Il testo "pi di pancia 'Non siete Stato voi': il pezzo pi serio che abbia scritto finora"

'Legalize the premier'. Caparezza ciclone eretico su politica e tv

ultimo aggiornamento: 24 febbraio, ore 19:52
Roma - (Adnkronos) - Ironia a tutto campo nel nuovo album del rapper, dai discografici alla fine del mondo. L'artista: ''Amo scardinare i dogmi''. Cliccatissimo su YouTube il video di 'Goodbye Malinconia'


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Roma, 24 feb. (Adnkronos) - 'Il sogno eretico' di Caparezza non risparmia nessuno, a partire dal presidente del Consiglio, cui dedicato un rap-invettiva a ritmo reggae dal titolo esplicito 'Legalize the premier', per proseguire con i rappresentanti istituzionali in generale, nel brano 'Non siete Stato voi'. Ma nel nuovo album il rapper pugliese 37enne prende in giro un po' tutti, dalla tv dei talent e del cinismo alle leggende sulla fine del mondo, compresi i cantanti e i discografici cantati nel dissacrante 'Chi se ne frega della musica'.

Il filone eretico del titolo viene poi sviluppato con ironia nel brano 'Il dito medio di Galileo' e nella canzone-indovinello 'Sono il tuo sogno eretico', in cui le tre strofe sono dedicate a tre celebri eretici (Giovanna D'Arco, Girolamo Savonarola e Giordano Bruno) senza mai nominarli.

Ma il brano destinato a suscitare pi di qualche polemica certamente 'Legalize the premier'. Gi il ministro Gianfranco Rotondi ieri aveva criticato il video di 'Goodbye Malinconia', singolo che ha anticipato l'album, cantato insieme all'ex Spandau Ballet Tony Hadley e dedicato ad un'Italia che va a rotoli da cui fuggono tutti ("Cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga", canta Caparezza) e cliccatissimo su YouTube. Ora il brano sul premier entra a gamba tesa sull'attualit, anche se Michele Salvemini (questo il vero nome del cantautore) chiarisce che "questo, come tutti gli altri brani del disco, stato scritto prima dell'estate: ma di materiale ce n'era in abbondanza gi allora".

Cos, nel brano cantato insieme ad Alborosie, siciliano trapiantato in Jamaica e diventato una celebrity del reggae, Caparezza canta: "Ogni capo deve avere un capo di imputazione". E ancora: "Mi atteggio da messia ma non mi fido di Pietro, io mi fido solo di chi dice: 'Firmo il decreto!'". Fino al verso che sembra un riferimento al sexygate: "Ora che sei castaman hai caste amanti, hai qualche minorenne nei tuoi tanti party".

"Sono abituato alle reazioni politiche - dice Caparezza - perch gi in passato ho toccato argomenti politici e ci sono state reazioni forti. Ma se qualche testo molto duro si deve al fatto che dichiaratamente eretico. Io mi sento eretico nel senso che adoro scardinare i dogmi, siano essi religiosi, politici o sociali. Io la risposta: 'E' cos e basta' la cancellerei per sempre. E poi un artista fa questo: osserva la realt che lo circonda e la imprime come una foto nella musica". Ma i dogmi da confutare non si limitano per Caparezza a Palazzo Chigi: "Un cantante che dice 'Chi se ne frega della musica' dice un'eresia. Ma mi piace scardinare anche il dogma che la musica sia cos importante".

Per Caparezza il brano 'manifesto' dell'album 'Il mio sogno eretico': "Ho voluto rendere omaggio a tre celebri eretici finiti al rogo. Quello a cui sono pi affezionato Giordano Bruno, il pi intellettuale, Savonarola mi assomiglia di meno pi moralista e Giovanna D'Arco troppo scriteriata".

Il testo "pi di pancia dell'album - per stessa ammissione dell'autore - 'Non siete Stato voi': il pezzo pi serio che abbia scritto finora". Un brano che inizia cos: "Non siete Stato voi che parlate di libert come si parla di una notte brava dentro i lupanari. Non siete Stato voi che trascinate la nazione dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari...".

Nel brano 'Il dito medio di Galileo', Caparezza immagina poi a modo suo la vendetta di Galilei. "L'ho scritto dopo aver scoperto che nel museo della scienza di Firenze realmente custodito il dito medio di Galileo, strappato al cadavere dello scienziato durante una riesumazione. Nel pezzo porto in processione questa reliquia laica che, infilata nell'opportuno orifizio, trasforma gli uomini-pecora in uomini e basta. E come se Galileo dicesse: 'Mi avete confinato, mi avete costretto all'abiura, ed ora ti!", spiega il musicista.

In 'Cose che non capisco', il rapper se la prende invece con certa televisione. "Io amo la tv in realt - dice - proprio per questo non amo la banalizzazione. Sono del '73, sono cresciuto con la tv. Ma non mi piace com' diventata, la pochezza intellettuale, l'esibizione della viva privata, gli opinionisti a go go, le liti indotte a scopo Auditel e il fatto che non ci sia pi la musica in tv". E Sanremo? "Non l'ho visto, ho guardato su internet solo Benigni e l'ho trovato grande". E le canzoni in gara? "Per me le canzoni non devono fare gare, le gare lasciamole allo sport", conclude.


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