La denuncia: oltre 200 persone sono morte nelle proteste delle ultime settimane

Siria, migliaia in piazza contro Assad. Attivisti: spari sulla folla, 60 vittime

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 22 aprile, ore 19:18
Damasco - (Adnkronos/Aki) - Gli attivisti accusano la polizia di aver aperto il fuoco contro i manifestanti: tra le vittime anche un bimbo di 11 anni. Diversa la versione di Damasco: usati cannoni ad acqua e lacrimogeni, feriti tra i manifestanti. Padre Dall'Oglio: ''Trovare un accordo tra la maggioranza sunnita e le minoranze religiose ed etniche per evitare la guerra civile''. Assad abroga lo stato d'emergenza


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Damasco, 22 apr. (Adnkronos/Aki) - Sono 60 le persone rimaste uccise oggi in Siria in seguito alla dura repressione messa in atto dalle forze di sicurezza di Damasco contro quella che era stata annunciata come la pi grande manifestazione contro il presidente siriano Bashar al-Assad da met marzo, quando iniziata la rivolta popolare.

Attivisti per i diritti umani ed esponenti dell'opposizione denunciano l'uso di proiettili e gas lacrimogeni contro la folla.

I dimostranti sono stati uccisi mentre manifestavano dopo la tradizionale preghiera islamica del venerd e in quello che era stato proclamato il 'Venerd Santo' della protesta, a sottolineare l'unione di cristiani e musulmani nel volere le dimissioni del regime di Assad.

Molte delle vittime sono state registrate nel villaggio di Ezra e nel sobborgo di Douma della capitale Damasco. Ucciso anche un bambino di 11 anni della citt di Daraa.

Diversa la versione dell'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana. Secondo quanto si legge sui dispacci vagliati dal regime di Damasco, le forze di sicurezza sono ''intervenute'' con cannoni ad acqua e lanciando gas lacrimogeni ''per evitare scontri tra manifestanti e cittadini, e per proteggere la propriet pubblica''. "Ci sono stati alcuni feriti in questi scontri'', riferisce la Sana.

Sono stati decine di migliaia i siriani scesi in strada all'inizio della sesta settimana di protesta per chiedere ''le dimissioni del regime'', rafforzando cos le iniziali richieste di riforme e di maggiori libert. Nella cittadina siriana di Salamiya, poco fuori Hama, sono almeno diecimila le persone scese in strada. Lo ha annunciato Aktham Nuayssa, noto dissidente siriano, nel corso di un collegamento telefonico con la tv araba 'al-Jazeera'. In migliaia anche nella citt di Daraa, nel sud della Siria.

Non sembra aver sortito effetti sull'opposizione, quindi, l'abrogazione dopo quasi 50 anni della legge sullo stato d'emergenza annunciata ieri dal governo siriano. Il provvedimento permette in teoria all'opposizione di manifestare pacificamente.

Intanto, alcune ong denunciano che oltre 200 persone sono morte nelle proteste in Siria delle ultime settimane.

"Occorre trovare un accordo tra la maggioranza sunnita e le minoranze religiose ed etniche per evitare la guerra civile, basato su ci che abbiamo in comune, ovvero la coscienza nazionale siriana e araba e la resistenza contro l'occupazione israeliana del territorio nazionale. In un certo senso c' una causa nazionale che va salvata", dice a AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL padre Paolo Dall'Oglio, gesuita e fondatore della Comunit monastica siro-cattolica di Deir Mar Musa.


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