Napolitano scioglie le Camere

ultimo aggiornamento: 22 dicembre, ore 21:42
Roma - (Adnkronos) - Al voto il 24 e il 25 febbraio. La prima riunione delle nuove Camere il 15 marzo. Venerd le dimissioni del premier. Conferenza domenica alle 11: ''Dar la mia visione sul Paese''. Pd: ''Ora fase nuova''. Pdl: ''Resti neutrale''. Casini: ''Con lui qualunque sia la scelta". Ingroia: "Entro l'anno decido se candidarmi". Berlusconi 'a tutto video', in tv anche la vigilia. Usigrai: fermatelo


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Roma 22 dic (Adnkronos) - Il segretario generale del Quirinale, Donato Marra, ha annunciato che il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha firmato il decreto di scioglimento delle Camere.

Il Presidente della Repubblica, si legge in una nota del Quirinale, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

"La strada era gi segnata, non esisteva alcuno spazio per ulteriori sviluppi in sede parlamentare" ha sottolineato il presidente, incontrando brevemente la stampa al Quirinale.

"Era una strada gi segnata, dunque, e percorsa con eccezionale impegno dalle Camere. N esisteva spazio per sviluppi in sede parlamentare: avevamo solo il tempo per approvare la legge di stabilit e ci avviavamo verso elezioni a met febbraio. Lo scioglimento della legislatura appariva inevitabile". Il capo dello Stato si augurato che la campagna elettorale "sia condotta con misura e spirito competitivo ma costruttivo, come la situazione esige".

Napolitano ha firmato anche il decreto di convocazione dei comizi elettorali: si voter il 24 e 25 febbraio per l'elezione di Camera e Senato. La prima riunione delle nuove Camere fissata per il 15 marzo.

Il Capo dello Stato ha ricevuto alle 18 al Quirinale il presidente del Consiglio Mario Monti, accompagnato dal sottosegretario alla Presidenza Antonio Catrical. Monti ha controfirmato il decreto di scioglimento delle Camere e ha presentato a Napolitano per la firma il decreto di convocazione dei comizi elettorali, quello per la prima riunione del nuovo Parlamento, il decreto di assegnazione alle Regioni del territorio nazionale e alle ripartizioni della circoscrizione Estero del numero dei seggi spettanti per l'elezione del Senato; il decreto di assegnazione alle circoscrizioni elettorali del territorio nazionale e alle ripartizioni della circoscrizione Estero del numero dei seggi spettanti per l'elezione della Camera.

Si cos conclusa la giornata delle consultazioni con i gruppi parlamentari, iniziata questa mattina alle 10, seguite alle dimissioni del presidente del Consiglio Mario Monti. Nel pomeriggio, verso le 16:30, il presidente della Camera Gianfranco Fini stato ricevuto da Napolitano. Prima di lui anche il presidente del Senato stato a colloquio con il capo dello Stato per circa mezz'ora e poi uscito senza rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Per il Pdl Monti deve mantenere il profilo di neutralit e terziet ''in una fase di confronto politico delicata e importante come quella attuale'', questa la richiesta avanzata a Giorgio Napolitano dai capigruppo Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri nei 20 minuti di colloquio con il Capo dello Stato. Cicchitto ha ricordato come non sia stato il Pdl a sfiduciare Monti: ''Da parte nostra - ha spiegato - sono stati mossi rilievi di merito, ma non abbiamo certo presentato una mozione di sfiducia''. Ora, ha sottolineato, ''andando verso le elezioni, il governo tecnico e Monti dovranno mantenere una collocazione al di fuori delle parti''. Stesso concetto espresso da Gasparri, secondio il quale '' indispensabile che il governo mantenga un profilo tecnico, di terziet e imparzialit, sopratutto in una fase in cui al centro deve esserci il confronto politico sui contenuti''.

Il Pd ringrazia il premier ma chiede una nuova fase. L'Italia ''dopo i sacrifici sostenuti merita una seconda fase con politiche progressiste e riformiste basate su un semplice principio: chi ha di pi deve mettere di pi a disposizione della comunit'', ha detto Dario Franceschini al termine del colloquio di circa venti minuti con Napolitano insieme ad Anna Finocchiaro. ''Vogliamo ringraziare il presidente Napolitano - ha scandito il capogruppo alla Camera - per il modo straordinario con cui ha esercitato l'ultimo anno del suo mandato, accompagnando il paese in un percorso difficile, in uno scenario inedito''. Franceschini ha voluto sottolineare come il Pd, fin dal primo giorno, sia stato leale nei confronti del governo: ''Abbiamo mantenuto l'impegno assunto il giorno dopo aver fatto cadere il governo Berlusconi. Avremmo potuto scegliere la strada comoda delle elezioni, ma invece abbiamo operato nell'interesse del Paese. Abbiamo sostenuto con lealt l'esecutivo, correggendo ogni singola scelta in nome dell'equit e della giustizia sociale, cercando sempre di tutelare le fasce pi deboli''.

L'Udc auspica il proseguimento del lavoro iniziato da Monti. Per non ''vanificare gli sforzi e le riforme che cominceranno ad avere effetti gi dal 2013, occorre continuare con forza e decisione il lavoro svolto dal governo Monti'', ha detto al capo dello Stato Gian Luca Galletti ribadendo come per i centristi sia indispensabile insistere con l'agenda Monti. ''Abbiamo espresso al Capo dello Stato - ha spiegato - la nostra soddisfazione per il lavoro svolto n questo anno dal governo. Da parte nostra giunto un contributo determinante per il lavoro dell'esecutivo che ora non dovr essere interrotto''. Al Quirinale con Galletti, anche il capogruppo al Senato, Giampiero D'Alia, in rappresenza anche delle autonomie.

Anche il Terzo polo chiede di non tradire "l'impegno e i risultati ottenuti dal governo Monti'', qualunque sia quello che verr dopo. A chiederlo a Napolitano stato il leader di Api e presidente del Gruppo per il Terzo polo al Senato, Francesco Rutelli. ''Abbiamo espresso tutto il nostro apprezzamento - ha aggiunto Rutelli al termine del colloquio - per il comportamento ineccepibile del presidente della Repubblica, che ha mostrato saggezza, euquilibrio e rapidit nel percorso che sta portando il paese verso le elezioni''. Fli evidenzia un bilancio ''indiscutibilmente positivo'' per l'anno di governo Monti. ''I sacrifici compiuti dagli italiani - ha sottolineato Benedetto Della Vedova - segnano comunque un bilancio positivo del lavoro dell'esecutivo, considerando dove era 12 mesi fa l'Italia e dove oggi. Tutto questo non evapori ora in una campagna elettorale come quelle di 20 anni fa''. L'esponente finiano ha voluto inoltre ringraziare il presidente della Repubblica ''per come ha gestito questa crisi e gli ultimi, difficili, 12 mesi del paese''.

Per la Lega le dimissioni di Monti ''sono una buona notizia per tutti i cittadini, specialmente sotto Natale'', ha detto il capogruppo alla Camera Gianpaolo Dozzo esprimendo soddisfazione per la fine dell'esperienza del governo tecnico. ''Ringraziamo il presidente Napolitano per quello che ha fatto, ma soprattutto - ha aggiunto - siamo contenti che Monti abbia lasciato perch in un anno ha causato parecchi problemi al Paese''. Ora la Lega pronta alla campagna elettorale, ha detto il capogruppo al Senato, Federico Bricolo: ''Se la data per andare a votare sar quella del 24 febbraio, per noi va bene. Basta con le polemiche di palazzo, vogliamo andare sul territorio per presentare il nostro programma agli elettori''.

A chiedere che Mario Monti ''mantenga quel ruolo di terziet che ha fin qui avuto alla guida del governo tecnico'' sono stati invece Popolo e territorio e Coesione nazionale, rappresentati da Silvano Moffa e Pasquele Viespoli. ''Al Presidente abbiamo chiesto -ha riferito Moffa- che da parte di tutti vi sia un chiarimento, dovuto anche agli italiani. Se Monti manterr il ruolo di terziet fin qui avuto, pu rimanere in carica per condurre con assoluta garanzia la fase elettorale''. Moffa e Viespoli hanno espresso ''grande apprezzamento per il lavoro svolto dal Presidente della Repubblica in una legislatura molto particolare. Un ruolo che sar ancor pi consistente e proficuo in questa fase. Al tempo stesso - ha detto Viespoli - il nostro apprezzamento va a Napolitano per avere, nel corso del settennato, profuso grande impegno per l'unit nazionale e per la dignit del Paese a livello internazionale''.

L'Idv ha chiesto invece a Giorgio Napolitano di 'salvare' le firme fin qui raccolte dai dipietristi sui referendum sul lavoro e sulla ''casta', a rischio per la fine della legislatura. ''Abbiamo manifestato al Presidente - ha spiegato il capogruppo al Senato, Felice Belisario - la nostra preoccupazione per le firme sui nostri referendum, chiedendo di farle salve. Diversamente, il comitato promotore sarebbe costretto a ricorrere dinanzi alla Consulta. Il Presidente ci ha risposto che si sarebbe interessato della questione''. Quanto a Monti, ''avremmo preferito che avesse spiegato in Parlamento le ragioni delle sue dimissioni. Cos purtroppo non stato'', ha detto Belisario.

La mattinata di consultazioni si conclusa con la delegazione del Gruppo misto di Camera e Senato secondo cui il nuovo governo dovr operare "in continuit con l'azione di Monti", hanno detto Giovanni Pistorio e Aurelio Misiti. "Il rigore e l'equit che hanno caratterizzato l'operato del governo Monti dovranno ispirare anche l'azione del nuovo esecutivo, con l'obiettivo di sviluppare ancora di pi crescita e garantire giustizia sociale. Per questo -ha detto Pistorio- auspichiamo che si formi un'area politica che dia corpo a queste prospettive".


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