Siria a Ue: terroristi vi colpiranno Ispettori Onu chiedono pi tempo

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 28 agosto, ore 21:50
Washington - (Adnkronos/Ign) - Damasco avverte l'Europa: "Chi ha usato gas in Siria presto li utilizzer contro di voi". Ban Ki-moon: "Non bisogna avere fretta". Indiscrezioni dagli Usa: "Gioved le prove che Assad ha usato le armi chimiche". Bonino frena anche su azione Onu: "Partecipazione Italia non automatica. L'Iran: "Intervento Usa sar un disastro". Siria, tre giorni di raid da gioved". Bonino: "L'Italia non agir senza l'Onu". Tricarico: "Sar molto peggio della guerra in Libia". Gli scenari possibili


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Roma, 28 ago. (Adnkronos/Ign) - Mentre col passare delle ore prende corpo l'ipotesi di un imminente attacco in Siria, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon esorta alla cautela sottolineando che agli ispettori Onu che stanno indagando sull'uso di armi chimiche deve essere lasciato il tempo necessario per completare il loro lavoro. "E' essenziale che i fatti vengano accertati".

Proprio oggi gli ispettori Onu inviati a Damasco hanno ripreso i loro sopralluoghi nei siti colpiti da presunti attacchi chimici. Gli esperti, fa sapere il segretario generale dell'Onu, hanno bisogno di altri "4 giorni" per completare il loro lavoro in Siria. Ban ha poi aggiunto che non bisogna avere fretta di decidere un'azione militare. Una volta che gli ispettori porteranno a termine il loro lavoro e presenteranno il relativo rapporto, ha precisato, il Consiglio di sicurezza dell'Onu potr prendere una decisione.

Stati Uniti e Regno Unito per "non hanno dubbi" sul fatto che il regime di Bashar Al Assad sia responsabile dell'uso di armi chimiche nell'attacco della scorsa settimana. Lo ha riferito un portavoce di Downing Street. Il premier britannico David Cameron nella tarda serata di ieri ha avuto una conversazione telefonica con il presidente Usa Barack Obama per "ascoltare le ultime valutazioni degli Stati Uniti sulla questione".

Londra intanto ha presentato la bozza di risoluzione ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicureza dell'Onu "autorizzando tutte le misure necessarie per proteggere i civili". Nella bozza si richiede un'azione militare contro quello che la Gran Bretagna ha definito un "inaccettabile" utilizzo di armi chimiche da parte della Siria. Per la Russia, uno dei membri permanenti, gli ispettori dell'Onu devono terminare le loro indagini prima di discutere qualsiasi risoluzione.

Anche il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen conferma che "le informazioni disponibili da un'ampia gamma di fonti indicano che il regime siriano responsabile dell'uso di armi chimiche negli attacchi" del 21 agosto. Si tratta, ha aggiunto Rasmussen, di "una chiara violazione delle norme e procedure internazionali. Qualsiasi uso di queste armi inaccettabile e non pu rimanere senza risposta".

L'Italia per si chiama fuori. Anche se dovesse arrivare una luce verde dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu all'attacco in Siria "non sarebbe automatico" per l'Italia "concedere le basi o intervenire". Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino. "L'Italia crede che un'azione militare senza copertura del Consiglio di Sicurezza dell'Onu rischi di esacerbare una situazione gi pi che esplosiva" ha aggiunto il ministro.

Secondo Bonino, " importante aspettare il rapporto degli ispettori Onu" che devono accertare l'uso dei gas. Il ministro ha auspicato che i Paesi che hanno informazioni e indizi sull'attacco del 21 agosto "siano disponibili a condividerli in modo trasparente" in modo che la comunit internazionale sia in grado di assumersi la propria responsabilit. Bonino ha ha sottolineato inoltre che se l'uso di armi chimiche in Siria da parte del regime di Damasco dovesse essere accertato e se ci fosse "la convinzione di tutti e del Consiglio di sicurezza dell'Onu", oltre all'azione militare "molte strade possono essere previste" per punire i responsabili. La titolare della Farnesina ha quindi ipotizzato "il deferimento alla Corte penale internazionale di Assad" o dei responsabili dell'attacco, oppure "l'incarico alla Corte penale internazionale di investigare su questo atto atroce".

Il via libera Onu, ha aggiunto Bonino, "sarebbe uno scenario di legalit internazionale che dovrebbe perlomeno porre un serio dibattito in Parlamento". In ogni caso, sottolinea, "non devono esserci ambiguit o dubbi sulla posizione del governo: l'attacco sarebbe un ultimo episodio che si aggiunge a una catena di episodi efferati, e non solo del regime. Ma in ogni caso implica una condanna senza mezzi termini".

"L'orrore per ci che successo -prosegue Bonino- ampiamente condivisibile: la differenza di valutazione e' sull'utilita' di un intervento armato, che solitamente nascono limitati e poi diventano illimitati". Bonino afferma che il governo capisce "le ragioni di alcuni paesi di dare un avvertimento muscoloso ad Assad" ma la regione presenta "complessit", tra cui "la reazione di altre potenze". In ogni caso, conclude, "noi siamo cos impegnati in quella regione che riteniamo che solo il Consiglio di Sicurezza possa e debba assumersi le responsabilit di un intervento militare".

Un concetto ribadito anche dall'inviato della Lega Araba e delle Nazioni Unite per la Siria, Lakhdar Brahimi, secondo cui in base alla legge internazionale, per intraprendere un'azione militare contro la Siria necessaria una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Dure critiche alla linea interventista arrivano da Damasco. Per il vice ministro degli Esteri siriano, Faisal Maqdad, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia "hanno aiutato i terroristi" ad usare armi chimiche in Siria e questi gruppi "presto" le utilizzeranno per colpire l'Europa. "Noi ripetiamo che sono i gruppi terroristici che hanno usato (armi chimiche, ndr) con l'aiuto di Usa, Gran Bretagna e Francia. Ci significa che le armi chimiche presto saranno usate da questi stessi gruppi contro i cittadini in Europa", ha dichiarato Maqdad.

E il primo ministro siriano, Wael al-Halqi ha avvertito che in caso di attacco la Siria sar "un cimitero per gli aggressori" sorprendendoli "come durante la guerra del 1973". Il premier ha quindi attaccato "i Paesi occidentali, a partire dagli Stati Uniti, che stanno inventando scenari e alibi fittizi per intervenire militarmente in Siria".

Anche l'Iran, principale alleato della Siria, lancia un duro monito all'Occidente. La Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, avverte che un intervento militare Usa sarebbe "un disastro per la regione" mediorientale. "La regione - ha precisato Khamenei - come una polveriera e il futuro non pu essere previsto". La Guida Suprema iraniana, incontrando a Teheran i membri del nuovo governo, ha quindi messo in guardia Washington dalle conseguenze dell'intervento, sottolineando che "se avverr, certamente gli americani subiranno danni come avvenuto per le loro interferenze in Iraq e Afghanistan".

L'amministrazione Obama ritiene che l'intelligence americana abbia potuto stabilire come le forze del regime siriano abbiano immagazzinato, assemblato ed usato le armi chimiche che sarebbero state utilizzate nel corso dell'attacco fuori Damasco. A riferirne sono funzionari statunitensi citati dal Washington Post, secondo i quali l'amministrazione si prepara a divulgare le prove, forse gia' domani, che dovrebbero dimostrare che e' il presidente siriano Bashar Assad il responsabile di cio' che i funzionari americani hanno definito un "innegabile" attacco chimico che ha ucciso centinaia di persone alla periferia della capitale.

Il rapporto, messo a punto dall''Office of the Director of National Intelligence', e' uno degli ultimi passi che l'amministrazione sta compiendo prima di una decisione del presidente Barack Obama su un attacco militare americano in Siria.

I tempi di una risposta militare dipendono non solo dalla necessita' di raccogliere prove incontrovertibili contro Assad - anche in virt del ricordo di una guerra basata su false denunce circa l'esistenza di armi di distruzione di massa, scrive il quotidiano - ma anche dal bisogno di consultarsi con il Congresso ed i partner internazionali.

Un'altra questione quella dell'incolumit degli ispettori delle Nazioni Unite in Siria, spiega una fonte citata dal giornale. "Siamo preoccupati per la possibilit che il governo siriano possa cercare di rinviare l'accesso e negoziare in modo da prolungare il processo ed evitare conseguenze", ha spiegato un funzionario. Il continuo bombardamento della zona del massacro e di quelle circostanti, "assicura maggiore tempo e spazio per cercare di coprire le cose e rinviare il tutto". L'amministrazione Obama ha respinto l'idea di una colpa possibile dei ribelli, sostenendo che solo il governo di Damasco dispone delle armi usate in quella circostanza.

In tutto Israele intanto la gente sempre pi preoccupata e si stanno formando gi lunghe code davanti ai centri di distribuzione delle maschere anti gas, senza che il Comando interno delle forze armate israeliane abbia allertato la popolazione.


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