Kyenge: ''Sono nera e ne sono fiera. L'Italia non razzista, gi i muri''

Il presidente Giorgio Napolitano con il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge (foto Quirinale)Il presidente Giorgio Napolitano con il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge (foto Quirinale)
ultimo aggiornamento: 03 maggio, ore 17:50
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Integrazione: ''Non sono di colore, bisogna imparare a usare la terminologia giusta per chiamare le persone''. Letta-Alfano: ''Fieri di averla nel governo'' (VIDEO)


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Roma, 3 mag. (Adnkronos/Ign) - "Non sono di colore ma sono nera e lo dico con fierezza. Bisogna imparare a usare la terminologia giusta per chiamare le persone". Cos il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge ha aperto la sua prima conferenza stampa, oggi a Roma, sottolineando l'importanza della giornata di oggi in cui si celebra la libert di informazione, e ha richiamato i principi della 'Carta di Roma'.

"Sono nera, italo-congolese - ha aggiunto la ministra, come lei stessa si definita - appartengo a due paesi e a due culture che sono entrambe dentro di me. Non posso definirmi completamente italiana n completamente congolese, ma proprio questa l'importanza della diversit". Kyenge ha infatti ribadito pi volte che "la diversit una risorsa, un'occasione di arricchimento per l'altro".

Il ministro dell'Integrazione ha poi detto che agli attacchi razzisti rivolti contro di lei "sta rispondendo l'atteggiamento e la solidariet che arriva dagli italiani", sottolineando che "non importante la mia risposta ma quella che d il paese. E l'Italia non un paese razzista, ma ha una tradizione e una cultura dell'accoglienza, dell'ospitalit verso l'altro".

Secondo Kyenge la risposta dei cittadini il vero termometro per misurare il paese e "per far capire che non esiste solo l'Italia di chi accusa o di chi urla pi forte. E lo stanno dimostrando le attestazioni di solidariet che mi sono arrivate non solo dalle istituzioni ma soprattutto dai cittadini". Per il ministro il razzismo nasce dalla "paura e dalla non conoscenza dell'altro e delle altre culture". Per questo "bisogna abbattere i muri che ci dividono. Ce l'ha insegnato il terremoto che ha colpito la mia regione, l'Emilia Romagna: sono caduti i muri per le scosse e abbiamo dovuto mescolarci, conoscerci, aiutarci. Abbiamo creato una nuova forma di convivenza dove non esistevano differenze. E' da qui che bisogna ripartire". E "l'integrazione comincia gi sui banchi di scuola, e si estende a tutti i settori, dove ognuno deve fare la propria parte per un cambiamento culturale rispetto alla 'diversit come ricchezza'".

Kyenge ha parlato anche della violenza sulle donne che ''non ha colore, non appartiene a un'etnia, ma riguarda tutti, non solo gli italiani o solo gli immigrati. Bisogna promuovere leggi che condannano la violenza e il femminicidio, a partire dalla ratifica della Convenzione di Istanbul".

Poi la cittadinanza. "Bisogna sicuramente dare risposta ai tanti figli di stranieri che nascono e crescono in Italia ma non hanno un'identit" ha affermato il ministro dell'Integrazione, convinta che si possano "cambiare le cose attraverso un percorso condiviso, modificando innanzitutto il linguaggio e l'approccio verso queste persone". Quanto a una legge sul riconoscimento della cittadinanza, "siamo una squadra" e ad essa spetter affrontare il tema.

''Cecile Kyenge 'fiera di essere nera' e noi siamo fieri di averla nel nostro governo come ministro per l'Integrazione - si legge in una dichiarazione congiunta del premier Enrico Letta e del vicepremier Angelino Alfano - A fronte degli attacchi razzisti che ha ricevuto, a lei va, anche pubblicamente, la nostra piena solidariet''.

''Come sottolineato in sede di insediamento dell'esecutivo alle Camere, bisogna fare tesoro della voglia di fare dei nuovi italiani, e la presenza di Cecile Kyenge nel governo riteniamo dia una nuova concezione del 'confine', che da barriera diventa speranza. La speranza di costruire, a partire da scuole e universit, una vera comunit dell'integrazione'', concludono Letta e Alfano.


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