Tunisia, Marzouqi ad Aki: collaboreremo con Italia contro immigrazione clandestina

ultimo aggiornamento: 10 maggio, ore 13:55
Tunisi - (Aki) - Il presidente in un'intervista esclusiva ad Aki esorta italiani ed europei a capire che "l'unica soluzione strategica" per arginare il problema quella dello "sviluppo della Tunisia" e chiede all'Italia di contribuire a far luce sulla sorte dei migranti, augurandosi che le autorit italiane riservino "un trattamento adeguato e umano" a queste persone


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Tunisi, 10 mag. - (Aki) - La Tunisia "collaborer efficacemente" con l'Italia "per impedire il fenomeno dell'immigrazione clandestina". E' quanto dichiara il presidente tunisino Moncef Marzouqi che in un'intervista esclusiva ad AKI affronta la questione dei flussi migratori verso le coste italiane.

Marzouqi, che la prossima settimana ricever a Tunisi il presidente Giorgio Napolitano, il primo leader europeo e occidentale a recarsi in Tunisia dopo la rivoluzione di gennaio 2011, esorta italiani ed europei a capire che "l'unica soluzione strategica" per arginare il problema dell'immigrazione clandestina quella dello "sviluppo della Tunisia".

"Abbiamo un interesse comune a promuovere la crescita, ma questo richiede tempo, anche se io sono sicuro del fatto che la Tunisia andr verso una sempre maggiore stabilit e un incremento dello sviluppo economico", afferma il presidente, secondo cui "questa la vera soluzione alla questione dell'immigrazione". A questo proposito, il leader tunisino chiede all'Italia di contribuire a far luce sulla sorte dei migranti tunisini, augurandosi che le autorit italiane riservino "un trattamento adeguato e umano" a queste persone e a "pazientare in questa difficile fase".

Il presidente Marzouqi parla poi anche della crisi siriana sostenendo che "armare l'opposizione spinger il Paese verso la guerra civile" mentre la soluzione della crisi che imperversa in Siria da oltre un anno si cela in una "transizione sul modello yemenita". Per Marzouqi "di fatto la guerra civile in Siria gi in atto, dal momento che alcuni soggetti in campo ritengono che armare l'opposizione porter a una soluzione".

Il leader tunisino dichiara che "il regime siriano non vuole altro che queste parti ricorrano alla violenza, per dimostrare di dover fare ricorso all'autodifesa". Ma la Tunisia "contro l'armamento e contro un intervento esterno in Siria, che aggraverebbero le cose. La situazione siriana - spiega Marzouqi - pi complessa di quella libica e gli eventi lo dimostreranno". Secondo il presidente tunisino, necessario che tutte le parti coinvolte, "iraniani, russi e cinesi compresi", facciano "pressione sul presidente siriano affinch se ne vada e vi sia una transizione sul modello yemenita", con l'intervento di "una forza di peacekeeping araba sotto il patrocinio dell'Onu. La Tunisia - aggiunge - disponibile a contribuire a questa forza araba". Se questo scenario non dovesse avverarsi, "finiremo nel caos e nella guerra civile, ci che bisogna evitare ad ogni costo", conclude Marzouqi.


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