta una sfida cruciale per il paese del presidente Bashar al Assad, che nella speranza di invertire la tendenza ha intensificato le attivit di esplorazione e di produzione, anche convertendo le centrali elettriche alimentandole a gas.

Damasco ha inoltre messo all'asta i diritti d'esplorazione e produzione di otto zone d'estrazione nel nord-est, est e sud del paese. Tra i gruppi che si sono aggiudicati i lavori la Shell, ma anche societ canadesi, cinesi, russe e americane. Sebbene la produzione di petrolio siriana sia modesta, il paese un'importante area di transito, vero e proprio crocevia di oleodotti e traffici tra il Mediterraneo e i paesi del Golfo.

Il principale di questi oleodotti, quello che da Kirkuk arriva al porto siriano di Banias, stato bloccato dagli Usa all'inizio della guerra irachena nel 2003, e all'epoca dell'embargo consentiva sostanziosi guadagni a Damasco che comprava clandestinamente il greggio iracheno a prezzi scontati. Ma per la Siria passa anche un oleodotto chiuso fin dal 1948 che dall'area di Mosul-Kirkuk portava petrolio al porto israeliano di Haifa. Da tempo si parla di ripristinarne l'operativit, ma malgrado le molte pressioni la Siria ha sempre detto 'no'.

Con un'economia basata su agricoltura, industria ed energia, la Siria ha registrato un calo dei tassi di crescita all'1,8% nel 2009 a causa della crisi economica globale. Il debito estero schiacciante e caratterizza il bilancio statale.

Il paese ha avviato timide riforme economiche negli ultimi anni, aprendo alcune banche private, ma si tratta di un settore che per crescere richiede diversi anni, e istituendo il Damascus Stock Exchange, che ha iniziato le attivit nel 2009.

Ma l'economia resta fortemente controllata dal governo, sottoposto a forti pressioni non solo per il calo delle esportazioni di greggio, ma anche per la crescente disoccupazione, la pressione demografica, l'aumento del deficit pubblico edi il nuovo spettro della crisi idrica. Sulle gi scarse risorse idriche del paese pesa l'inquinamento dovuto all'espansione industriale, ma anche il fenomeno della desertificazione che secondo gli ultimi rapproti, minaccer il 60% del territorio nei prossimi 50 anni.


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
tutte le notizie di Esteri
commenta commenta 0    invia    stampa