Pdl spaccato, Berlusconi: ''Fiducia? Scelta travagliata''. Nuovo gruppo alla Camera

Berlusconi (Adnkronos)Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 02 ottobre, ore 21:58
Roma - (Adnkronos) - La richiesta depositata da Cicchitto. Dissidenti in fibrillazione nonostante il 'cambio di rotta' del Cavaliere. Formigoni: ''Siamo 25 alla Camera e 25 al Senato''. Pd: ''Al di l delle operazioni furbette, nata una nuova maggioranza''. Dal Senato sostegno all'esecutivo. Letta: "L'Italia corre un rischio fatale". M5S presenta mozione di sfiducia. La ex stellata De Pin annuncia la fiducia, minacce e gridadai 5S: "Venduta". Colle: "Chiarimento per un esecutivo non precario". Siglato patto Letta-Renzi: ''Prevalga l'interesse del Paese''


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Roma, 2 ott. (Adnkronos) - Pdl nel caos nel giorno del s alla fiducia al governo di Enrico Letta. Nonostante il 'cambio di rotta' di Silvio Berlusconi, che a sorpresa ha annunciato in Aula al Senato il sostegno all'esecutivo, la spaccatura nel Pdl non sembra sanarsi.

Alla Camera al via un nuovo gruppo parlamentare, la cui richiesta di formazione stata depositata oggi da Fabrizio Cicchitto, si sa che per adesso stata sottoscritta da dodici deputati ex Pdl e che, secondo quanto stato comunicato nel corso della conferenza dei capigruppo, saliranno a 26 componenti.

Non ci sono ancora conferme sul nome che avr il nuovo gruppo costituito dagli alfaniani alla Camera. Il senatore Roberto Formigoni , tra i frondisti irriducibili, propone il nome 'I popolari' sia alla Camera sia al Senato. ''Ci riuniremo '' e ''vediamo cosa si decider", spiega. ''Siamo 25 alla Camera e 25 al Senato'', annuncia poi. A palazzo Madama ''credo che cresceremo'' aggiunge l'ex governatore della Lombardia. Intanto, a quanto si apprende, si starebbero raccogliendo le firme tra gli azzurri della prima ora per dare vita al gruppo Fi-Pdl, come contromossa.

E scintille tra le due fazioni sono nate nell'Aula della Camera quando a titolo personale in serata ha preso la parola Fabrizio Cicchitto. "Alfano ha rappresentato per tutti noi una linea politica che risultata vincente rispetto alle contraddizioni che si erano manifestate". L'ex capogruppo del Pdl di Montecitorio, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo, spiega: "Quello che avvenuto nel corso di questi giorni -ha detto riferendosi allo 'strappo' consumato da una parte del Pdl- qualcosa di profondo e significativo". "Ormai nella personalizzazione dello scontro politico, esistono dei nomi che rappresentano un'ipotesi politica. Il nome di Alfano rappresenta per molti di noi, il tentativo per costruire un centro destra del futuro, che si misura con i grandi partiti di centro destra europei e che vede come modello terminale, come sbocco, il confronto tra la Dc e i socialdemocratici come avvenuto in Germania. Il suo monito di ieri -ha concluso il presidente della commissione Esteri- stato decisivo per il voto di fiducia al governo".

Parole che sono state duramente criticate da Dniela Santanch: ""Forse ha perso la memoria. Il leader del centrodestra lo hanno gi deciso gli elettori. E si chiama Silvio Berlusconi". Critica anche la deputata del Pdl e sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Michaela Biancofiore: "Sono sinceramente allibita dall'aver appreso dalla presidente della Camera Laura Boldrini, del costituendo neo gruppo dell'ex quinquennale presidente del gruppo Pdl".

Secondo quanto ricostruito, prima della decisione di Berlusconi con il via libera al governo, al Senato si era lavorato per tutta la mattina a una 'nuova' maggioranza di governo e un documento per la fiducia a Letta sarebbe stato firmato 23 senatori Pdl e Gal. ''Non c' una nuova maggioranza, perch questa la maggioranza che ha voluto Letta, c' un governo pi forte'', ha chiarito il ministro Maurizio Lupi .

Ma cerca di gettare acqua sul fuoco lo stesso Berlusconi, che ha convocato per la serata i suoi uomini.

Ai giornalisti che gli chiedevano se la scelta di votare la fiducia al governo fosse un passo indietro, ha risposto: "Non c' stata nessuna marcia indietro". Poi, vicino all'ingresso principale del Senato, stato contestato da un nutrito gruppo di persone dietro le transenne: ''Vai via, vai via! Buffone, buffone!''. Spiegando la scelta di votare s alla fiducia, ha dichiarato: ''Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Letta , abbiamo ascoltato i suoi impegni. Mettendo insieme tutte queste aspettative, il fatto che l'Italia ha bisogno di un governo e di riforme, abbiamo deciso, non senza interno travaglio, di esprimere un voto di fiducia''. Soprattutto, ha aggiunto, per il ''fatto che l'Italia ha bisogno di un governo che possa produrre quelle riforme di cui il Paese ha bisogno per modernizzarsi''.

Infine, ai cronisti che gli domandavano se abbia intenzione di dimettersi da senatore, Berlusconi ha risposto: "Assolutamente no".


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