Il saluto di Montecitorio al popolare conduttore televisivo

Barbareschi ricorda Vianello alla Camera: ''Muore un signore dello spettacolo''

Luca Barbareschi (Adnkronos)  Luca Barbareschi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 15 aprile, ore 15:39
Roma - (Adnkronos) - Un applauso dai banchi dell'emiciclo ha accompagnato le parole dell'attore deputato del Pdl: ''Ha rappresentato un pezzo della storia di questo Paese, la sua signorilit e compostezza oggi assenti nel mondo patinato dei vip''
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Roma, 15 apr. (Adnkronos) - Luca Barbareschi ha ricordato in aula alla Camera la figura del ''signore della televisione'' Raimondo Vianello. Il deputato del Pdl ha parlato da collega, ma anche da rappresentante delle istituzioni, chiedendo all'Assemblea di Montecitorio di rivolgere un saluto al popolare attore e conduttore televisivo. Un applauso dai banchi dell'emiciclo ha accompagnato le parole di Barbareschi.

Raimondo Vianello, ha ricordato tra l'altro Barbareschi, ha rappresentato "un pezzo della storia di questo Paese, un grande attore, un uomo che ci ha accompagnato dalla nascita della televisone ad oggi con grande eleganza, con grande intelligenza", dimostrando che "si pu fare spettacolo senza prendere posizioni politiche. Insieme a Tognazzi il tipo di spettacolo che ha fatto dell'Italia un Paese pi raffinato e che forse dovrebbe oggi riprendere come modello".

"Dire che per me Raimondo stato un padre professionale talmente vero da risultare riduttivo - afferma Barbareschi -. Sandra Mondaini, alla quale esprimo tutta la mia vicinanza e la mia costernazione per tanta perdita, era cos amica di mia madre che con lei mi port per la prima volta a Fregene. Raimondo e Sandra hanno rappresentato nella mia vita il mio primo contatto col mondo dello spettacolo".

"La mia amicizia nei confronti di Raimondo - ha proseguito l'attore - non ha mai conosciuto zone d'ombra, essendosi anzi sempre rafforzata, alimentata come era da stima e affetto assolutamente puri disinteressati e reciproci. Sabato non potr non essere a Milano per l'ultimo saluto a Raimondo, a questo uomo che stato una pietra miliare nella storia della nostra televisione e, attraverso essa, di tanti milioni di italiani".

"Non omnis moriar, scriveva Orazio: anche lui sicuramente non del tutto morto - conclude Barbareschi -. Di lui ci resteranno per sempre, a testimonianza della sua grandezza, i suoi film, le sue comparse televisive, le sue gags, la sua signorilit e compostezza, oggi cos assenti nel mondo falsamente patinato dei vip, avulso come era da ogni spasmodico desiderio di sovraesposizione, scevro da pettegolezzi, scandali ed inciuci".

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