Nucleare, la Merkel blocca due reattori in Germania. In Svizzera stop a nuove centrali

ultimo aggiornamento: 14 marzo, ore 18:14
Roma - (Adnkronos/Ign) - Sull'onda dell'emergenza in Giappone, in Europa il nucleare torna a far paura. Domani vertice della Commissione Ue. Prestigiacomo: "Programma del governo italiano non cambia"


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Roma, 14 mar. (Adnkronos/Ign) - Dopo il grave incidente alle centrali giapponesi in seguito al terremoto e allo tsunami di venerd scorso, anche in Europa il nucleare torna a far paura.

La Cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha deciso di far slittare di tre mesi l'inizio dei lavori per l'estensione della vita operativa dei 17 reattori nucleari del paese. La decisione, che serve per consentire una nuova valutazione dei rischi, portera' subito allo stop dei due impianti piu' vecchi. Per il cancelliere tedesco la chiusura dei due impianti "sara' una conseguenza, altrimenti non sarebbe una moratoria", ha detto la Merkel. Le centrali che cesseranno di funzionare saranno quella di Biblis A, nel lander di Hesse, Neckarwestheim 1, nel Baden-Wurttemberg, le prime costruite in Germania. Lo scorso anno il governo della Merkel aveva fatto approvare una legge che prolungava fino a 14 anni la vita degli impianti atomici del paese.

"I fatti in Giappone ci insegnano che i rischi considerati completamente impensabili non sono totalmente improbabili", ha detto la Merkel per giustificare la sua marcia indietro appena sei mesi dopo che la sua coalizione ha dato la luce verde alla controversa legge. "Ora abbiamo una nuova situazione che deve esse analizzata senza alcuna riserva, in modo drastico e completo e solo allora potra' seguire una decisione", ha detto ancora la Merkel. A parte le due centrali piu' vecchie che rischiano di essere chiuse, le altre 15 del paese continueranno a lavorare e produrre energia durante questi tre mesi di 'riflessione'. La moratoria non ha bisogno di una legge per diventare operativa, ha detto ancora la Merkel spiegando che lo sara' dopo i necessari colloqui con le quattro compagnie che possiedono le centrali nucleari tedesche.

La Svizzera dal canto suo ha deciso di sospendere le procedure in corso relative alle domande di autorizzazione per nuove centrali nucleari. "La sicurezza ha la massima priorita'" ha affermato Doris Leuthard, ministro per l'Energia annunciando oggi la decisione presa. E spiegando di aver chiesto, dopo il sisma in Giappone e il conseguente allarme nelle centrali nucleari nipponiche, un riesame della sicurezza degli impianti esistenti. Una verifica e' gia' in corso presso la centrale di Muhleberg, fanno sapere del Dipartimento dell'Energia.

Anche l'Austria si muove e ribadisce la richiesta di stress test per le centrali nucleari in Europa. "Chiedero' oggi l'organizzazione di test di resistenza per le centrali nucleari in Europa - ha detto al suo arrivo al Consiglio Ue il ministro dell'Ambiente di Vienna, Nikolaus Berlakovich - E questo deve avvenire velocemente". Sono le centrali "resistenti ai terremoti, come funzionano i sistemi di raffreddamento dei reattori?", questi gli interrogativi che dovrebbero essere alla base dei test, "per rassicurare la popolazione", ha detto il ministro. La richiesta dell'Austria, fortemente contraria al nucleare ma confinante con Paesi che hanno centrali (Germania, Slovenia e Slovacchia, ndr), e' stata bocciata dalla presidenza ungherese dell'Ue. "Mi sembra che il Consiglio ambiente non sia il luogo appropriato per una discussione su questo punto", ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo, Sandor Fazekas.

In Italia invece la linea del governo non cambia. "La linea italiana rispetto al programma nucleare chiaramente non cambia" ha detto il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo a margine del Consiglio Ue ambiente a Bruxelles, sottolineando allo stesso tempo che l'Italia segue "con sgomento e partecipazione quanto sta accadendo in Giappone, su cui non deve esserci nessuna sottovalutazione".

Una posizione comune a livello europeo potrebbe venire venire domani pomeriggio dal vertice convocato a Bruxelles dal commissario europeo all'Energia, Guenther Oettinger, con i ministri dell'Energia dell'Ue, le autorita' nazionali sulla sicurezza nucleare e gli operatori delle centrali. Oettinger ha spiegato che la riunione stata convocata per "valutare la situazione in Giappone e vedere se ci sono delle lezioni che possono essere tratte a livello europeo". L'incontro servira' "ad avere informazioni di primo mano sui piani d'emergenza e sulle misure di sicurezza in vigore", in particolare sui controlli da parte delle autorita' nazionali, sui requisiti di sicurezza in caso di terremoti e sui sistemi per il raffreddamento dei reattori, sottolinea la Commissione.

Anche in Belgio si riaperto il dibattito. "Quello che succede in Giappone avra' un'influenza sulla nostra riflessione a proposito del prolungamento" di vita delle centrali belghe" ha affermato il ministro dell'interno belga Annemie Turtleboom. Il ministro, esponente dei liberali fiamminghi tradizionalmente favorevoli all'energia atomica, ha invitato a "incoraggiare le energie rinnovabili". Il Belgio aveva infatti deciso nel 2003 di chiudere prpogressivamente tra il 2015 e il 2025 sette reattori delle centrali di Tihange e Doel, ma nel 2009 il nuovo governo, privo di un'alternativa energetica credibile, ha deciso di prolungare di altri 10 anni la vita dei reattori piu' vecchi che si sarebbero dovuti invece spegnere tra quattro anni.

In Finlandia il governo ha commissionato all'Agenzia di sicurezza uno studio sui piani di emergenza presso i suoi impianti nucleari in caso di inondazioni e interruzioni di corrente. Nel Paese sono in funzione 4 reattori nucleari e un quinto e' in costruzione, anche se il progetto ha subito ritardi. L'anno scorso il parlamento di Helsinki aveva dato il via libera alla costruzione di due nuovi reattori nucleari.

L'emergenza nucleare in Giappone infine fa ribadire al premier australiano Julia Gillard il suo 'no' alla costruzioni di centrali. "La posizione dei laburisti e' chiara, non puntiamo allo sviluppo di un'industria nucleare in questo paese", ha detto la Gillard intervistata dalla tv Abc, definendo "molto preoccupante" la situazione in Giappone e sottolineando che le prossime 24 ore saranno cruciali. La Gillard ha poi spiegato che l'Australia ha molte fonti alternative di energia, come solare, eolica, che possono permettere di non impegnarsi sul fronte nucleare.


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