Cinema: 'Tornando a casa per natale', dalla Norvegia l'anti-cinepanettone

ultimo aggiornamento: 26 novembre, ore 18:12

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Roma, 26 nov. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Il Natale come punto di partenza. E intorno ''una riflessione sul concetto di casa, ma soprattutto di famiglia, che parte dal locale per abbracciare l'universale''. Queste le parole con cui il regista norvegese Bent Hamer (Kitchen Stories, Factotum) descrive il suo ultimo film, Tornando a casa per Natale (Home for Christmas) tratto da una raccolta di racconti del connazionale Levi Henriksen, intitolata Only soft presents upon the tree.

Sei storie - anche se il libro ne contiene dodici - ambientate in una cittadina non meglio precisata, nella cornice della notte di Natale, per l'appunto. Un affresco corale, in sala in 15 copie dal 3 dicembre con Bolero Film, in cui prendono vita personaggi di varia estrazione sociale e nazionalita', isolati ed in qualche modo ai margini, alle prese con situazioni familiari estreme.

Sulla festivita' cristiana, il regista confessa: ''Io non sono religioso, pertanto ho un atteggiamento ambivalente: apprezzo la gioia del ritrovarsi insieme ai propri cari, ma al tempo stesso trovo che il consumismo ed il materialismo siano, al giorno d'oggi, dilaganti''. La stessa ambiguita' che nel film viene generata dal forte contrasto tra l'idea di nido e quella di solitudine. Una solitudine di cui il regista si e' servito, per descrivere le emozioni dei personaggi: ''Quando si e' soli si e' piu' portati a tirare fuori cio' che si ha dentro''.


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