Secondo la Bbc, le vittime si trovavano all'interno di un centro stampa allestito dai militanti antiregime

Siria, bombe sui reporter: un'americana e un francese uccisi. L'ira di Sarkozy: ''Basta''

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 22 febbraio, ore 16:54
Damasco - (Adnkronos/Aki) - La giornalista americana Marie Colvin e il fotoreporter francese Remi Ochlik hanno perso la vita a Homs quando l'edificio in cui si trovavano stato fatto bersaglio di cannoneggiamenti. Damasco: erano entrati illegalmente nel Paese. Testimone ad Aki: colpiti per fermare le notizie sull'assedio della citt


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Damasco, 22 feb. (Adnkronos/Aki) - Due reporter occidentali sono rimasti uccisi a Homs quando l'edificio in cui si trovavano stato preso di mira nei cannoneggiamenti.

La notizia stata diffusa inizialmente dalla tv satellitare al-Jazeera che citava attivisti locali e poi confermata anche da al-Arabiya che ha reso note le identit delle vittime: si tratta del francese Remi Ochlik, fotografo di guerra, e Marie Colvin, americana corrispondente di guerra per il Sunday Times.

Il ministro degli Esteri francese Alain Jupp, riferisce Le Point, ha poi confermato la morte dei due giornalisti occidentali. Un'altra reporter, la francese Edith Bouvier, che lavora per Le Figaro, risulta tra i feriti.

Al momento dell'attacco, i giornalisti si trovavano all'interno di un centro stampa allestito dai militanti antiregime, come riferisce la Bbc, che conferma la presenza di altri morti e feriti nell'edificio. Da giorni il quartiere di Bab Amro bersaglio di pesanti cannoneggiamenti da parte delle forze fedeli al regime di Bashar al-Assad. Secondo un testimone, i due giornalisti occidentali ''sono stati colpiti per fermare qualsiasi informazione sull'assedio della citt". I due crononisti stranieri uccisi ''si trovavano in un'abitazione civile del quartiere di Bab Amro a Homs - spiega Abu Jaafar, un abitante della citt siriana intervistato via Skype da AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL - Attualmente in citt non possibile comunicare con i telefoni fissi o con i cellulari e non funziona la rete Internet. Noi comunichiamo solo attraverso la connessione Internet satellitare, che per funzionare necessita di un'apparecchiatura collegata a una parabola sul tetto ed quello che c'era nella casa in cui sono stati uccisi" i reporter. Sempre secondo l'abitante di Homs, "gli uomini fedeli ad Assad pattugliano le strade del quartiere Bab Amro, mentre elicotteri sorvolano la zona alla ricerca delle parabole satellitari. Una volta individuati gli edifici su cui sono montate, vengono presi di mira con bombardamenti ed quello che successo alla casa in cui si trovavano i due giornalisti, che stata colpita da 11 razzi".

Il primo ministro britannico David Cameron ha voluto ricordare Marie Colvin, "giornalista rispettata e di talento" la cui morte "ci ricorda in modo disperatamente triste" i rischi che corrono i giornalisti in Siria.

Rupert Murdoch, il magnate dei media proprietario del Times, ha sottolineato il coraggio della giornalista, da 30 anni impegnata sui fronti di guerra di tutto il mondo, che esibiva con orgoglio una benda nera sull'occhio. "Aveva messo la sua vita in pericolo varie volte perch era guidata dalla determinazione di documentare i misfatti dei tiranni e la sofferenza delle vittime - ha dichiarato Murdoch - ci avveniva con forti costi personali, compresa la perdita della vista da un occhio quando copriva la guerra civile nello Sri Lanka. Questa ferita non le aveva impedito di accettare incarichi anche pi pericolosi".

"Abbiamo gi avuto un cameraman francese ucciso. Basta, quel regime deve andarsene. Non vi nessuna ragione per cui i siriani non abbiano il diritto di vivere la loro vita", ha tuonato il presidente francese Nicolas Sarkozy. "Questo dimostra come la libert di informare sia importante, quanto il mestiere di giornalista possa essere difficile. Voglio rendere loro omaggio perch se non ci fossero i giornalisti laggi non sapremmo cosa sta accadendo", ha dichiarato ancora il presidente francese.

Damasco da parte sua contrattacca. "I due giornalisti stranieri uccisi oggi a Homs non si erano accreditati ed erano entrati illegalmente in Siria", ha tuonato il ministero dell'Informazione del regime di Bashar al-Assad in una nota ripresa dai media locali. "I loro nomi non sono presenti tra quelli dei giornalisti giunti in Siria - si legge - non sono entrati nel Paese attraverso di noi". Secondo il ministero "sembra quindi che siano entrati illegalmente o comunque attraverso altre vie".


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