Esperto svizzero: ''Berlusconi? Referendum bloccherebbe tutto''

ultimo aggiornamento: 03 febbraio, ore 17:21
Roma - (Adnkronos) L'ex procuratore di Lugano Bernasconi, e autore legge antiriclaggio, sulla proposta del Cavaliere di restituire l'Imu, con i soldi provenienti da un accordo fiscale con la Svizzera


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Roma, 3 feb. (Adnkronos) - "Nessuno al mondo in grado di calcolare" l'ammontare di quanto frutterebbe all'Italia un accordo fiscale con la Svizzera e comunque vi il rischio che questo venga bloccato da una richiesta di referendum che ritarderebbe il flusso "di almeno quattro o cinque anni". A dirlo all'Adnkronos l'avvocato e notaio svizzero Paolo Bernasconi, ex procuratore a Lugano e autore della legge elvetica antiriclaggio, raggiunto al telefono per un commento sulla proposta di Silvio Berlusconi di restituire l'Imu finanziando l'iniziativa con i proventi di un accordo fiscale con la Svizzera.

"Per prima cosa vorrei ricordare che il governo Berlusconi stato per anni ferocemente avversario di questo tipo di accordi per molti motivi", esordisce Bernasconi. "Nel frattempo -aggiunge- in questi anni in Svizzera maturata un'opposizione popolare che ha portato ad una richiesta di referendum contro lo stesso accordo con la Germania, l'Austria e la Gran Bretagna, per la quale sono state raccolte le centomile firme necessarie". "Se si facesse l'accordo con l'Italia -argomenta l'avvocato- ci sarebbe un'altra raccolta di firme con una successiva votazione popolare dall'esito quanto mai incerto, che comunque ritarderebbe il flusso desiderato da Berlusconi di almeno quattro o cinque anni".

Bernasconi sottolinea inoltre che "nessuno in questo mondo in grado di calcolare l'ammontare del ritorno" di un eventuale accordo con la Svizzera, perch questo dipende "dalla aliquota della imposta liberatoria" che verr concordata. Inoltre, nota ancora l'avvocato, "la Svizzera chiede in cambio di questo accordo l'accesso per le banche svizzere al mercato bancario italiano, richiesta che l'Abi notoriamente respinge".


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