Ulema: ''Un dovere ribellarsi''

Libia, raid sulla folla: 250 vittime.

ultimo aggiornamento: 22 febbraio, ore 09:10
Tripoli - (Adnkronos/Aki/Ign) - Un milione in piazza nella capitale, la polizia spara sui dimostranti. A fuoco i palazzi del potere, la sede della tv di Stato, stazioni di polizia e diversi edifici pubblici.Ambasciatore all'Onu: genocidio La diretta di al Jazeera. Si dimette il ministro della giustizia. Ban ki moon telefona a Gheddafi. Allertata la difesa aerea italiana. Berlusconi: violenza inaccettabile. Eni rimpatria dipendenti non operativi e tutti i familiari. Sul web i video delle proteste soffocate nel sangue. Aumenta il prezzo del petrolio per i disordini. Partecipa al Forum. Yemen, ancora proteste in piazza. Algeria, corteo di studenti represso nel sangue


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Tripoli, 21 feb. (Adnkronos/Aki/Ign) - Il regime continua a soffocare nel sangue le proteste del popolo libico. La polizia ha compiuto una durissima repressione contro la manifestazione di questo pomeriggio nel centro di Tripoli contro Muammar Gheddafi. Secondo la tv araba 'al-Jazeera', approfittando dell'interruzione delle linee telefoniche in tutto il Paese, la polizia ha sparato contro i manifestanti in piazza, che si ritiene siano almeno un milione.

Non solo. Caccia militari dell'aviazione libica avrebbero anche eseguito dei raid contro i dimostranti. I morti sarebbero 250 secondo quanto riferiscono testimoni citati da 'al-Jazeera'. "Ho assistito a un attacco aereo barbaro - ha affermato un testimone - ho visto bambini piangere da soli al centro della strada mentre avvenivano i raid". Fonti dell'esercito libico, citate da 'al-Arabiya', sostengono che i vertici delle forze armate hanno ordinato di eseguire un raid aereo anche su Bengasi. Mentre la Bbc riferisce di aver ricevuto notizie di scontri in corso fra soldati regolari e forze leali al regime libico, avvenuti a ovest di Tripoli.

In precedenza nella capitale i manifestanti hanno dato alle fiamme la sede centrale del governo a Tripoli e altre sedi istituzionali. Anche la tv di Stato e diverse stazioni di polizia sono state prese di mira e incendiate. Secondo un testimone contattato da 'al-Jazeera' sono andate in fiamme anche le sedi governative che si trovano nella piazza 'al-Shuhada' della capitale.

Seifulislam Gheddafi, figlio del Colonnello, ha formato una commissione d'inchiesta sulle violenze in corso in Libia. Lo ha annunciato la tv di Stato libica con un banner apparso sullo schermo.

GIALLO SULLA SORTE DI GHEDDAFI - Si rincorrono le voci secondo le quali il leader libico Muhammar Gheddafi potrebbe essere in viaggio verso il Venezuela. Il ministro degli esteri inglese William Hague a Bruxelles, dicendo di avere avuto informazioni dal Foreign Office che lascerebbero pensare che il rais sia in viaggio verso il paese sudamericano. Gi 'al Jazeera' in precedenza aveva parlato del Venezuela come destinazione del Colonnello. Smentisce l'agenzia di stampa ufficiale venezuelana, Avn: "Muammar Gheddafi a Tripoli e dirige la battaglia". Anche il vice ministro degli Esteri libico ha negato che il Colonnello sia fuggito dal paese. La corrispondente della Bbc ad Algeri ha citato un "giornalista degno di fiducia" secondo il quale davanti ai cancelli della residenza del Colonnello libico a Tripoli vi sono poche guardie di sicurezza e non sembra esserci nessuno all'interno del palazzo.

SI DIMETTE IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA - Il ministro della Giustizia libico ha rassegnato le dimissioni. Lo riferisce il quotidiano libico 'Quryna'. Spiega il giornale che Mustafa Abdeljalil ha comunicato con una telefonata alla sede del quotidiano di aver presentato le sue dimissioni "per protestare contro la violenza usata dall'esercito nei confronti dei manifestanti". Stesse motivazioni hanno portato l'ambasciatore libico presso la Lega Araba, l'ambasciatore in Bangladesh e quello in Indonesia a lasciare i propri incarichi definendo ''un massacro'' ci che sta avvenendo nel Paese.

LA SITUAZIONE A BENGASI - "Ci siamo uniti ai manifestanti e operiamo in citt in difesa del popolo", ha annunciato un ufficiale della polizia di Bengasi, Mustafa Rafiq, nel corso di un collegamento telefonico con 'al-Jazeera'. "In questo momento a Bengasi non ci sono militari fedeli a Muammar Gheddafi - ha aggiunto - e i manifestanti controllano la citt".

Negli ultimi cinque giorni di proteste "sono 300 i morti che abbiamo contato a Bengasi", ha affermato il medico libico Ahmad Bin Taher, in collegamento telefonico con 'al-Jazeera' da Bengasi. "Abbiamo trovato i cadaveri di 11 soldati all'interno di una caserma dell'esercito - ha aggiunto - e abbiamo saputo che si tratta di soldati che si sono rifiutati di aprire il fuoco contro i manifestanti".

Ad al-Zawiyah, 30 chilometri ad ovest di Tripoli, "le unit dell'esercito libico presenti nella citt si sono uniti a noi manifestanti contro Muammar Gheddafi" ha detto un manifestante, Sula al-Azibi, ad 'al-Jazeera'. "I soldati e gli ufficiali presenti in citt si sono uniti a noi - ha affermato - ora abbiamo anche i loro carri armati. Abbiamo saputo che elicotteri militari stanno sorvolando Tripoli e aprono il fuoco sui manifestanti".

Le milizie di una trib Tuareg libica, secondo quanto riferisce 'al-Arabiya', hanno occupato il quartier generale di una compagnia petrolifera che opera nella citt di Ubari.

LA POSIZIONE DEGLI ULEMA - "La ribellione contro il regime di Muammar Gheddafi un dovere religioso per ogni musulmano libico" la posizione assunta dall'Unione degli ulema islamici in Libia. Secondo quanto riferisce 'al-Arabiya', il clero islamico si schierato con i manifestanti invitando il popolo alla rivolta che sarebbe "un dovere individuale di ogni fedele".

La Lega Araba ha convocato una riunione straordinaria per domani al Cairo sulla crisi in Libia. Secondo quanto riferisce 'al-Jazeera', la riunione stata convocata in seguito alla richiesta dell'emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani, che ha chiamato il segretario Amr Moussa per avanzare una richiesta formale in questo senso.


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