Tav, la Francia ci ripensa: "Possibile stop alla Torino-Lione"

ultimo aggiornamento: 12 luglio, ore 16:26
Parigi - (Adnkronos) - E' quanto scrive 'Le Figaro'. "Costi troppo alti, traffico merci in calo"


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Parigi, 12 lug. (Adnkronos) - In periodo di crisi, la Francia non ha piu' i mezzi per permettersi tutte le opere di infrastrutture su cui aveva puntato ed il governo dovra' ora decidere a quali linee di alta velocita' rinunciare. A scriverlo e' 'Le Figaro' secondo il quale tra i progetti a rischio ci sarebbe anche la Torino-Lione. Una missione composta da parlamentari ed esperti, si legge sul sito del quotidiano, sara' nominata a breve per classificare i progetti per ordine di priorita'. Dovrebbe rendere conto delle proprie decisioni entro la fine dell'anno.

Unica certezza, le due linee in costruzione Tours-Bordeaux e Metz-Nancy, e i due progetti oggetto di un contratto firmato, Le Mans-Rennes e Ni'mes-Montpellier, non saranno rimessi in causa, si sottolinea al ministero dei Trasporti, secondo quanto apprende il quotidiano. Invece, le linee che costano care senza ridurre significativamente i costi di trasporto rischiano di essere accantonate. Cosi' vale anche per quelle tratte per le quali le previsioni di traffico non sono esponenziali e sulle quali sara' difficile chiedere il pagamento di biglietti cari. Per quanto riguarda la Torino-Lione, i costi (12 miliardi di Euro) non giocano a suo favore, ne' la riduzione del trasporto merci su questa tratta, passato nel 2011 a quattro milioni di tonnellate contro gli undici milioni di circa 20 anni fa.

Finito il tempo delle promesse, scrive il giornale, arriva quella della realta'. Il ministro del Bilancio, Je'ro'me Cahuzac, ha detto mercoledi' scorso ad alta voce cio' che gli esperti continuano a ripetere a mezza voce da qualche mese riguardo alle nuove linee ad alta velocita'.

"Lo stato ha previsto un moltitudine di progetti senza avere l'inizio dell'avvio del minimo finanziamento. Il governo non avra' altra scelta se non quella di rinunciare ad alcune opzioni". Entro il 2020 erano dunque stata programmata la costruzione di 14 linee ad alta velocita'. Ora il governo dovra' scegliere a quali linee rinunciare.


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