La passione di Shahzad per le inchieste, cos il reporter di Aki raccontava al Qaeda

ultimo aggiornamento: 31 maggio, ore 17:11

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Islamabad, 31 mag. (Adnkronos/Aki) - Era uno dei massimi esperti di terrorismo internazionale il giornalista di AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL Syed Saleem Shahzad, il cui corpo senza vita stato trovato oggi nei pressi di Sara-e Alamgir, a circa 150 chilometri da Islamabad.

Shahzad, che collaborava con AKI dal 2004, aveva portato all'agenzia la sua passione per le grandi inchieste in Pakistan e Afghanistan. Qui era riuscito a intervistare diversi leader militanti prima che diventassero noti a livello internazionale, tra cui Sirajuddin Haqqani e Qari Ziaur Rahman. Se la sua esperienza lo portava a occuparsi principalmente di temi di sicurezza globale nel contesto asiatico, con particolare attenzione alla rete di al-Qaeda e all'organizzazione dei Talebani, Shahzad ha per affrontato anche i movimenti islamici in generale.

Giornalista d'inchiesta, ha realizzato diversi reportage in Iraq, Libano e Giordania, ma anche in Iran, Siria e negli Emirati Arabi Uniti. Il 26 novembre 2006 Shahzad venne rapito, insieme al suo interprete, da un gruppo di Talebani nella provincia afghana di Helmand, nel sud dell'Afghanistan.

Trentanove anni Shahzad era sposato con Anita e aveva due figli. Oltre a essere il corrispondente di Aki, stato il capo dell'ufficio pakistano di Asia Times Online. Gi membro dell'Unit di ricerca in sicurezza pakistana dell'Universit di Bradford, ha scritto un libro inchiesta intitolato 'Inside Al-Qaeda: Beyond Bin Laden and 9/11' pubblicato dalla casa editrice britannica Pluto Press. Nel suo libro traccia un quadro generale di al-Qaeda e delle relazioni con il movimento talebano, riportando le motivazioni che hanno spinto verso il terrorismo i leader dei miliziani jihadisti.

Non solo, Shahzad in 'Inside al-Qaeda and the Taliban' spiega anche le tattiche e le strategie dei pi controversi movimenti islamisti attivi in Pakistan sulla base di informazioni raccolte tra il 2002 e il 2006. Una sezione speciale dedicata all'analisi della nuova generazione di terroristi di al-Qaeda che si ispirata all'ideologia estremista dell'egiziano Ayman al-Zawahiri, il numero due del movimento jihadista che, secondo gli esperti, dovrebbe succedere a Osama Bin Laden. Un capitolo a parte, infine, dedicato alle 'menti' che hanno ideato la strage di Mumbai del novembre 2008, nella quale morirono oltre 170 persone e della quale sono indicati come responsabili i miliziani pakistani di 'Lashkar-e Taiba'.


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