Yemen, proseguono gli scontri: tre feriti. Rivolta guidata da una donna

(Xinhua)(Xinhua)
ultimo aggiornamento: 16 febbraio, ore 18:42
Sana'a - (Adnkronos) - E' il quinto giorno consecutivo di protesta. Migliaia di persone sono scese in piazza contro il governo, scontrandosi con i simpatizzanti del presidente Ali Abdullah Saleh, al potere da 33 anni. A guidare i manifestanti la 32enne Tawakkol Karman. Ieri 165 arresti. Caos anche nel Bahrain, due morti. Egitto, Mubarak rifiuta le cure: "Potrebbe morire. In Iran scontri tra riformisti e basij, ''un morto''. Dalla Libia al Kuwait, la mappa delle prossime rivolte


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 0    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Sana'a, 15 feb. - (Adnkronos/Aki) - Prosegue per il quinto giorno consecutivo la protesta antigovernativa in Yemen. Alcune migliaia di persone sono in piazza nel centro della capitale Sana'a, scandendo slogan contro il presidente Ali Abdullah Saleh. Come riferisce l'emittente satellitare al-Jazeera, anche alcuni gruppi di manifestanti filogovernativi sono scesi in strada, in alcuni casi scontrandosi con i manifestanti del fronte opposto, tra le cui fila si registrano almeno tre feriti.

"Si vedono migliaia di manifestanti pro-governo, armati di bastoni, che attaccano gli attivisti per la democrazia e li disperdono con violenza", riferisce il corrispondente di al-Jazeera. Tra gli slogan che scandiscono gli attivisti, oltre a quelli contro Saleh, alcuni contro gli "agitatori" che lui stesso, a loro giudizio, ha inviato in piazza.

"La situazione e' molto tesa, dopo che il governo ha definito i manifestanti pro-democrazia come traditori e li ha accusati di sostenere agende straniere", dice ancora il corrispondente, il quale si aspetta che la situazione si aggravi nel corso della giornata. "I manifestanti dicono che porteranno avanti la loro lotta fino a quando il regime non sara' deposto e non avranno ottenuto il cambiamento", conclude.

A guidare la rivolta nel Paese Tawakkol Karman, una giovane attivista di 32 anni al grido di: "Guardate all'Egitto, vinceremo". Una rivolta che qui, dove le donne sono considerate cittadini di serie B, assume un significato di rivincita femminile, oltre che di richiesta di riforme democratiche. Due aspetti che vanno di pari passo nel mondo arabo, dove le donne si trovano troppo spesso ad affrontare discriminazioni di genere. Ed e' anche per questo che Karman, intenta a organizzare sulla sua pagina di Facebook la prossima protesta giovanile, si propone di generare nel suo Yemen una rivoluzione non violenta stile Egitto. I suoi simboli, le cui foto compaiono sulla sua pagina, sono Martin Luther King, Mahatma Gandhi e Nelson Mandela.

Madre di tre figli, l'attivista piu' nota dello Yemen sta cercando di modificare il modo in cui la donna e' percepita nella sua societa' conservatrice, incoraggiando la nuova generazione di yemeniti che chiedono le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh, da 30 anni al potere. ''Siamo in cerca di eroi - spiega l'analista politico yemenita Abdul-Ghani Al-Iryani -. Lei riesce a fare cio' che gli uomini non possono fare in una societa' che ha numerosi pregiudizi nei confronti delle donne''. I risultati si vedono: dopo le dimissioni del presidente egiziano Hosni Mubarak, da 30 anni al potere, migliaia di yemeniti hanno preso coraggio e sono scesi per le strade di Sana'a e di altre citta' per contestare la corruzione dilagante, l'alta disoccupazione e l'assenza di diritti di base. Oggi e' il quinto giorno consecutivo della manifestazione anti-governativa.

''Dopo l'Egitto, tutti i dittatori della regione cadranno, e il primo sara' Ali Abdullah Saleh - dice Karman -. L'Egitto ci fa da modello, perche' Mubarak era il dittatore piu' forte nella regione. Ora crediamo di poter fare la rivoluzione (anche, ndr) qui".

Nonostante le donne abbiano partecipato attivamente alle proteste nel mondo arabo, i simboli della rivolta sono stati soprattutto uomini. In Tunisia, l'icona della protesta che ha portato alle dimissioni di Zine el-Abidine Ben Ali e' il fruttivendolo Mohamed Bouazizi, che il 17 dicembre si e' dato fuoco per contestare le pessime condizioni socio-economiche nel Paese. L'Egitto, invece, ha avuto il suo uomo-simbolo in Wael Ghonim, responsabile di Google per l'Africa del Nord e il Medioriente, arrestato per il suo ruolo nel promuovere su Internet le manifestazioni a favore delle dimissioni di Mubarak.

In pochi si aspettavano che fosse una donna a guidare la rivolta in Yemen, dove la maggior parte dei manifestanti e' composto da uomini. Nel Paese, inoltre, i diritti civili delle donne spesso non vengono rispettati: la maggior parte di loro non e' libera di sposare chi vuole e molte sono costrette al matrimonio ancora bambine. Nei tribunali, le loro testimonianze valgono la meta' di quelle degli uomini. Se vengono uccise, alle loro famiglie spetta una compensazione dimezzata rispetto a quella prevista per gli uomini. Inoltre, le donne sono trattate diversamente anche quando si tratta di eredita'.

"Tawakkol e' una delle persone piu' coraggiose nel Paese - ha detto Khaled al-Anesi, avvocato e attivista pro-democrazia - Non e' facile per una donna combattere e scendere in strada chiedendo cambiamenti in un Paese come lo Yemen". Due settimane fa il fratello della donna e' stato avvicinato da un uomo che gli ha detto di prendersi cura di lei, pena la morte.


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
tutte le notizie di Esteri
commenta commenta 0    invia    stampa