Il presidente dell'Istituto islamico di viale Jenner: ''Nel Corano non c' la lapidazione''

Sakineh, padre Lombardi: ''Diplomazia vaticana a lavoro''. Frattini all'Iran: ''Atto di clemenza''

ultimo aggiornamento: 05 settembre, ore 15:48
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il direttore della sala stampa vaticana: ''La Santa Sede segue la vicenda con attenzione e partecipazione''. Il ministro degli Esteri all'Adnkronos: ''Salvare Sakineh offrirebbe un'opportunit per l'Iran per creare un nuovo clima di fiducia con la comunit internazionale''. Carfagna: ''Il governo fa suo l'appello del figlio''
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Roma, 5 set. (Adnkronos/Ign) - ''La Santa Sede segue la vicenda con attenzione e partecipazione. La posizione della Chiesa, contraria alla pena di morte, nota e la lapidazione una sua forma particolarmente brutale''. Lo ha detto padre Federico Lombardi dopo l'appello lanciato attraverso Aki-ADNKRONOS INTERNATIONAL al Vaticano e al governo italiano dal figlio di Sakineh, la donna condannata alla lapidazione in Iran.

''Quando la Santa Sede - ha aggiunto - richiesta in modo appropriato perch intervenga su questioni umanitarie presso autorit di altri Paesi, come avvenuto molte volte in passato, essa usa farlo non in forma pubblica, ma attraverso i propri canali diplomatici''.

Gi stamane autorevoli fonti vaticane avevano riferito che la Santa Sede sta ''seguendo da giorni con molta attenzione quanto sta avvenendo in Iran a proposito del caso di Sakineh''.

Per l'Italia intervenuto il ministro degli Esteri, Franco Frattini. ''Ribadisco a nome del governo italiano il pi forte auspicio che l'Iran consideri un atto di clemenza per salvare Sakineh da un'orrenda punizione offensiva della dignit umana - ha dichiarato all'ADNKRONOS il titolare della Farnesina - Salvare Sakineh da questa sofferenza offrirebbe un'opportunit per l'Iran per creare un nuovo clima di fiducia con la comunit internazionale''. ''Ribadisco - ha aggiunto Frattini - la mia disponibilit ad incontrare il ministro degli Esteri iraniano Mottaki per favorire insieme, nel comune interesse, una positiva soluzione del caso''.

Intanto si moltiplicano le adesioni all'appello del figlio di Sakineh da parte di tutte le forze politiche e della societ civile. Un appello che ''il governo fa suo perch venga risparmiata la vita della madre e si abbandoni la pratica disumana della lapidazione'' dice all'ADNKRONOS il ministro per le Pari Opportunit, Mara Carfagna. ''L'impegno diplomatico del ministro degli Esteri Franco Frattini senza sosta - rimarca Carfagna - e sono certa che dar i suoi frutti''.

Polemizza per con l'esecutivo il senatore Stefano Pedica, capogruppo dell'Italia dei valori in commissione Esteri. ''Il nostro governo non sembra intenzionato a muoversi davvero - accusa - Visto questo inaccettabile attendismo, mia intenzione - annuncia Pedica - recarmi in Iran per intervenire direttamente per la liberazione di Sakineh''.

"Il Corano che la parola di Dio non parla di lapidazione - spiega Abdel Hamid Shaari, presidente dell'Istituto Islamico milanese di Viale Jenner, che aderisce alla mobilitazione internazionale lanciata da AKI - E il caso di Sakineh solo un modo in cui uno Stato mostra i suoi muscoli, facendo pagare a una povera donna l'adulterio, che riguarda la sfera privata di un essere umano e non quella pubblica. Una sfera dunque in cui lo Stato non dovrebbe entrare".

Intanto anche l'Associazione dei rifugiati politici iraniani, l'Associazione donne democratiche iraniane e l'Associazione giovani iraniani in Italia si uniscono all'appello rivolto al Papa dal figlio di Sakineh. Lo annunciano le tre organizzazioni in un comunicato congiunto. "Secondo le informazioni in nostro possesso - si legge - la signora Sakineh sottoposta alle pi brutali torture fisiche e psicologiche. Riteniamo che un urgente intervento del Santo Padre possa essere positivo in questi drammatici momenti di ansia e di terrore per Sakineh e per i suoi figli".

Attacchi al governo italiano per la mobilitazione a favore di Sakineh arrivano dal giornale conservatore iraniano 'Kayhan'. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un "simbolo della deviazione morale in Italia", scrive il quotidiano in un articolo pubblicato in prima pagina sotto la scritta 'notizia speciale'. Il giornale, che lo stesso che giorni fa ha condannato Carla Bruni, definendola "prostituta" per il suo sostegno a Sakineh, definisce Berlusconi un "capo mafia", la cui "corruzione morale" emerge "di tanto in tanto con rapporti o immagini pubblicati sui media italiani ed europei". E non solo. Kayhan critica anche la scelta di alcune ministre donne del governo italiano collegandola alla ''deviazione morale del premier''. Inoltre sostiene, senza citare fonti, che Berlusconi avrebbe chiesto 'a una delle squadre di calcio sotto la sua influenza di scendere in campo con polsini verdi in difesa di Sakineh''.

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