Siria, MsF: '355 morti per armi chimiche' Usa mobilitano l'esercito

Profughi siriani (Xinhua)  Profughi siriani (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 24 agosto, ore 19:28
Washington - (Adnkronos/Ign) - Dall'organizzazione Medecins Sans Frontieres arriva la prima conferma sull'uso di armi chimiche: ''Migliaia di pazienti presentavano "sintomi neurotossici". Casa Bianca studia il 'modello Kosovo'. Inviato un cacciatorpediniere nel Mediterraneo, dove gi si trovano altre tre navi da guerra. Il segretario alla Difesa, Chuck Hagel: "Pronti a ogni opzione. Il presidente incontra i consiglieri alla sicurezza nazionale. La Francia: "Necessaria forte reazione". Siria, un milione di bambini rifugiati /Foto. Usa e Russia: su gas inchiesta imparziale. Il sarin e l'arsenale chimico di Assad /SCHEDA


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Washington, 24 ago. (Adnkronos/Ign) - Medecins Sans Frontieres afferma di aver trattato in Siria circa 3.500 pazienti che presentavano "sintomi neurotossici". Di questi, 355 sono morti. Lo riporta la Bbc. L'organizzazione afferma inoltre che i pazienti sono giunti in tre ospedali del governatorato di Damasco nei quali opera Msf il 21 agosto, il giorno in cui i ribelli hanno denunciato attacchi con armi chimiche da parte del regime di Bashar Al Assad. Si tratterebbe della prima conferma dell'effettivo uso di armi chimiche.

Il personale degli ospedali nei quali sono stati trattati i pazienti, afferma ancora Msf, ha riferito che molti di loro presentavano sintomi quali convulsioni, eccesso di salivazione, pupille contratte e problemi di vista e respiratori. Molti pazienti sono stati trattati con atropina, un medicinale somministrato in caso di "sintomi neurotossici". Msf sostiene di non poter confermare scientificamente la causa di questi sintomi, ma "suggerisce con forza" che fossero dovuti all'impiego di gas nervino.

Proprio in seguito alle notizie sull'uso di armi chimiche contro i civili, il presidente americano Barack Obama sta valutando le prossime mosse degli Usa. . "Il Dipartimento della Difesa - ha detto il segretario alla Difesa, Chuck Hagel, mentre era in volo per l'Asia - ha la responsabilit di fornire al presidente opzioni per tutte le emergenze e questo richiede il posizionamento delle nostre forze e dei nostri asset per essere in grado di attuare qualsiasi opzione il presidente possa scegliere".

Hagel non voluto entrare nei dettagli, ma secondo alcuni media, la marina americana sta rafforzando la sua presenza nel Mediterraneo. Sempre in merito all'utilizzo di armi chimiche da parte della Siria, i consiglieri alla sicurezza nazionale di Obama questo fine settimana si riuniscono alla Casa Bianca per discutere le opzioni americane, tra cui una possibile azione militare.

"Il presidente - ha detto Hagel - ha chiesto al dipartimento della Difesa delle opzioni. Come sempre, il dipartimento preparato, stato preparato, per offrire al presidente degli Stati Uniti opzioni su tutti i rischi e continueremo a farlo". "Abbiamo a che fare con un problema molto serio - ha concluso Hagel - stiamo lavorando con i nostri partner internazionali, con la comunit internazionale e con le Nazioni Unite. Stiamo esaminando tutte le opzioni".

In precedenza un funzionario del Pentagono ha detto alla Cnn che la lista di attacchi a potenziali obiettivi stata aggiornata e che la pianificazione include l'utilizzo di missili da crociera. E' previsto, sostiene la Cbs, che il capo di stato Maggiore, Martin Dempsey, nell'incontro alla Casa Bianca di oggi, esporr tutte le opzioni di un eventuale attacco. Nel Mediterraneo, dove gi si trovano altre 3 navi da guerra Usa, aggiunge la Cnn, sarebbe stato inviato un cacciatorpediniere.

Mentre il presidente Obama sta valutando le opzioni per rispondere all'eventuale utilizzo di armi chimiche da parte della Siria, i suoi assistenti per la sicurezza nazionale stanno studiando la guerra aerea della Nato in Kosovo come un possibile modello per agire senza un mandato delle Nazioni Unite. Lo scrive il New York Times, precisando che un funzionario dell'amministrazione ha riferito che il precedente del Kosovo era una delle tante tematiche di cui si parlato nelle riunioni alla casa Bianca sulla crisi siriana.

Sulla vicenda delle armi chimiche, l'esercito siriano afferma di aver ritrovato un deposito di agenti chimici in un tunnel dei ribelli situato nel sobborgo di Jobar. Secondo quanto afferma la tv di stato siriana, alcuni militari sono rimasti intossicati e sono stati soccorsi dalle ambulanze. L'opposizione ha accusato il regime di aver usato armi chimiche nei sobborghi orientali di Damasco, provocando la morte di oltre mille persone. Il regime di Bashar al-Assad ha respinto le accuse, parlando un espediente degli oppositori per esasperare la crisi.

Questa mattina a Damasco arrivata Angela Kane, Alto rappresentante Onu per il disarmo. La Kane intende incontrare esponenti della leadership siriana, per ottenere un'estensione del mandato della commissione di inchiesta sulle armi chimiche che si trova gi nel paese. L'obiettivo condurre ispezioni anche nei pressi di Damasco, nelle aree in cui l'opposizione ha denunciato il massacro di oltre mille persone con il gas nervino.

A puntare il dito contro il regime di Assad soprattutto la Francia. "Tutte le prove a disposizione indicano che Damasco ha commesso il massacro con armi chimiche e che dietro c' il regime di Bashar al-Assad" afferma il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, da Ramallah, in Giordania, precisando che l'attacco " cos grave" che necessaria "una forte reazione".

Per la prima volta il presidente iraniano Hassan Rohani ha ammesso che in Siria sono state usate armi chimiche che hanno ucciso "persone innocenti" e ha chiesto alla comunit internazionale di "usare tutti i suoi poteri" per fermare questa pratica. Senza puntare il dito contro i ribelli o contro il regime di Damasco - del quale l'Iran uno stretto alleato - il neo-presidente ha affermato che "molte persone innocenti in Siria sono state ferite o uccise da agenti chimici e questo e' inaccettabile".

"Condanniamo in modo completo e forte l'uso di armi chimiche", ha aggiunto, senza fare un riferimento preciso all'ultima strage denunciata dai ribelli, che sarebbe stata commessa dal regime nei pressi di Damasco. Secondo Abbas Araghchi, portavoce del ministero iraniano degli Esteri, esistono "prove" sull'utilizzo di armi chimiche da parte dei ribelli siriani nella zona di Damasco. "Siamo molto preoccupati - ha detto il portavoce - per le informazioni sull'uso di armi chimiche in Siria e condanniamo con forza l'uso di queste armi. Esistono prove - ha proseguito - che sono stati i gruppi terroristici a commettere simili atti".


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