Strappo del Pdl, Monti in bilico

ultimo aggiornamento: 07 dicembre, ore 08:31
Roma - (Adnkronos/Ign) - Astensione su due voti di fiducia, sul dl Sviluppo e su dl enti locali dopo che il ministro Passera aveva bocciato un ritorno in campo di Berlusconi. Napolitano: "No a fine convulsa delle legislatura". Monti: ''Attendo le valutazioni del capo dello Stato. Abbiamo messo in sicurezza l'Italia''. Vertice Pdl a Palazzo Grazioli. Crosetto lascia gli studi de 'La7': ''Giorno di scelte importanti non da fare in tv''. Rischio crisi gela i mercati: gi Piazza Affari, risale lo spread


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 0    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 6 dic. (Adnkronos/Ign) - Aria di crisi per il governo con il Pdl che a distanza di poche ore si astiene su due voti di fiducia, prima al Senato, poi alla Camera. La decisione del centrodestra segue le parole del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che aveva bocciato un ritorno di Berlusconi in campo definendolo "non un bene per l'Italia''.

Il primo strappo avviene a Palazzo Madama sul dl Sviluppo. il capogruppo Maurizio Gasparri a segnare il "passaggio del nostro gruppo a una posizione di astensione nei confronti del governo" disertando il voto "pur consentendo il mantenimento del numero legale". Il dl passa lo stesso ma con soli 127 s (su una maggioranza di 84), 17 no e 23 astenuti per la scelta di non votare della maggior parte dei senatori Pdl.

Quindi tocca alla Camera con l'annuncio del capogruppo Fabrizio Cicchitto di un bis sul dl Enti locali: "Abbiamo deciso di astenerci sul voto di fiducia richiesto dal governo per marcare la nostra posizione fortemente critica sulla sua politica economica''.

Il governo incassa la fiducia con 281 voti favorevoli, 77 contrari e 180 astenuti. L'esecutivo, quindi, sotto la maggioranza di 316 anche alla Camera.

Il Pd insorge accusando il centrodestra di comportamento irresponsabile. "Non abbiamo nessuna paura del voto - avverte Bersani - ma davanti al mondo non possiamo dare l'idea di un Paese che non ha solidit". Comunque, dice il candidato premier del centrosinistra, "se la posizione del Pdl" che si esplicitata questa mattina al Senato ''verr confermata, il presidente Napolitano trover modi e forme per chiudere questa vicenda nel modo pi ordinato possibile''.

E poco dopo Napolitano interviene richiamando tutti a "cooperare responsabilmente a una ordinata, non precipitosa e convulsa conclusione della legislatura e dell'esperienza di governo avviata nel novembre 2011". Per il capo dello Stato la tenuta istituzionale del Paese " fuori questione".

"Sappiamo - ricorda il capo dello Stato - che la imminente conclusione della legislatura, e quindi l'avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento, stanno suscitando crescenti tensioni tra le forze politiche, da oltre un anno impegnatesi nel sostenere un governo cui non partecipassero esponenti dei partiti. Ci sono tensioni politiche pre-elettorali che anche fuori d'Italia possono essere comprese senza suscitare allarmi sulla tenuta istituzionale del nostro Paese". "Questa tenuta - sottolinea Napolitano - fuori questione, ho il dovere di riaffermarlo pubblicamente e mi sento in grado di farlo''.

Lo scontro pi duro si consuma durante le dichiarazioni di voto a Montecitorio con il capogruppo Pd Franceschini che va all'attacco accusando il Pdl di scaricare "i problemi interni sugli italiani". "Stiamo dando al mondo un pericolosissimo segnale di instabilit e incertezza. Basta vedere l'andamento dello spread". "Nella storia del Parlamento - sottolinea l'ex leader Pd - un grande partito toglie la fiducia al governo senza spiegare il perch. Evidentemente arrivato un ordine nella notte. Non posso credere che siano state le parole di Passera. E' un pretesto. E non voglio credere che la ragione sia bloccare il decreto del governo sull'incandidabilit (approvato nel frattempo dal governo, ndr) e non voglio neanche credere che questo passo verso la crisi sia per tenersi la comodit della nomina nelle liste bloccate del Porcellum".

Un appello ai deputati Pdl arriva invece dal leader Udc Casini. "Spero - dice - in un sussulto di dignit". A confermare la fiducia c' anche l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini, insieme ad Alfredo Mantovano, Gennaro Malgieri, Giuliano Cazzola e Carla Castellani.

"Come un anno fa ritengo che gli ideali del popolarismo europeo ci impongano di sostenere il governo Monti - le parole di Frattini - Non mi sento oggi di cambiare idea. Non mi sento di seguire l'indicazione del gruppo. La mia visione europea ed europeista, mi impedisce di alimentare una fase di instabilit e di rischio per il nostro Paese''.

Il presidente del Consiglio, intanto, ''non ha in programma nessun passo e, come credo di avere detto pi di una volta, attendo di conoscere le valutazioni del Capo dello Stato". Le sue valutazioni, rimarca Monti, ''hanno grande peso nella formazione di un orientamento del presidente del Consiglio e possono avere addirittura un peso decisivo a seconda di quali sono. Non mi sembra utile anticipare da parte mia singole riflessioni individuali, non sono in grado di dare precisi indirizzi quantitativi alla massima carica dello Stato che segue questi temi con grande e solerte partecipazione, intanto facciamo il nostro normale lavoro, che non ci manca".

E a chi gli chiede se le parole del collega di governo di questa mattina sulla decisione di Silvio Berlusconi di ricandidarsi a premier, siano state oggetto di confronto Monti risponde che pu capitare di esprimere dichiarazioni "pi felici o meno felici", in ogni caso "bisogna sempre considerare il contesto" e comunque quelle rilasciate oggi dal ministro per lo Sviluppo Corrado Passera non sono "suscettibili di critiche".


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
tutte le notizie di Politica
commenta commenta 0    invia    stampa