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Nobel della Letteratura al cinese Mo Yan, lo scrittore di 'Sorgo Rosso'

Lo scrittore Mo Yan (foto Xinhua)  Lo scrittore Mo Yan (foto Xinhua)
ultimo aggiornamento: 11 ottobre, ore 17:04
Stoccolma - (Adnkronos/Ign) Dopo la Medicina, la Chimica e la Fisica, annunciato a Stoccolma il premio più atteso. Tra le sue opere più famose 'Sorgo Rosso', da cui nel 1987 il regista Zhang Yimou trasse l'omonimo film con cui vinse l'Orso d'oro a Berlino


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Stoccolma, 11 ott. - (Adnkronos/Ign) -Va al cinese Mo Yan il Premio Nobel della Letteratura 2012 che ''con il suo realismo allucinatorio narra racconti popolari, storici e contemporanei''. Dopo la Medicina, la Chimica e la Fisica, è così arrivato il premio più atteso, annunciato a Stoccolma dal segretario permanente dell'Accademia Reale Svedese, Peter Englund. Lo scorso anno venne assegnato allo scrittore svedese Tomas Tranströmer.

Mo Yan (pseudonimo di Guan Moye) è nato nel 1955 ed è cresciuto a Gaomi nella provincia di Shandong, nel nord-est della Cina. I suoi genitori erano agricoltori. Tra le sue opere più famose 'Sorgo Rosso', da cui nel 1987 il regista Zhang Yimou trasse l'omonimo film con cui vinse l'Orso d'oro a Berlino. Yan ha anche scritto opere teatrali e sceneggiature cinematografiche, tra le quali ''Il sole ha orecchie'' e ''Addio mia concubina''.

"Sono stato molto felice quando ho sentito la notizia del premio", ha commentato Mo Yan all'agenzia semi ufficiale China News service, che lo ha raggiunto al telefono nella sua casa di Gaomi, nella Cina orientale. "Tuttavia - ha aggiunto - non penso che vincere il premio significhi qualcosa. Penso che la Cina abbia molti grandi scrittori le cui opere possono essere apprezzate dal mondo". "Ora intendo concentrarmi sul mio nuovo lavoro", ha proseguito lo scrittore, spiegando di essere in attesa di venir contattato dal comitato del Nobel per conoscere i dettagli e decidere "se andare in Svezia a ritirare il premio".

Si tratta del secondo Nobel per la Letteratura attribuito ad uno scrittore cinese. Nel 2000 il riconoscimento andò a Gao Xingjian, scrittore e pittore che diversamento da Mo Yan ha lasciato la Cina per la Francia, nel 1987. Un premio poco gradito dalle autorità cinesi che, durante la Rivoluzione Culturale lo avevano mandato in un campo di rieducazione.

Originario di Gaomi nella provincia dello Shandong, Mo Yan nasce il 17 febbraio 1955 da una famiglia numerosa di contadini poveri e, dopo aver terminato i cinque anni delle scuole elementari, smette di studiare. In principio porta al pascolo mucche e pecore e i suoi rapporti con questi animali sono più frequenti di quelli con le persone; prova cosi' il gusto della solitudine, ma acquista una profonda conoscenza della natura. Crescendo, unendosi agli adulti partecipa alle attivita' lavorative della comunità.

A diciotto anni va a lavorare in una manifattura di cotone e facendo capriole tra le balle si riempie di fili, un evento che scatena la sua fantasia, come lui stesso ha raccontato. Nel febbraio del 1976 abbandona il povero e isolato paese natale per arruolarsi nell'esercito. Fa il soldato semplice, il caposquadra, l'istruttore, il segretario e lo scrittore.

Nel 1997, congedatosi dall'esercito, Mo Yan inizia a lavorare per un giornale. Nel frattempo si e' laureato presso la Facolta' di Letteratura dell'Istituto Artistico dell'Esercito di Liberazione Popolare (1984-1986) e ha ottenuto un Master in Studi letterari e artistici presso l'Universita' Normale di Pechino (1989-1991). Inizia a pubblicare nel 1981.

Oltre a ''Sorgo Rosso'', in italiano la casa editrice Einaudi ha pubblicato di Yan i romanzi ''L'uomo che allevava i gatti'' (1997), ''Grande seno, fianchi larghi'' (2002), ''Il supplizio del legno di sandalo'' (2005) e ''Le sei reincarnazioni di Ximen Nao'' (2009). Nel 2005 Mo Yan ha ricevuto il Premio Nonino.

Tra il 1901 e il 2011 sono stati 108 gli autori che hanno ricevuto il Nobel della Letteratura. Tra questi ci sono solo 12 donne, tra cui l'italiana Grazia Deledda che lo ottenne nel 1926. Tra le altre curiosità di questo prestigioso riconoscimento, c'è anche quella che in due osarono rifiutare il Premio assegnatogli: lo scrittore russo Boris Pasternak e quello francese Jean Paul Sartre.


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