Compie 100 anni Giuseppe Aldo Rossi, 'pap' del Tenente Sheridan

ultimo aggiornamento: 04 giugno, ore 14:24
Roma - (Adnkronos) - Lo sceneggiatore, noto anche come 'Zoroastro' fra gli appassionati di enigmistica classica, racconta all'Adnkronos il successo al fianco di Ubaldo Lay: "Era un'epoca felice"


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 0    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 4 giu. (Adnkronos) - Compir 100 anni gioved prossimo il pap del Tenente Sheridan, lo sceneggiatore Giuseppe Aldo Rossi, nato a Roma il 6 giugno 1913, che fra televisione radio ha all'attivo oltre 150 programmi fra i quali spiccano appunto le serie tv dedicate al Tenente Sheridan dalla Rai fra il 1959 ed il 1967, firmate insieme a Mario Casacci e Alberto Ciambricco, interpretate da Ubaldo Lay: "Avemmo successo, era una epoca felice", dice oggi all'Adnkronos Rossi che si prepara a festeggiare con amici e parenti il suo centesimo compleanno.

"Fu Ubaldo Lay a tenere coesa la nostra squadra di sceneggiatori, era stato lui a chiamarci; all'epoca non era particolarmente noto come attore, era la voce d'oro della radio, aveva un volto molto 'americano' e ci mise pochissimo a calarsi nell'impermeabile del Tenente Sheridan. Allora era tutto diverso, giravamo rigorosamente in studio, spesso si andava in diretta e di alcune puntate non esistono neache registrazioni", ricorda Rossi.

Il Tenente Sheridan, che prosegu la sua avventura televisiva fino all'inizio degli anni '70 ma senza pi Rossi in squadra, fu il primo poliziesco televisivo italiano, avvio di grande successo per il genere che come ultima star ha il Commissario Montalbano creato da Andrea Camilleri: "I nostri erano gialli a enigma, con l'azione che proponeva il problema da risolvere, il colpevole da trovare, si interrompeva, lasciava spazio all'ipotesi di soluzione e poi riprendeva per offrire la soluzione. I libri di Montalbano, all'inizio erano dei romanzi con un levissimo mistero poliziesco. Il successo televisivo si deve soprattutto alla bravura dell'interprete, Zingaretti", afferma Rossi.

Oltre che lunga, la vita di Rossi doppia, ma sempre seguendo il filo rosso dell'enigma: lo sceneggiatore, infatti, noto anche come 'Zoroastro' fra gli appassionati di enigmistica classica, materia della quale si definisce senza falsa modestia "forse il maggiore esperto italiano". Non a caso ha diretto la rivista di enigmistica classica 'Il Labirinto' ed autore di molti volumi sulla materia, fra i quali 'Storia dell'enigmistica', 'Le parole. Vita, morte e miracoli', 'Enigmistica' e 'Dizionario Enciclopedico di enigmistica e Ludolinguistica'. Linguista prima che enigmista, Rossi "in attesa di pubblicare un volume dal titolo '130 proverbi romaneschi'. Un repertorio di proverbi tutti attribuibili al loro autore o all'evento storico che li ha causati, quindi databili. Ad esempio il modo di dire 'non c'e' trippa per gatti' risale ad Ernesto Nathan, sindaco di Roma dal 1907 al 1913, che scorrendo il bilancio chiese spiegazioni della voce 'frattaglie per gatti' e saputo che si trattava delle spese per l'alimentazione dei gatti che 'difendevano' gli archivi comunali dai topi, disse che era opportuno si nutrissero mangiando i topi che riuscivano a prendere, insomma 'non c' trippa per gatti'". Con tre lauree (in legge, lettere e filosofia) e una vita professionale iniziata da giovanissimo come insegnante di scuola elementare, per poi passare alle aule di liceo e quindi alle cattedre universitarie, collaboratore della Rai fin dal 1950, Rossi spiega la sua longevit con leggerezza ed ironia:"Sono stato fortunato. Certo la fortuna l'ho un po' aiutata non avendo vizi: non ho mai fumato e sono astemio. Purtropo 100 anni arrivano molto presto".


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
TAG
non ci sono tag per questa notizia
tutte le notizie di Spettacolo
commenta commenta 0    invia    stampa