Assistenza sanitaria deputati, da Camera s a estensione a conviventi dello stesso sesso

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ultimo aggiornamento: 14 maggio, ore 18:49
Roma - (Adnkronos) - L'ufficio di presidenza ha accolto a maggioranza la richiesta di Ivan Scalfarotto (Pd). La proposta era gi stata avanzata nella scorsa legislatura da Paola Concia. Il deputato questore Fontana precisa: ''Nessuna rivoluzione, adeguati a norma gi prevista per i dipendenti fin dal 2001''. Il M5S si astenuto. Lombardi all'Adnkronos: "Privilegio della casta''


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Roma, 14 mag. (Adnkronos) - L'ufficio di presidenza della Camera ha accolto a maggioranza la richiesta di estensione dell'assistenza sanitaria integrativa dei deputati ai conviventi dello stesso sesso. La proposta (avanzata nella scorsa legislatura dalla deputata del Pd, Paola Concia), stata reiterata in questa legislatura da Ivan Scalfarotto (Pd).

Il M5S si astenuto dal voto. "Lo abbiamo fatto - spiega Roberta Lombardi all'Adnkronos - perch un privilegio della casta. Nelle assicurazioni esterne - fa notare la capogruppo stellata a Montecitorio - il convivente dello stesso sesso non gode dell'estensione delle coperture. Perch alla Camera dovrebbe?", chiede Lombardi. "E' sempre la casta che vuole per s i privilegi". Da qui la decisione del Movimento di astenersi.

Gregorio Fontana, deputato questore della Camera, ha precisato: ''E' del tutto improprio parlare di 'decisione storica' e non c' stato alcun 'riconoscimento di una coppia gay' da parte dell'Ufficio di Presidenza della Camera in merito all'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Non s' fatto che estendere ai parlamentari la disciplina gi prevista per i dipendenti della Camera dei deputati fin dal 2001, in base alla quale il beneficio pu essere esteso 'ad altra persona convivente con il dipendente da almeno tre anni'''.

''Ci siamo mossi, cio, nel senso di riconoscere un rapporto di tipo solidaristico ed affettivo, indipendentemente dal fatto che si tratti di persone dello stesso sesso o di sesso diverso. Va aggiunto, inoltre, che abbiamo regolamentato la gestione di un fondo assicurativo integrativo che i parlamentari e i dipendenti sostengono autonomamente con contributi mensili'', sottolinea l'esponente del Pdl.

''La decisione di oggi, pertanto, non ha alcun valore normativo di carattere generale n costituisce un precedente rispetto alla discussione in corso sulle forme di riconoscimento e tutela delle varie forme di convivenza. Il dibattito sul punto si svilupper, come ovvio, nelle sedi opportune, e cio nelle Commissioni e in Aula'', conclude.


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