Carlo Rubbia, il fisico delle particelle

ultimo aggiornamento: 30 agosto, ore 13:35
Roma - (Adnkronos) - Premio Nobel nel 1984 per aver scoperto un anno prima le particelle che sono responsabili dell'interazione debole, ha ora ideato un motore (il progetto 242) che usando solo 2,5 kg di americio 242 pu portare un'astronave fino a Marte in un tempo molto minore degli attuali propulsori


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Roma, 30 ago. - (Adnkronos) - In un'ideale 'staffetta' fra scienziati, Carlo Rubbia - oggi nominato senatore a vita - va a occupare il posto lasciato vuoto dalla scomparsa, lo scorso 30 dicembre, di Rita Levi-Montalcini, altro premio Nobel.

La nomina giunge a coronamento di una carriera lunga e ricca di riconoscimenti per Rubbia, nato a Gorizia il 31 marzo 1934. Figlio di un ingegnere elettronico e di una maestra di scuola elementare, alla fine della seconda guerra mondiale lascia la citt natale: curiosamente, fallisce l'esame di selezione per entrare alla Normale di Pisa (dove risulta undicesimo su dieci posti disponibili) e si iscrive ad ingegneria al Politecnico di Milano.

Tuttavia riesce in seguito a entrare alla Scuola Normale di Pisa - grazie a un posto rimasto vacante - dove si laurea in fisica all'Universit di Pisa nel 1957 con una tesi sui raggi cosmici.

La prima esperienza internazionale presso la Columbia University, dove svolge il suo dottorato conducendo esperimenti sulle interazioni deboli: dopo un intervallo in Italia all'Universit di Roma della Sapienza, dal 1960 svolge la sua attivit di ricerca al CERN di Ginevra, il pi grande laboratorio nel mondo per la fisica delle alte energie, di cui sar Direttore generale dal 1989 al 1994 con ricerche inerenti alla fisica delle particelle elementari, completando esperimenti sulle interazioni deboli al sincrociclotrone, al protosincrotrone e in seguito al collisionatore di fasci protonici.

La fama internazionale arriva dall'esperimento con cui nel 1983 scopre le particelle che sono responsabili dell'interazione debole, cio i bosoni vettoriali W+, W? e Z, confermando anche la teoria dell'unificazione della forza elettromagnetica e della interazione debole nella forza elettrodebole.

Nel 1984, ad appena un anno dalla scoperta, riceve insieme all'olandese Simon van der Meer il Premio Nobel per la fisica. Rubbia, che vanta 32 Lauree Honoris Causa tra cui quelle della Carnegie Mellon University e di Oxford - ha ricoperto incarichi fra l'altro presso la Harvard University e l'Universita' di Pavia. Dal 1986 al 1994 stato inoltre Presidente del Laboratorio di Luce di Sincrotrone di Trieste.

A 65 anni, nel 1999, arriva la nomina a presidente dell'ENEA, carica abbandonata nel luglio 2005 a seguito di una forte polemica con il governo Berlusconi: infatti, a seguito di ripetuti contrasti con il consiglio di amministrazione dell'ENEA, lo scienziato aveva criticato l'esecutivo lamentando in una lettera ai giornali "l'umiliazione che la ricerca in Italia sta subendo".

Ne segu il commissariamento dell'ente, con la nomina di Luigi Paganetto, docente di Economia a Torvergata. Nel 2007 viene nominato membro Gruppo dei Consiglieri in materia di Energia e Cambiamenti Climatici. istituito dal Presidente dell'Unione Europea Barroso.

Durante il secondo governo Prodi diventa Presidente della task-force sulle energie rinnovabili presso il Ministero dell'Ambiente dal secondo governo Prodi e nel 2008 consigliere speciale per l'energia presso la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'America Latina.

Socio onorario nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei, della Pontificia Accademia delle Scienze, della National Academy of Sciences americana, dell'Accademia Russa delle Scienze, della Royal Society e di numerose altre accademie europee e americane, Rubbia ha ricevuto anche l'onore di vedersi intestato un asteroide, l'8398 Rubbia. Le sue ricerche pi recenti vertono sulla stabilit del protone, della fissione, della fusione nucleare controllata; Rubbia ha infatti ideato un motore (il progetto 242) che usando solo 2,5 kg di americio 242 pu portare un'astronave fino a Marte in un tempo molto minore degli attuali propulsori.


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